La cultura è dialogo e conoscenza reciproca: a colloquio con il direttore dell’IIC di Monaco Fabio Troisi

ROMA\ aise\ - Un mese fa è tornato in Germania, dove in passato ha perfezionato i suoi studi, ed è ora il nuovo direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera. Fabio Troisi il 14 settembre scorso si è insediato in una città storicamente legata all’Italia tanto a livello economico quanto culturale, grazie anche alla presenza di una numerosa comunità italiana.
Appassionato d’arte – si è laureato in Filosofia e Storia dell’Arte –, Troisi ha maturato diverse esperienze all’estero in qualità di direttore degli Istituti Italiani di Cultura di Versavia e Pretoria e di addetto culturale a New York ed è ora alla guida della nostra rappresentanza culturale nel cuore della Mitteleuropa.
D. Le relazioni tra Italia e Germania sono da sempre profonde e proficue, grazie anche al tessuto culturale e umano che le unisce. A un mese dal suo arrivo a Monaco, qual è la visione dell’Istituto Italiano di Cultura e il suo ruolo nella promozione dell’Italia in Germania?
R. L’Istituto deve essere innanzitutto un luogo di incontro, dialogo e conoscenza reciproca tra Italia e Germania. La mia visione è quella di un Istituto aperto alla città e al territorio, capace di valorizzare la ricchezza della cultura italiana contemporanea. Vogliamo raccontare un’Italia plurale, creativa e dinamica, rafforzando al tempo stesso i legami storici che uniscono i nostri due Paesi.
D. Quali sono le priorità riguardo al programma dell’IIC?
R. La priorità è costruire un programma equilibrato, capace di coniugare patrimonio e contemporaneità, grandi protagonisti e giovani talenti. Particolare attenzione sarà dedicata alla letteratura, alle arti visive, alla musica, al cinema, al teatro e alla ricerca. Vorrei inoltre sviluppare sempre più progetti interdisciplinari e collaborazioni con le istituzioni culturali bavaresi.
D. Qual è la strategia con cui l’Istituto intende rafforzare il rapporto tanto con la numerosa comunità italiana in Baviera quanto con gli amici tedeschi?
R. L’obiettivo è fare dell’Istituto una vera piattaforma di dialogo, capace di parlare contemporaneamente alla comunità italiana e al pubblico tedesco. Agli italiani vogliamo offrire occasioni di partecipazione e di confronto; ai nostri interlocutori tedeschi, strumenti per conoscere meglio l’Italia di oggi. La cultura può creare uno spazio comune nel quale identità diverse non si contrappongono, ma si arricchiscono reciprocamente.
D. Come intende l’Istituto conciliare le esigenze culturali della vecchia e della nuova emigrazione residente nel Land?
R. Credo sia importante riconoscere che oggi non esiste una sola comunità italiana, ma una pluralità di esperienze, generazioni e percorsi. L’Istituto deve quindi costruire proposte capaci di coinvolgere sia chi vive in Baviera da molti anni sia le nuove generazioni e i nuovi arrivati. La cultura italiana può diventare il terreno comune capace di mettere in dialogo queste diverse realtà.
D. La cultura ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle strategie della diplomazia. In che modo, secondo lei, la recente riforma della Farnesina ha cambiato – se lo ha cambiato – il campo di azione degli IIC?
R. La riforma conferma e rafforza il valore della cultura come strumento della politica estera italiana. Gli Istituti sono chiamati sempre più a essere non soltanto luoghi di diffusione culturale, ma piattaforme di diplomazia culturale, capaci di creare relazioni e opportunità. Questo amplia il nostro campo d’azione e rende ancora più importante il dialogo con istituzioni, università, imprese e società civile.
Pochi giorni fa è stata presentata alla Farnesina l’edizione 2026 della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che si aprirà a breve con eventi organizzati nelle sedi diplomatiche e culturali in tutto il mondo. Ricco anche il programma predisposto dall’Istituto per la città di Monaco e la Baviera, con iniziative culturali volte a promuovere la lingua italiana attraverso la letteratura, la musica, la divulgazione e l’educazione.
Il programma si apre il 17 ottobre a Norimberga con ILfest, festival dedicato alla letteratura italiana, organizzato da ILfest e.V., dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Comites di Norimberga, in collaborazione con diverse istituzioni culturali e accademiche locali. La giornata prevede letture teatrali per bambini, la presentazione dell’Antologia lucana e incontri con gli scrittori Silvia Avallone e Giovanni Montanaro, con traduzione simultanea in tedesco.
Il 18 ottobre, a Monaco di Baviera, si terrà invece ILfest-off, organizzato sempre da ILfest e.V. e dall’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con il Consolato Generale di Svizzera e l’associazione Schweizerisch-Bayerische Wirtschafts- und Kulturförderung e.V. L’iniziativa propone incontri con Giovanni Montanaro, Silvia Avallone e Fabio Andina, favorendo il confronto tra autori italiani e pubblico germanofono.
Il 21 ottobre, presso il Deutsches Theater di Monaco, il Monteverdi Festival Gala Concert offrirà un viaggio nella musica vocale e strumentale del Seicento italiano. Il concerto, organizzato dal Consolato Generale d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con il Deutsches Theater, vedrà protagonista l’ensemble Cremona Antiqua, con un programma dedicato a Claudio Monteverdi e ad altri compositori del Barocco italiano.
Il 22 ottobre, infine, presso la sede dell’Istituto, il professor Edgar Radtke presenterà il volume Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano, curato da Annalisa Nesi e Raffaella Setti. L’incontro approfondirà il potenziale creativo della lingua italiana e il suo ruolo nella formulazione delle idee, nella progettazione e nella realizzazione di contenuti e opere culturali.
Parallelamente, l’Istituto collabora con l’Ufficio Scuola alla realizzazione del modulo didattico “La lingua creativa di Leonardo. Base della scienza moderna”, dedicato a Leonardo da Vinci. Attraverso percorsi calibrati sulle diverse fasce d’età, gli studenti esploreranno il rapporto tra lingua, arte e scienza, affrontando temi quali i quaderni di Leonardo, i suoi codici, i luoghi della sua attività, la matematica della natura e le sue invenzioni. (r.a.\aise)