“Gli studenti italiani in Europa”: il programma di mobilità educativa e di formazione del Mim

ROMA\ aise\ - È stato presentato questa mattina a Roma, nella sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito, “Gli studenti italiani in Europa”, il “più importante programma di formazione linguistica e di mobilità internazionale che è stato mai realizzato in Italia per gli studenti delle scuole superiori” nelle parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, presente all’evento introdotto dal Ministro Giuseppe Valditara.
Il programma è rivolto agli studenti delle scuole superiori che potranno trascorrere due settimane all’estero per approfondire la conoscenza di una lingua straniera. 420 i milioni di euro, provenienti dai fondi strutturali europei, che il Governo ha destinato a questo progetto per coprire tutte le spese per studenti e docenti: viaggio, permanenza, vitto, alloggio e il pagamento degli insegnanti per il lavoro che svolgeranno. I fondi saranno attribuiti alle scuole, ha spiegato Valditara, che poi selezioneranno gli studenti in base a merito e Isee. Secondo il Mim saranno coinvolti 150mila giovani: cifra confermata da Meloni che, nel suo intervento, ha mostrato tutto il suo entusiasmo per una iniziativa che consentirà ai giovani “di vivere un'esperienza che consideriamo particolarmente importante: trascorrere un periodo in un paese europeo, periodo di studio, periodo di formazione, migliorare la propria capacità di parlare una lingua straniera, confrontarsi con realtà diverse dalla propria”.
Una iniziativa, ha voluto precisare, che “non è solo una semplice occasione per imparare meglio una lingua straniera”, perché “vivere e studiare anche solo per qualche settimana, anche solo per qualche mese in un altro Paese, significa imparare ad affrontare situazioni nuove, diventare più autonomi, confrontarsi con persone che hanno abitudini, idee, culture diverse dalla nostra, quindi allargare lo spazio della propria mente, della propria capacità di comprensione dell'altro. Significa acquisire sicurezza, significa imparare a cavarsela, allargare i propri orizzonti”.
“E – ha aggiunto – significa per noi arricchire questa comunità, perché quando questi ragazzi che parteciperanno al progetto torneranno indietro, porteranno con loro molto più di una lingua straniera meglio conosciuta, meglio parlata. Porteranno nuove idee, porteranno nuove amicizie, porteranno una maggiore fiducia in loro stessi, uno sguardo più ampio sul mondo. Tutto questo sarà una ricchezza per loro certamente ma lo sarà anche per i loro amici, lo sarà per le loro famiglia e lo sarà per le loro classi, lo sarà per l’Italia nel suo complesso”.
La premier ha quindi richiamato la sua esperienza di studentessa di lingue, che voleva diventare un’interprete, per ribadire che, oltre che sui libri, è fondamentale “usare una lingua nella vita reale” perché “tu le lingue le impari davvero quando le vivi, quando cerchi di capire che cosa c'è davvero dietro le parole”.
Una conoscenza molto “importante” soprattutto “nel tempo in cui viviamo”. Parlare con i colleghi stranieri senza interprete, ha detto ancora Meloni, per lei “fa la differenza” perché “nessun interprete, per quanto possa essere bravo, riesce a trasferire quello che tu puoi trasferire direttamente, cioè la comprensione dell'altro e la possibilità che l'altro ha di comprendere te. Un rapporto che è molto più umano, molto più reale, molto più immediato. Fa totalmente la differenza. La farà anche per voi”, ha detto la Presidente del Consiglio agli studenti presenti. “La farà in questo tempo, perché questo è un tempo interconnesso nel quale, bene o male, vi troverete, qualsiasi sia il percorso che deciderete di fare nella vostra vita, di fronte a questo tema della interconnessione, della capacità di imparare una lingua straniera”.
Con il programma, dunque, il Governo intende “togliere la barriera della lingua” per rendere “pienamente liberi” i giovani nelle loro scelte.
“Non dovete avere dei limiti che sono stati precostituiti, che non dipendevano da voi, che dipendevano dalla condizione dalla quale arrivavate, dalla famiglia nella quale nascevate. Queste barriere vanno rimosse. La vera uguaglianza, l'uguaglianza esiste davvero nel punto di partenza, non nel punto d'arrivo. Uno Stato giusto – ha affermato Meloni – costruisce le condizioni per cui tutti devono avere le stesse opportunità, poi però dove arrivi quello lo Stato non lo può determinare, quello lo determinate voi, con la vostra capacità, con la vostra determinazione, con la vostra passione. Quello che noi stiamo cercando di fare è cercare di costruire queste condizioni di partenza pari per tutti anche in una dimensione che diventa molto molto importante oggi, che è la vostra capacità di confrontarvi con i vostri coetanei, ovunque quei coetanei siano”.
“In bocca al lupo, buona estate e – ha concluso – spero che apprezziate questa iniziativa alla quale io tengo moltissimo e che cercheremo di ampliare ancora di più”. (aise)