von der Leyen: un’Europa sotto attacco ma in grado di difendersi, ora più che mai

STRASBURGO\ aise\ - Una Europa “forte e indipendente”, che seppur “sotto attacco” in un mondo in cui i cambiamenti “avvengono ad una velocità incredibile” e dove le sfide sono “senza precedenti”, è “più che mai in grado di difendersi”. Così la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel discorso sullo Stato dell’Unione reso questa mattina a Strasburgo di fronte al Parlamento europeo, alla presenza del Primo ministro del Canada, Carney.
Difesa, migrazioni e confini, energia e semplificazione, tutela dei minori, Ucraina, Medio Oriente e Golfo i temi toccati da von der Leyen, che cita le parole con cui Dickens descrisse l’Europa dei giorni della rivoluzione francese - "Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi" – per sostenere che lo stato dell'Unione oggi “è solido come mai prima d'ora e può sembrare precario come mai prima d'ora”.
“In questo mondo l'Europa ha scelto di tracciare un suo percorso”, “salvaguardando la propria prosperità” e stando “al fianco degli europei” cui “nella gelida fragilità del mondo di oggi, fornisce lei sola una vera sovranità”. Un'Europa “di cui possiamo andare molto fieri”, aggiunge, rimanendo “consapevoli delle minacce che ci troviamo ad affrontare. Con i presupposti e le relazioni del passato che vacillano, dobbiamo ora fare i conti con un mondo apertamente ostile”.
Il moltiplicarsi dei conflitti influiscono sul costo della vita degli europei, mentre “gli sviluppi tecnologici influiscono sui posti di lavoro, sui mezzi di sussistenza e sulla società” senza contare gli “effetti profondi prodotti sulla democrazia e nel dibattito pubblico”.
“Le preoccupazioni reali sono strumentalizzate per creare divisioni tra di noi, talvolta dall'esterno e, troppo spesso, dall'interno”, ha accusato la Presidente Ue. “Ma il percorso da seguire è chiaro: costruire un'Europa indipendente che abbia il potere di agire. Nulla può distoglierci da questo obiettivo, perché nel mondo di oggi il destino dell'Europa deve rimanere nelle mani degli europei. La nostra scelta è quindi chiara. Vogliamo un'Europa forte e indipendente che difenda i propri valori in questo mondo? O vogliamo lasciarci frenare dalle divisioni e dalle dipendenze? Vogliamo unirci intorno all'idea europea che sostiene che insieme possiamo decidere del nostro destino? O vogliamo permettere a mandatari e burattini manovrati da attori autoritari di compromettere le nostre democrazie? Che si parli degli ultranazionalisti o degli antieuropei, delle ingerenze o della disinformazione da parte della Russia: il nome può cambiare, ma l'obiettivo è lo stesso. Questi attori disprezzano i valori dell'Europa e vogliono fare a pezzi l'unità europea. Pertanto non limitiamoci a lottare contro queste minacce: lottiamo insieme per la nostra idea di Europa”.
Le priorità dell’Unione.
Il rilancio dell’economia.
“Disponiamo di un mercato enorme, di industrie e servizi di prim'ordine, di ampie riserve di risparmi e di una delle principali valute al mondo. Eppure continuiamo a frammentare i capitali, le reti e il potere d'acquisto europei”, ha detto von dei Leyen. “Per questo motivo all'inizio del mandato abbiamo messo in atto un piano audace: costruire un'economia nella quale l'innovazione e l'energia attraversino le frontiere, nella quale le imprese competano e crescano in tutta Europa e nella quale i risparmi finanzino il futuro. Questa – ha ricordato – è la logica alla base delle relazioni Draghi e Letta. E insieme continuiamo a conseguire risultati. Ma dobbiamo agire con maggior rapidità - tutte le istituzioni. Abbiamo ora raggiunto l'accordo politico sulla tabella di marcia "Un'Europa, un mercato" e insieme, entro la fine del prossimo anno, possiamo e dobbiamo completare questa revisione storica del mercato unico” e, al tempo stesso, semplificare le procedure perché “nell'economia odierna la rapidità è essenziale”. Necessarie, dunque, semplificazione e sburocratizzazione.
