Giornata mondiale dell’alimentazione/ Tajani “Italia in prima linea per la sicurezza alimentare globale”

ROMA\ aise\ - “La sicurezza alimentare è una componente essenziale dell’azione italiana a sostegno della pace, della stabilità e dello sviluppo sostenibile. Attraverso l’assistenza alle popolazioni colpite dalle crisi, il rafforzamento della cooperazione internazionale e la promozione di catene di approvvigionamento più sicure e resilienti, l’Italia contribuisce agli sforzi della comunità internazionale per contrastare la fame e garantire un accesso adeguato al cibo”. Così il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che oggi, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione promossa dalla FAO, ribadisce l’impegno dell’Italia nella lotta alla fame e nella promozione del diritto al cibo, presupposto fondamentale per la pace, la dignità umana e lo sviluppo sostenibile. “Innovare oggi per nutrire il domani” il tema della Giornata 2026.
L’IMPEGNO DELL’ITALIA
L’Italia contribuisce a questa sfida anche attraverso il suo ruolo di sede del polo agroalimentare delle Nazioni Unite. Un patrimonio di competenze e cooperazione internazionale che si traduce anche in iniziative concrete di solidarietà.
Attraverso “Food for Gaza”, il Governo italiano ha destinato circa 2.400 tonnellate di aiuti alimentari, sanitari e beni di prima necessità alla popolazione della Striscia di Gaza in collaborazione con la FAO e il PAM.
Con “Italy for Sudan”, sono state mobilitate oltre 130 tonnellate di aiuti umanitari in risposta alla grave crisi nel Paese. L’azione italiana si concentra sul sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione, con particolare attenzione a bambini, studenti e famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.
Parallelamente, l’Italia promuove iniziative volte a rafforzare la resilienza dei sistemi agroalimentari e la continuità degli approvvigionamenti, anche attraverso la Coalizione di Roma per l’accesso ai fertilizzanti e la sicurezza alimentare, promossa insieme alla Croazia e con il coinvolgimento della FAO e di partner internazionali, per affrontare le criticità legate alle catene di approvvigionamento e alle tensioni nello Stretto di Hormuz.
I DATI FAO E UNICEF
Nel mondo una persona su tre non può permettersi un pasto adeguato a causa degli effetti economici causati da guerre e cambiamenti climatici. Nel suo ultimo rapporto sulle crisi alimentari, la Fao ha evidenziato come circa il 56% della grave insicurezza alimentare acuta sia da imputare in modo diretto o indiretto a guerre, conflitti interni e crisi geopolitiche e un ulteriore 11% per gravi crisi economiche, spesso conseguenze di crisi politiche e conflitti, a fronte di un 33% causato da eventi climatici estremi.
In un suo recente rapporto, l’Unicef stima che entro il 2050 i cambiamenti climatici causeranno, a livello globale, ulteriori 28 milioni di bambini colpiti da malnutrizione e 40 milioni di bambini con ritardo della crescita. Con l’aumento delle emissioni di gas serra il mondo continuerà a riscaldarsi, determinando profondi cambiamenti climatici che influenzeranno tutti i fattori determinanti della nutrizione infantile.
Anche il numero di bambini colpiti da carenze di micronutrienti e proteine potrebbe aumentare di centinaia di milioni entro il 2050 a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, con ripercussioni su tutte le fasce d’età, compresi i bambini in età scolare e gli adolescenti. L’agenzia Onu prevede inoltre che i cambiamenti climatici determinino un aumento dell’obesità infantile ben oltre quello causato da fattori non climatici, poiché il caldo estremo riduce l’attività fisica e le abitudini alimentari tendono a fare maggiore affidamento su alimenti ultra-trasformati.
Secondo l’Unicef, l’El Niño previsto per il 2026-2027 – un fenomeno climatico ricorrente che riscalda alcune zone dell’Oceano Pacifico e altera i sistemi meteorologici in tutto il mondo – diventerà uno dei più intensi mai registrati. Per i bambini che vivono in paesi in crisi e colpiti da conflitti, come l’Afghanistan o il Ciad, El Niño può rappresentare una minaccia diretta alla sopravvivenza, aggravando la fame e la malnutrizione in contesti in cui i conflitti, gli sfollamenti e l’accesso limitato ai servizi essenziali hanno già reso i bambini estremamente vulnerabili. (aise)