La Fune Azzurra, il primo censimento globale dello sport dell’emigrazione italiana

GENOVA\ aise\ - In occasione della Giornata Nazionale dello Sport, il MEI - Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana ha presentato "La Fune Azzurra – Lo sport italiano nei cinque continenti", un progetto di ricerca portato avanti insieme a Fondazione Migrantes e realizzato con i fondi dell’8xmille CEI che punta a ricostruire per la prima volta la storia e l'attualità dello sport praticato dagli emigrati italiani e dai loro discendenti nel mondo, oltre a una parte specifica riservata al ruolo dello sport per gi immigrati nel nostro Paese.
La ricerca, che si concluderà nella primavera del 2027, coinvolgerà i principali Paesi di emigrazione italiana nei cinque continenti e si avvarrà di una rete di contatti costruita negli ultimi anni dal Museo. Grazie ad un database che raccoglie già oltre quaranta società sportive italiane attive all'estero, che si aggiungono ai 130 protocolli di intesa con realtà museali, associative e archivistiche nelle varie parti del mondo, con le quali il Mei collabora attraverso vari progetti, la ricerca realizzerà una approfondita mappatura internazionale di club, associazioni e realtà sportive nate dall'iniziativa delle comunità italiane e italo-discendenti dalla fine dell'Ottocento fino ai giorni nostri.
L'obiettivo è comprendere come lo sport abbia accompagnato le vicende migratorie degli italiani, contribuendo non solo alla costruzione di momenti di aggregazione e socialità, ma anche ai processi di integrazione, inclusione e mantenimento dei legami con i territori d'origine.
Esperienze che hanno portato sin dal secolo scorso alla nascita di club divenuti poi simbolo mondiale come il Boca Junior, il Penarol che deve il suo nome ai suoi fondatori di Pinerolo o a individualità come quella di Giuseppe Paolo “Joe” Di Maggio divenuto icona del baseball a livello mondiale. Ma il lavoro si concentrerà anche sull’emigrazione italiana ai giorni nostri con le tante realtà che stanno sorgendo nei vari continenti proprio grazie all’impulso dei nostri connazionali.
"La Fune Azzurra è la naturale prosecuzione del lavoro fatto in questi anni - ha spiegato Paolo Masini, presidente della Fondazione MEI -. Vogliamo dare la giusta rilevanza, in maniera rigorosa e organica, ad un aspetto rilevante nella storia delle migrazioni. Lo sport, per generazioni di emigrati ha rappresentato un luogo di incontro, integrazione e costruzione dell'identità collettiva. Un patrimonio diffuso che accompagna i migranti nei cinque continenti e che continua ancora oggi a creare legami tra comunità, territori e generazioni diverse".
La ricerca si concentrerà su tre diversi ambiti: le associazioni sportive italiane all'estero, i giovani italiani iscritti all'AIRE tra i 6 e i 25 anni e le persone recentemente immigrate in Italia. Attraverso questionari, raccolta di testimonianze e analisi qualitative e quantitative, il progetto studierà il ruolo dello sport nella costruzione delle relazioni sociali, nel benessere psicofisico, nella partecipazione associativa e nei percorsi di integrazione.
Particolare attenzione sarà dedicata alle nuove generazioni di italiani nel mondo, per comprendere se e come l'attività sportiva possa rappresentare uno strumento efficace per rafforzare il legame con le comunità italiane all'estero e favorire una partecipazione più attiva alla vita associativa. Lo studio cercherà di fotografare il rapporto tra i giovani italiani all’estero e lo sport: chi pratica attività sportiva, in quali Paesi, con quale frequenza e in quali contesti. L’obiettivo è comprendere quanto lo sport possa incidere sul benessere psicofisico, sulla socializzazione e sul senso di appartenenza delle nuove generazioni di italiani nel mondo.
Per la ricerca in Italia, si esplorerà il ruolo dello sport nelle esperienze delle persone recentemente immigrate in Italia, analizzando il modo in cui le pratiche sportive contribuiscono ai processi di appartenenza, inclusione ed esclusione sociale. I risultati di questa indagine saranno poi comparati con quelli degli italiani all’estero.
La ricerca si avvale di una rete di partner istituzionali, accademici e sportivi che comprende il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), il CONI con la rete dei delegati sportivi italiani nel mondo, l’Università di Genova, l’Università di Roma Tor Vergata e la Società Italiana di Storia dello Sport. Per l'analisi del rapporto tra sport, inclusione e nuove migrazioni in Italia collaborano inoltre UISP, CSI e US ACLI. Considerata l'ampiezza internazionale del progetto e la volontà di coinvolgere il maggior numero possibile di realtà sportive italiane e italo-discendenti presenti all'estero, il MEI ha anche invitato associazioni, società sportive, ricercatori e singoli interessati a contribuire alla ricerca scrivendo all'indirizzo sport@museomei.it.
La presentazione completa del progetto e i questionari, disponibili in italiano, inglese, spagnolo, portoghese e francese, sono consultabili sul sito del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana.
I risultati confluiranno nella realizzazione di una pubblicazione, di un convegno internazionale e di un documentario che racconterà la straordinaria storia dello sport dell'emigrazione italiana, mettendo in luce il contributo delle comunità italiane alla diffusione della cultura sportiva nel mondo.
Il responsabile del progetto è Paolo Masini; il coordinatore è invece Andrea Pedemonte; responsabile della ricerca sociologica Agostino Massa (Professore associato di sociologia presso Università degli studi di Genova), della ricerca storica Lorenzo Venuti (dottore di ricerca presso l’Università di Bologna), e della ricerca su gli immigrati in Italia, Davide Valeri (dottore di ricerca in sociologia presso l'Università di Padova). (aise)