I “prezzi dell'energia restano strutturalmente troppo elevati” e questo limita le potenzialità dell’industria europea. Dall’inizio della crisi di Hormuz “le importazioni di combustibili fossili ci sono costate 90 miliardi di euro in più, senza che questo aggiungesse una singola molecola di energia”. Quindi occorre “intensificare la produzione di energia pulita, a prezzi accessibili, prodotta internamente. Che si tratti di rinnovabili e nucleare o di biometano e altre fonti ancora. Poco importa la tecnologia. L'importante è che quest'energia ci renda indipendenti”. A questo scopo “serve l'elettrificazione dell'Europa”. occorre “investire più rapidamente. Accelerare le connessioni alla rete. Potenziare lo stoccaggio. In sintesi: elettrizziamo il futuro dell'Europa”.
Tutte queste iniziative “necessarie” rischiano di “essere vane se le imprese dell'Unione non competono in condizioni di parità”, ha sostenuto von der Leyen citando il disavanzo commerciale con la Cina, che ha raggiunto un miliardo di euro al giorno: “abbiamo avviato un dialogo con la Cina per riequilibrare le nostre relazioni commerciali. Ma ora questo dialogo deve dare i suoi frutti. L'indebolimento della domanda interna comporta che la Cina abbia bisogno anche del mercato europeo. Pertanto è nell'interesse di entrambe collaborare per trovare soluzioni”.
L’Unione è “ancora vincolata da troppe dipendenze pericolose. La nostra dipendenza dalla Cina supera l'80% per molte materie prime critiche e tocca il 90% per alcune terre rare. Abbiamo fatto tanto, ma non siamo gli unici a tentare la via della diversificazione. Dobbiamo acquisire e costituire con urgenza riserve”. E visto che “nessun paese può farcela da solo” verrà istituita “una nuova Compagnia europea per le materie prime critiche, che ci aiuterà nell'approvvigionamento e nella costituzione di scorte in base alle esigenze: dalle auto elettriche ai microprocessori e alle batterie, passando per le tecnologie pulite e la difesa. E per molto altro ancora”.
Sul fronte – finanziamenti, il bilancio dell'Unione “è proiettato nel futuro” e “necessita di risorse proprie nuove”, dunque occorre “creare le condizioni necessarie affinché le nostre imprese possano attrarre investimenti e crescere”. La Commissione, ha annunciato, presenterà “un nuovo pacchetto per il settore bancario incentrato sulla semplificazione e sulla ricomposizione della frammentazione”. Von der Leyen ha infine citato gli investimenti nelle start up e annunciato un nuovo fondo Scaleup Europe.
Ambiente e IA. Dopo un’altra estate di incendi, crisi idriche e ondate di calore che hanno ucciso 35mila persone, a dimostrazione che “l'Europa si sta riscaldando al doppio della velocità rispetto al resto del mondo”, l’Ue “può e deve tenere la rotta verso il raggiungimento degli obiettivi climatici che si è data, e la terrà”.
“Il mese prossimo – ha annunciato von der Leyen - presenteremo un nuovo quadro per la resilienza ai cambiamenti climatici. Individueremo 100 fra i territori più vulnerabili in Europa. Valuteremo i rischi e individueremo il livello al quale debbano essere gestiti”. Inoltre, verrà presentato a breve “un piano europeo contro le ondate di calore”: “servono sistemi di allarme rapido più efficaci, una migliore preparazione sanitaria, interventi di adattamento e raffrescamento nelle città. E dobbiamo sostenere le persone più vulnerabili”, ha aggiunto, prima di confermare sostegno anche agli agricoltori alle prese con la carenza di acqua.
