Gli affreschi della Tomba François diventano patrimonio dello Stato italiano

Le pitture staccate della Tomba François di Vulci al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma

ROMA\ aise\ - È stata inaugurata ieri, 30 giugno, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, la celebre Tomba François, fra i massimi capolavori della pittura etrusca e dell’arte antica, un monumento fondamentale per la conoscenza della civiltà etrusca e dell’immaginario figurativo del Mediterraneo antico. L’esposizione è accompagnata dalla mostra “Il Ritorno degli Eroi” che, fino al 31 dicembre, racconta attraverso reperti unici provenienti da musei internazionali il contesto originario della Tomba.
“La restituzione della Tomba François al patrimonio pubblico rappresenta un traguardo storico”, ha commentato il ministro Giuli, ricordando che “è dal 1914 che lo Stato italiano tentava di acquisirla e oggi, finalmente, la consegniamo in eredità alle giovani generazioni. Questo straordinario complesso custodisce una parte fondamentale della nostra storia”, ha proseguito Giuli. “Racconta le radici della civiltà etrusca, il rapporto con Roma e la comune eredità del Mediterraneo. Ci ricorda come l’identità italiana sia il frutto di una storia millenaria, fatta di incontri, trasformazioni e condivisione. Proprio per rafforzare questo impegno, ho annunciato la volontà del Ministero della Cultura di entrare nella Fondazione Vulci. Intendiamo contribuire direttamente alla Tutela e alla valorizzazione di uno dei siti archeologici più importanti d’Europa, rafforzando la collaborazione con le istituzioni e con il territorio”.
Alla presenza del capo Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale (DIVA), Alfonsina Russo, del direttore generale Musei, Massimo Osanna, e della direttrice del Museo, Luana Toniolo, è stato celebrato l’ingresso degli affreschi nelle collezioni permanenti del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Dopo oltre un secolo, infatti, l’eccezionale ciclo figurativo, uno dei complessi pittorici etruschi di maggiore rilevanza storica e artistica, che racconta scene ispirate al mito greco, in dialogo con la tradizione etrusca, entra nel patrimonio dello Stato italiano ed è consegnato alla fruizione della collettività.
Presente all’inaugurazione Jean-Christophe Babin, presidente di Fondazione Bvlgari, organismo che ha sostenuto il progetto espositivo con un intervento mirato di valorizzazione degli spazi espositivi.
“L’acquisizione della Tomba François al patrimonio dello Stato rappresenta un passaggio di straordinario valore per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale”, ha detto Alfonsina Russo. “Questo importante monumento della civiltà etrusca viene definitivamente affidato alla collettività e apre una nuova fase, nella quale potrà essere ulteriormente valorizzato attraverso la ricerca, la divulgazione e nuovi percorsi di conoscenza. È un risultato che assume un significato particolare anche perché riguarda uno dei contesti più rappresentativi dell’Etruria meridionale, al centro di decenni di studi e ricerche e che oggi trova nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia la sua naturale sede. La sfida che oggi si apre è trasformare questa acquisizione in una nuova opportunità di crescita culturale, ampliando le occasioni di accesso, di partecipazione e di conoscenza del nostro patrimonio. È questo il compito che il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale è chiamato a perseguire: fare in modo che ogni importante acquisizione rafforzi il legame tra patrimonio, ricerca e comunità, rendendo sempre più condiviso il valore della nostra eredità culturale”.
“Con l’ingresso della Tomba François nelle collezioni dello Stato, uno dei più importanti monumenti della civiltà etrusca entra definitivamente a far parte del patrimonio di tutti i cittadini”, le parole di Massimo Osanna. “Il valore di questa acquisizione non risiede soltanto nella sua eccezionale importanza storica e artistica, ma anche nella possibilità di continuare a interrogare, studiare e interpretare un monumento di straordinaria complessità. Ogni opera, infatti, continua a vivere attraverso la ricerca, gli allestimenti che realizziamo, le narrazioni che costruiamo e le nuove domande che ogni generazione sa rivolgerle. È questa la missione del Sistema Museale Nazionale: creare le condizioni perché il patrimonio continui a produrre conoscenza, rendendo la sua complessità e la sua ricchezza sempre più accessibili a tutti. Tutela, ricerca e valorizzazione costituiscono le diverse espressioni di un unico impegno: trasmettere alle generazioni future monumenti sempre meglio conservati e una conoscenza del passato sempre più ampia, consapevole e condivisa”.
Per Luana Toniolo “questa giornata rappresenta un momento di straordinaria importanza non solo per il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ma per l'intero patrimonio culturale italiano. Dopo oltre un secolo, viene infatti restituito alla collettività un capolavoro di pietra e di colore che si presenta al pubblico in tutta la sua eccezionale bellezza, arricchendo la conoscenza della civiltà etrusca e dei suoi profondi rapporti con il Mediterraneo antico. La tomba viene presentata in un allestimento contemporaneo ed evocativo che rende gli affreschi accessibili a tutti. Questa operazione è il frutto di una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato. Per questo desidero esprimere un sincero ringraziamento alla Fondazione Bvlgari per la sensibilità, la visione e l'impegno con cui ha sostenuto questo importante progetto di valorizzazione”.
Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba è scavata nel tufo e composta da trentasette pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. Realizzata tra il 340 e il 320 a.C., rappresenta una delle più alte testimonianze della pittura etrusca e, più in generale, della pittura antica giunta fino a noi.
La decorazione pittorica costituisce uno straordinario intreccio tra mito greco, memoria storica etrusca e costruzione dell’identità aristocratica di Vulci. Attraverso iscrizioni dipinte accanto ai personaggi, le scene permettono ancora oggi di riconoscere nomi, volti ed episodi che intrecciano storia, leggenda e rappresentazione del potere.
Il ciclo pittorico del IV secolo a.C. racconta episodi della mitologia greca e della tradizione etrusca, come il sacrificio dei prigionieri Troiani per i funerali di Patroclo o la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, passando per il ritratto di Vel Saties, fondatore e committente della tomba, fino alle lotte tra eroi etruschi con Macstarna, il futuro re Servio Tullio, che libera il condottiero vulcente Celio Vibenna.
La mostra “Il Ritorno degli Eroi” fino al 31 dicembre dialoga con il ciclo pittorico attraverso oggetti e documenti unici, appartenenti al corredo funerario e provenienti dal Musée du Louvre, dal British Museum, dai Royal Museums of Art and History di Bruxelles, dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, dai Musei Vaticani e dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma.
Il percorso espositivo si arricchisce così della presenza di reperti archeologici rinvenuti nella tomba, oggi conservati in diverse istituzioni museali internazionali. Tra gli oggetti concessi dal Louvre figurano gli orecchini appartenuti alle donne della famiglia Saties, elaborate collane in lamina d’oro, un anello d’oro raffigurante Cassandra e due scarabei. Una collezione di preziosi orecchini con granati e animali in pasta vitrea, vasi, tra cui un askos a forma di leone, e una bellissima collana con terminali a farfalla della Tomba François provengono dal British Museum di Londra.
L’esposizione restituisce così al pubblico un percorso unitario dedicato a uno dei principali complessi figurativi dell’Etruria antica, mettendo in dialogo pittura, reperti archeologici e testimonianze materiali della famiglia Saties. Attraverso la nuova presentazione degli affreschi e dei reperti associati, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia valorizza un patrimonio che racconta il rapporto tra mito e memoria nel mondo etrusco e lo consegna definitivamente alla collettività.
L’acquisizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietari dell’opera, e al lavoro congiunto della Direzione generale Musei, diretta da Osanna, e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, diretto da Toniolo. (aise)