Mattarella: la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi

ROMA\ aise\ - "Che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi". Questo il messaggio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto mandare durante il suo discorso per la cerimonia di apertura della 145ma sessione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), svolta ieri sera al Teatro alla Scala di Milano, alla vigilia dell'inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, la cui cerimonia inaugurale si terrà questa sera allo Stadio San Siro di Milano (presente anche il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani).
Mattarella ha dunque dato il benvenuto in Italia alle delegazioni dall'estero. Nel suo intervento si è concentrato sul valore altissimo dello sport e delle Olimpiadi, che lo celebrano: "i Giochi sono l’evento sportivo universale", ha spiegato. "L’Italia è felice di accogliere il gran numero di atleti, gli allenatori e i tecnici, gli spettatori che da ogni parte del mondo giungeranno per assistere alle gare. Ne avvertiamo la responsabilità, e abbiamo affrontato con passione gli impegni della preparazione".
Per Mattarella, infatti, l’ospitalità rappresenta "un tratto caratteristico dell’identità italiana, della sua cultura".
E per questa quarta Olimpiade come Paese ospitante, l’Italia metterà in campo "ogni impegno affinché il tempo che verrà trascorso nei giorni delle gare, sia gradevole", fra "cordialità e amicizia", fra montagne, città e borghi "che raccolgono storia e bellezza".
Ma il suo intervento si è concentrato anche molto sulla questione della Pace, che si interseca con lo spirito olimpico e che dunque lancia un messaggio chiaro: "le Olimpiadi sono opportunità di incontro e di conoscenza", ha spiegato. "Che atleti, tecnici e dirigenti di oltre novanta Paesi si ritrovino insieme è circostanza che non si limita alla dimensione sportiva. È un grande evento globale che lancia un messaggio al nostro tempo così difficile. Le guerre, le lacerazioni alla serenità della vita internazionale, gli squilibri, le sofferenze recano oscurità e feriscono le coscienze dei popoli. Lo sport accoglie, produce gioia, passione, speranza. È rispetto per l’altro. Sfida ai propri limiti: è libertà di progredire. Lo sport è incontro in pace: testimonia fraternità nella lealtà della competizione con altri".
Insomma, per Mattarella lo sport rappresenta "il contrario di un mondo dove prevalgono barriere e incomunicabilità. Si contrappone alla violenza che, da chiunque praticata, genera altra violenza, calpesta la dignità umana, opprime i popoli e ne fa arretrare la qualità di vita".
Da qui (con "ostinata determinazione"), la richiesta del Capo dello Stato: "la tregua olimpica venga ovunque rispettata. Che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi". "I Giochi sono uno strumento coinvolgente per invocare pace e comprensione reciproca".
Citando Martin Luther King, e il suo celebre discorso “Dobbiamo essere la pace che desideriamo vedere nel mondo”, Mattarella ha poi affermato: "da Milano e Cortina, da Bormio, da Livigno, da Anterselva, dalla Val di Fiemme, da Verona, lo sport si proporrà come veicolo di questa speranza. Speranza che accomuna i popoli di tutti i Continenti".
"I valori olimpici di lealtà, inclusione, fraternità sono valori che la Repubblica Italiana ha fatto propri dalla sua fondazione, ottanta anni or sono", ha spiegato in conclusione Mattarella ringraziando prima il CIO "perché continua a sviluppare nel mondo quest’esperienza di incontro, di passione, di educazione, di cultura condivisa", e poi ringraziando anche gli atleti e il loro "sogno contagioso e benefico".
"L’Italia vi augura una buona, felice, indimenticabile Olimpiade", ha concluso. (aise)