Quanto all’Intelligenza artificiale, “questione nevralgica dei nostri tempi”, von der Leyen si è detta “convinta che, se usata bene, possa giovare all'umanità”, ma “occorre bilanciare rischi e opportunità”. Se “il regolamento sull'IA è uno dei nostri baluardi, e mette l'Europa nelle condizioni di plasmare la risposta mondiale”, è anche vero che l’Ue, per mantenere la sua indipendenza, deve “incrementare sensibilmente le capacità di calcolo”. Nel frattempo, per “massimizzare” i benefici dell’Ia bisogna “portarla nell'economia reale e nella società”. Cinque i settori su cui si concentrerà l’Unione: sanità, trasporti, agroalimentare, industria manifatturiera avanzata, difesa e spazio. “A novembre annunceremo iniziative rivoluzionarie in tutti e cinque”, ha anticipato von der Leyen.
Anche su istruzione e lavoro, ha aggiunto, “l'IA deve aiutare ad acquisire competenze, migliorare la qualità dei posti di lavoro e dare una reale possibilità ai lavoratori. Per questa ragione serve un atto legislativo sui posti di lavoro di qualità, che presenteremo entro la fine dell'anno”.
I diritti sociali. Ricordato il prossimo decennale del “pilastro europeo dei diritti sociali”, von der Leyen ha assicurato “investimenti nelle nostre regioni, in modo che chiunque abbia il "diritto di rimanervi". Daremo il via a un patto europeo per l'assistenza per far fronte alle sfide legate ai cambiamenti demografici a cui assistiamo”, ha aggiunto citando in particolare il piano sugli alloggi.
“Oggi – ha proseguito – i nostri valori fondamentali sono messi in discussione: c'è chi vorrebbe addirittura fare marcia indietro sui diritti delle donne e farci tornare a un'epoca in cui eravamo cittadine di seconda classe. Abbiamo lottato intensamente per la parità di trattamento, di opportunità e di retribuzione. Permettetemi quindi di mandare un messaggio molto chiaro a chi è necessario che lo senta: le donne non arretreranno. Difenderemo i nostri diritti e continueremo a batterci per i nostri valori ogni singolo giorno”.
Gli accordi commerciali. “Quest'anno abbiamo firmato accordi di libero scambio con India, Mercosur, Messico, Australia e Indonesia”, ha ricordato von der Leyen. “Ora disponiamo di accordi commerciali con più di 80 paesi, più di chiunque altro al mondo e le imprese ci chiedono di proseguire” ha aggiunto annunciando “un nuovo progetto di connettività internazionale che collegherà il Caucaso meridionale e l'Asia centrale direttamente al mercato europeo, attraverso il cosiddetto "corridoio centrale". Il nostro obiettivo, attraverso il Global Gateway, è raccogliere fino a 12 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati, con lo scopo di diversificare le rotte, triplicare i flussi commerciali e ridurre i tempi di transito delle merci entro il 2030”.
I partenariati sono “una scelta strategica per l'Europa, ma anche una risposta alla frattura del sistema internazionale basato su regole. Per alcuni, questa risposta è procedere da soli, ma per noi non si tratta di un'opzione praticabile”. Per questo l’Unione guarda oltre e al Canada in particolare per “accoglierlo come primo membro associato dell'UE”.
I conflitti e la difesa europea. “La fiducia dell'Europa nella cooperazione è sempre stata ispirata dalla pace. È la nostra ragion d'essere”, ha detto von der Leyen. “Oggi la pace è minacciata: la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina infuria e le minacce si fanno sempre più pressanti anche sul nostro territorio, come testimoniano gli avvenimenti della scorsa settimana in Danimarca, Lituania e Polonia. Il tentativo di attaccarci con un drone a Lipsia ne è un'ulteriore prova. Dobbiamo essere chiari sull'accaduto: si è trattato di un attacco con materiale di tipo militare, perpetrato da agenti russi sul suolo europeo. Un attacco non solo a uno Stato membro, ma a tutta l'Unione”.
Ci sono poi “le minacce ibride cui l'Europa deve far fronte”, che “sono sempre meno ibride e sempre meno solo minacce”, ha aggiunto citando “attacchi informatici e sabotaggi, incendi e incursioni di droni”, contro cui serve “una nuova strategia europea in materia di sicurezza”.
