G7/ Usa – Iran: Trump firma l’accordo a Versailles/ Meloni: vertice molto importante

ROMA\ aise\ - La Reggia di Versailles ha fatto da cornice ieri sera all’ultimo atto del G7 ospitato dalla Francia: è qui che il Presidente americano Donald Trump ha firmato il memorandum of understanding per la fine della guerra con l’Iran. L’accordo – che verrà ufficialmente siglato domani in Svizzera – prevede, da un lato, concessioni e impegni che scattano subito o entro 30 giorni, come la riapertura dello Stretto di Hormuz; altre questioni verranno definite entro 60 giorni.
L’accordo tra Usa e Iran ha “influito positivamente” sul clima di un vertice “molto significativo”, nelle parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ieri sera, incontrando i giornalisti a margine dei lavori, ha parlato di “ottimo clima” e di “convergenze non scontate”.
“Abbiamo avuto occasione di approfondire tutti i principali temi dell’agenda internazionale, dalla guerra in Ucraina alla situazione in Medio Oriente, dalle partnership globali alla crescita economica condivisa, allo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale, con una sessione di chiusura molto articolata”, ha spiegato Meloni. “Gli esiti dei lavori sono riflessi in otto dichiarazioni tematiche che sono: crescita economica, partenariati internazionali, lotta al narcotraffico, contrasto al traffico di esseri umani, minerali critici, spazio digitale sicuro per i minori, collaborazione nella lotta al cancro e contrasto al virus Ebola”.
“Dal mio punto di vista, da questo Vertice escono sostanzialmente tre messaggi trasversali”, ha aggiunto la Premier. “L’unità del gruppo; la capacità del G7 di dialogare con i partner”, con cui “non si dialoga partendo dalle appartenenze, ma dalle priorità”; e, infine, “il G7 si occupa delle grandi sfide geopolitiche”.
A “dominare l’agenda” del Vertice, però, sono state le crisi internazionali: Ucraina, Medio Oriente e nel Golfo.
Sull’Ucraina, “abbiamo fatto il punto con il Presidente Zelensky, abbiamo passato in rassegna la situazione sul campo, che è molto diversa da quella che certa propaganda russa continua a cercare di vendere. Abbiamo concordato tutti sulla necessità di continuare a garantire il sostegno a Kiev mantenendo alta la pressione su Mosca e sono molto contenta del fatto che su questo vi sia piena convergenza. L’unità dell'Occidente e la fermezza dell'Occidente continuano ad essere, dal mio punto di vista, gli strumenti più efficaci per creare le condizioni necessarie per un negoziato reale. L’obiettivo – ha confermato Meloni – resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin. Ma mentre Zelensky ha fin qui dimostrato una attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che tutti conoscete, che è stata inviata direttamente al Presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca e crediamo che quei segnali ora siano necessari”.
Quanto al Medio Oriente “è stato accolto da tutti positivamente l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, che crediamo possa essere un importante quadro di riferimento per la stabilità della regione nel suo complesso”. Ora “è importante lavorare per la sua attuazione, a partire dalla necessità di assicurare la sicurezza delle rotte marittime internazionali, la piena libertà di navigazione nello stretto di Hormuz. In questo quadro, ho confermato ai partner che l’Italia è pronta a fare la propria parte anche nell’ambito di missioni che dovessero essere volte a garantire la sicurezza dei traffici commerciali, fermo restando chiaramente le necessarie autorizzazioni che sono dovute e richieste in questi casi”.
Su Libano e Gaza “il nostro obiettivo deve essere quello di favorire soluzioni durature e strutturali che superino la logica delle tregue di breve periodo. Ci aspettiamo che ora Israele operi come attore positivo nel percorso di pace e che l’inevitabile dibattito interno dettato anche dalla campagna elettorale non metta a repentaglio il percorso faticoso che gli Stati Uniti hanno avviato”.
Rispondendo ad una domanda sul suo rapporto con Trump, Meloni ha risposto di aver “trovato il rapporto immutato. Nel senso che non c'è stato tra noi neanche bisogno di parlare, non è che ci sono state tra noi recriminazioni o che abbiamo parlato di quello che è successo nelle ultime settimane. Io e Donald Trump siamo due persone che hanno un loro carattere abbastanza forte. Siamo due persone che difendono con determinazione il loro interesse nazionale, non c'è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d'accordo su qualcosa. E quindi siamo ripartiti direttamente parlando di quello che va fatto nei prossimi mesi con la stessa naturalezza con cui lo facevamo fino all'ultima volta che ci siamo incontrati prima di questa occasione”. (aise)