Legge elettorale: via libera della Camera

ROMA\ aise\ - Con 217 voti favorevoli, 152 voti contrari e 2 astenuti, la Camera ha approvato questa mattina la nuova legge elettorale proposta dal Governo Meloni.
Il testo - Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica – passa ora al Senato.
Il testo interviene anche sul voto all’estero: ieri sera, infatti, è stato approvato un emendamento della maggioranza che riduce a due le ripartizioni della circoscrizione estero alla Camera e a una sola per il Senato.
Nelle dichiarazioni di voto finale, le opposizioni non hanno risparmiato critiche ad un testo “imposto” dalla maggioranza aperta al confronto, questa l’accusa, solo a parole.
“Un colpo di Stato elettorale” l’ha definita Magi (Misto, +EU) relatore di minoranza, una “sconfitta politica” nelle parole di Maria Elena Boschi (Iv) che ha chiuso il suo intervento ricordando che “gli italiani lasciano l'Italia da quando Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi: record storico, 200.000 italiani all'anno lasciano l'Italia”. Contrari alla legge anche i vannacciani di Futuro nazionale, che avrebbero voluto le preferenze, e Avs che per bocca di Fratoianni ha accusato il Governo di usare questa legge per istituire “un anticipo di premiato”.
Secondo Richetti di Azione “l’ostinazione del Governo per un sistema maggioritario dove chi prende un voto in più piglia il banco produrrà distorsioni clamorose”, mentre per il Movimento 5 Stelle si tratta di una “legge truffa”: “questa maggioranza sta dicendo in tutti i social - poi arriveranno le trasmissioni amiche e i giornali degli amici imprenditori - che questa legge è fatta per dare più potere e più democrazia agli italiani. Eh no, gli italiani non sono sciocchi. Questa legge è fatta per potervi imbullonare alle poltrone per poter restituire ancora più potere al capo”, le parole di Giuseppe Conte.
“Questa legge elettorale è irricevibile e inemendabile”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein. “Ha gravi profili di incostituzionalità, un premio abnorme e distorsivo che permetterebbe a chi vince, quasi da solo, di raggiungere il quorum di garanzia e di arrivare a quello che è il vero obiettivo della Presidente Meloni, l'ha anche chiarito, ossia il Quirinale. È la vostra ossessione per il potere con la rigidità di un premio di maggioranza fatto con un numero fisso, con un listone bloccato, e attribuito per gli accordi di potere tra di voi. Una delle più gravi vergogne di questa legge elettorale l'avete compiuta all'ultimo… di nascosto quasi, è spuntato all'ultimo un emendamento. Avete preso lezione direttamente da Trump e vi siete ridisegnati i collegi dell'estero per favorire i vostri”.
Di tutt’altro tenore, com’è ovvio, le dichiarazioni dei partiti di maggioranza: per Noi Moderati “questa legge garantisce trasparenza, con programmi di coalizione condivisi dalla coalizione e necessari per il deposito delle liste e dà chiarezza delle alleanze in campo”, dice Colucci.
“Oggi è una pagina sicuramente storica che viene scritta in questo Parlamento”, dice Pagano di Forza Italia che rivendica il “confronto” che le opposizioni hanno negato; Barabotti della Lega ha sostenuto che la contrarietà delle sinistre è dovuta al fatto che “non hanno una visione comune” e quindi sono “spaventate” da una legge che “prevede la necessità di costruire un'alleanza e un programma da presentare agli italiani prima delle elezioni”, poi “la necessità di indicare, sempre prima delle elezioni, un candidato di punta alla Presidenza del Consiglio dei ministri” e “la necessità, per arrivare al Governo, di prendere un voto in più della coalizione di centrodestra”.
Il voto sulla legge, per Donzelli (FdI), è un voto che fa “vincere l'Italia” perché “la nostra meravigliosa Nazione non potrà e non può più permettersi, come la scorsa legislatura, di stare 90 giorni senza Governo, non può permetterselo perché saremmo esposti alla speculazione internazionale, perché perderemmo tutta la credibilità che abbiamo costruito nel periodo del Governo Meloni”, ha detto il deputato che accusato le opposizioni di codardia sulle preferenze e di mentire sul contenuto della legge: “in questa legge non c'è niente di quello che raccontate: c'è semplicemente la possibilità per gli italiani finalmente di scegliere qualcosa quando vanno a votare”. Con la riforma “l'Italia sarà più stabile, la politica più credibile e la nostra Nazione più competitiva”. (aise)