“Credo che sia giunto il momento che l'Europa abbia un proprio articolo 4: un protocollo di sicurezza nelle emergenze che, se attivato da uno Stato membro, implica che tutti gli Stati membri si riuniscano per coordinare una risposta europea, per scongiurare un'ulteriore escalation e per attutire l'impatto”, ha detto von der Leyen. “Credo che dobbiamo spingerci ancora oltre. Da tempo discutiamo della creazione di un consesso dei leader in cui si tratti della sicurezza del continente europeo. Con la partecipazione di partner come il Canada, la Norvegia, il Regno Unito, l'Ucraina e altri. Questa creazione è oggi ancor più urgente, data la natura e l'entità dei rischi attuali. Per questo motivo presenteremo idee per la realizzazione di un Consiglio di sicurezza europeo”.
“Questo fronte unito guida anche il nostro lavoro sulla difesa europea. L'impennata della spesa per la difesa ha portato a livelli record di investimenti nelle nostre capacità e forze”, ha detto in merito von der Leyen. “L'Europa difenderà ogni singolo metro quadrato del suo territorio”, ha aggiunto, ribadendo il “dovere” di “sostenere l'Ucraina con tutte le nostre forze” perchè gli ucraini “combattono anche per la nostra libertà e la nostra autodeterminazione”. Nel prossimo inverno “offriremo all'Ucraina un sostegno ancor maggiore che in passato. Insieme ai partner forniremo aiuti umanitari ed energia e potenzieremo il riscaldamento nel paese. In secondo luogo, rafforzeremo la difesa aerea dell'Ucraina. La settimana scorsa abbiamo approvato per la prima volta l'acquisto di missili di difesa Patriot americani, che dovranno essere consegnati rapidamente. Ma dobbiamo anche ridurre insieme la dipendenza che ci lega a un unico fornitore. Per questo motivo vogliamo sviluppare insieme all'Ucraina un sistema di difesa missilistica conveniente e modulare. Con i fondi SAFE rimasti vareremo un nuovo programma di progetti comuni con imprese ucraine”. Inoltre verranno inasprite le sanzioni nei confronti della Russia.
Sul fronte Medio Orientale, von der Leyen ha parlato delle “profonde sofferenze a Gaza e della violenza incontrollata dei coloni in Cisgiordania” che “hanno colpito profondamente gli europei. La decisione del governo israeliano di portare avanti il progetto di insediamento illegale E1 è inaccettabile”, ha ribadito, richiamando gli Stati membri all’unità e ricordando che l’Ue ha “fornito più aiuti di chiunque altro”.
L'Europa, ha sottolineato, “appoggia il diritto di Israele all'autodifesa. E il popolo palestinese ha un eguale diritto di vivere in sicurezza e con dignità. È compito dell'Europa mantenere viva la fiamma della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati”.
Le migrazioni. L'Europa “deve agire unita, altrimenti rischia di essere smembrata. Durante l'estate questa verità è stata nuovamente messa alla prova alle frontiere dell'Unione”, ha detto von der Leyen citando la crisi di Ceuta. “Tutte le frontiere esterne dell'Unione sono frontiere europee. Voglio quindi rivolgermi direttamente al popolo spagnolo. La frontiera di Ceuta è una frontiera europea. Perché Ceuta significa Spagna. Ceuta significa Europa. E l'Europa sarà al vostro fianco”.
“L'unica soluzione possibile è una soluzione europea, ed è il patto sulla migrazione e l'asilo”, ha sottolineato ancora. “Dopo anni di lavoro, abbiamo finalmente un quadro comune europeo, che attribuisce responsabilità a tutti e chiede solidarietà da parte di tutti. Ora deve essere attuato in tutti i suoi aspetti. Siamo sulla strada giusta. Negli ultimi due anni abbiamo assistito a una riduzione del 55% degli arrivi illegali, con un ulteriore calo del 35% quest'anno. Si tratta di un progresso concreto”, ma “i nostri strumenti devono evolvere, in particolare per le situazioni di emergenza. L'Europa deve disporre dei mezzi per proteggere le proprie frontiere in ogni momento. Soprattutto negli scenari in cui i movimenti di massa sono orchestrati e strumentalizzati. Per questo proporremo un nuovo quadro europeo di risposta alle emergenze”.
