Libertà di Stampa: l’Italia al 41° posto

ROMA\ aise\ - “Minacciati, arrestati, uccisi”. È quanto subiscono molti giornalisti per le loro inchieste in tutto il mondo. E, come ricordato dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana - FNSI, e poi come specificato anche da Josep Borrell Fontelles, Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza, in occasione del 3 maggio, Giornata Mondiale della Libertà di Stampa: “in un momento in cui l'informazione libera è più essenziale che mai, la libertà di stampa continua a essere in pericolo”.
I giornalisti, infatti, sperimentano ovunque dure condizioni di lavoro con crescenti pressioni finanziarie e politiche, di sorveglianza, con pene detentive arbitrarie o violenza per aver svolto il proprio lavoro.
Secondo l'Osservatorio dell'UNESCO
, infatti, 76 giornalisti sono stati uccisi dal 2020, mentre molti altri sono stati arrestati, molestati o minacciati in tutto il mondo. Secondo l'ultimo rapporto di “Reporter senza frontiere”, in oltre 130 Paesi nel mondo l'esercizio del giornalismo, che è il “vaccino principale” contro la disinformazione, è “totalmente o parzialmente bloccato”.
Le ultime notizie sui giornalisti intercettati dalla procura di Trapani che si occupavano della questione migranti e dei rapporti dell’Italia con la Libia ne sono un esempio, così come i 12 giornalisti imprigionati in Bielorussia a seguito delle cronache delle proteste, e i tanti altri in Siria, Turchia, Egitto, Arabia Saudita e non solo. E proprio di questi ha parlato ieri il Presidente della FNSI, Beppe Giulietti, in una Manifestazione nazionale sulla libertà di stampa svolta ieri a Trento in cui ha anche spiegato i motivi del viaggio a Roma che la Federazione ha svolto oggi, 3 maggio, in cui incontrerà il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, per presentargli i dossier del sindacato riguardanti proprio queste problematiche.
“Chiederemo alle istituzioni e alle forze politiche che, assieme alla solidarietà, si dia approvazione alle norme ferme da vent’anni, perché chi colpisce i cronisti colpisce il diritto dei cittadini di essere informati”, ha sottolineato ancora il presidente della FNSI.
L’Italia, sempre secondo il report di “Reporter senza frontiere” sulla libertà di stampa, dal titolo “World Press Freedom Index”, si è confermata al 41° posto, come l’anno scorso. Ultima fra i Paesi europei. Questo, secondo il Segretario generale della FNSI, Raffaele Lorusso, “è il risultato della situazione in cui si trovano numerosi colleghi minacciati, alcuni sotto scorta, e dello stallo in cui versano le proposte di legge di tutela del diritto di cronaca e della professione”.
Il 73% dei 180 Paesi valutati da Reporter senza frontiere è caratterizzato da situazioni ritenute “gravissime”, “difficili” o “problematiche” per la professione giornalistica. Solo 12 Paesi su 180, ovvero il 7%, contro l'8% del 2020, mostrano una “buona situazione”. Una percentuale mai stata così bassa, probabilmente dovuto anche alle conseguenze della pandemia. Il paese più virtuoso è la Norvegia, al primo posto per il quinto anno consecutivo. Stati Uniti sotto all’Italia, al 44° posto, in netta discesa durante gli anni di Trump. In fondo alla classifica anche Brasile e Russia.
“La libertà di informazione e la libertà di parola devono essere promosse e protette ovunque - ha concluso Josep Borrell -. Questo è nell'interesse di tutti. Perché la libertà di stampa significa sicurezza per tutti”. (aise)