CORONAVIRUS/ 80.572 CONTAGI/ 727 MORTI E 1118 GUARITI IN PIÙ

CORONAVIRUS/ 80.572 CONTAGI/ 727 MORTI E 1118 GUARITI IN PIÙ

ROMA\ aise\ - Sono 80.572 le persone positive al coronavirus in Italia, 2937 in più di ieri; 4.035 sono in terapia intensiva, 28.403 persone sono in ospedale con sintomi, 48.134 (il 60% del totale) sono in isolamento domiciliare senza sintomi. Altre 727 italiani sono morti, mentre il totale dei guariti sale a 16.847, cioè 1.118 in più di ieri. Questi i dati aggiornati diffusi oggi da Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, affiancato nel consueto punto stampa da Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria e membro del Comitato Tecnico Scientifico.
I pazienti trasferiti con la Cross sono in totale 103 pazienti, 7 in più di ieri, 63 con corona, 40 senza. 30 di loro sono stati trasferiti in Germania, che Borrelli ha ringraziato il governo tedesco “per averli accolti”.
Le forze in campo crescono anche oggi: 12.986 i volontari delle associazioni nazionali e locali, che si aggiungono a forze armate, di polizia e ai sanitari.
Sale anche la cifra delle donazioni al Conto corrente della protezione civile, che ha raccolto 94.976.000 euro, anche grazie all’evento trasmesso ieri dalla Rai “la musica che unisce”. Più di 8milioni di euro, ha ribadito Borrelli, sono già stati spesi per l’acquisto di dispositivi di sicurezza; altri pagamenti saranno effettuati oggi.
Il capo della protezione civile ha quindi spiegato che per errore alcune mascherine arrivate dalla Cina, per il tramite dell’Ambasciata italiana, sono state distribuite erroneamente ai medici di base perché riportavano all’esterno l’indicazione ffp2, mentre erano comuni mascherine per la popolazione. “Rimedieremo all’errore”, ha assicurato, scusandosi con gli interessati.
Borrelli ha poi invitato all’attenzione gli utenti social, perché negli ultimi giorni proliferano false raccolte fondi attribuite alla protezione civile: “chi vuole donare si colleghi al nostro sito”, il consiglio di Borrelli.
Al dottor Villani il compito di ribadire che il coronavirus continua a non essere una emergenza pediatrica: “al momento non abbiamo decessi né bimbi con condizioni gravi”. Anche se contratto da qualche bambino, “la situazione clinica è lieve, gestibile”.
Importante, quindi, mantenere le indicazioni contenute nel decreto del Governo, ha ribadito più volte Villani, riferendosi anche alla recente circolare del Viminale che “non cambia nulla”.
La circolare “deve essere letta”, essa “fa riferimento alle limitazioni vigenti, non c’è nessun cambiamento di politica o nella strategia” del Governo, che dimostra di “dare risultati”.
Siamo ancora nella fase di contenimento: “nulla cambia”, ha ribadito Villani. “Il comitato tecnico scientifico non ha liberato nessuna nuova indicazione, è bene essere chiari”.
non è scritto da nessuna parte che si può passeggiare con i bambini: “esiste un decreto che indica che non sono consentiti assembramenti, né di uscire di casa se non per una ragione motivata. Questo è ancora valido. In situazioni particolari, di necessità, si può uscire con un bambino”, ma “non c’è nessuna indicazione su una passeggiata in carrozzina. Questo non è scritto da nessuna parte”.
Quanto al “dopo”, il Comitato tecnico scientifico sta studiando delle soluzioni, anche in base alle segnalazioni delle associazioni di famiglie e malati, di cui “facciamo tesoro”.
Con i dati che indicano il raggiungimento del picco e la fase di “appiattimento” (cd flat), Villani ha ribadito che ciò non autorizza nessun cambiamento di comportamento da parte degli italiani: “nulla è cambiato dall’ultimo decreto. Il messaggio è ancora “state a casa”, e questo deve essere chiaro a tutti. Quando cambierà la situazione un altro decreto stabilità cosa si può fare e cosa no”.
La questione-picco, ha commentato, “è di scarso interesse, siamo in una situazione emergenziale e dobbiamo rispettare rigidamente le norme che ci vengono date. Siamo fortunati a vivere in un Paese che tutela la salute come bene primario” ha sottolineato Villani. “Abbiamo un ministero, la protezione civile, l’Aifa, istituzioni solidissime che ci indicano cosa fare”.
Quanto alle domande dei giornalisti sul bassissimo numero di nuovi ricoveri in generale - poco più di 200 – e in terapia intensiva in particolare -12 – Borrelli e Villani hanno assicurato che non significa che “è cambiata strategia” nei ricoveri, o che non c’è più posto nelle terapie intensive; significa, al contrario, che rispettare le regole “funziona”. (aise) 

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