L'Europa “rispetterà sempre i nostri valori e diritti fondamentali. Ma non scenderemo mai a compromessi nella protezione delle nostre frontiere. Siamo noi europei a decidere chi entra nell'Unione e in quali circostanze. Non i passatori o i trafficanti”. Per farlo verrà “rafforzata Frontex, in particolare per accelerare i rimpatri” e verranno “migliorati i sistemi di allarme rapido”; senza dimenticare la “collaborazione con i nostri vicini” per “offrire ai giovani prospettive significative, in modo che non siano costretti a mettere a rischio la vita. Posti di lavoro, competenze, corsi di formazione, apprendistati. Per questo motivo annuncio oggi una nuova iniziativa per le competenze e l'occupazione dei giovani del Mediterraneo”.
La difesa della democrazia. Anche su questo fronte occorrono “soluzioni collettive”: “ancora una volta abbiamo assistito a tentativi di dividerci con la disinformazione e le ingerenze straniere. Tentativi di erodere la fiducia nel tessuto democratico dell'Unione e nella libertà dei suoi media. Campagne elettorali avvelenate dalla propaganda straniera. Teorie complottiste costruite su video deepfake divenuti virali. Siamo di fronte a una guerra cognitiva”, ma anche ad attacchi interni da parte di “forze antidemocratiche e antieuropee”. “Grazie a questo Parlamento abbiamo rinsaldato il legame tra l'elargizione dei fondi e il rispetto dello Stato di diritto. Con il prossimo bilancio a lungo termine dobbiamo fare ancora di più. Il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali è una condizione ineludibile per usufruire dei finanziamenti dell'UE. Deve essere al centro stesso del bilancio. Ora e in futuro”, ha affermato.
I giovani e i social. “I giovani europei trascorrono ormai da quattro a sei ore al giorno sugli schermi. Sempre di più, bambini e ragazzi sono trascinati da feed concepiti in modo da obbligarli a scorrere incessantemente le pagine. Quella a cui assistiamo è una colossale cattura dei nostri figli. Una cattura della loro attenzione, della loro concentrazione, della loro mente. Che li priva dell'infanzia”, ha accusato von der Leyen prima di annunciare che domani la Commissione proporrà l'atto legislativo sui minori online EU KIDS: “nessun social media prima dei 13 anni. Nessun account personale prima dei 15 anni. Tra i 13 e i 15 anni saranno ammessi soltanto "miniaccount", creati e supervisionati dai genitori, con funzionalità limitate e restrizioni di tempo. Per gli adolescenti tra i 15 e i 18 anni le piattaforme saranno obbligate alla progettazione sicura”.
“Non dobbiamo accettare funzionalità che creano dipendenza”, ha aggiunto. Le piattaforme “dovranno dimostrare di essere sicure”.
Riconquistare il cuore degli europei. L’Ue deve “dare vita al sentimento di appartenere a qualcosa di superiore a noi. Appartenere a una casa comune. Essere sicuri che noi europei potremo sempre contare gli uni sugli altri. Basta guardare oltre le nostre frontiere per capire quanto rimanga viva questa idea dell'Europa”, ha aggiunto citando il processo di allargamento che “rimarrà fondato sul merito”. La Presidente ha detto di essere “rimasta inorridita dalle immagini dei funerali di Ratko Mladić a Belgrado, la settimana scorsa. Ha commesso crimini contro l'umanità fra i più atroci. La glorificazione dei criminali di guerra è semplicemente inconcepibile nell'Unione europea”.
I valori. L'Europa “resterà sempre fedele ai suoi valori. L'Unione è nata come progetto di pace. Affinché il nostro tragico passato lasciasse il posto a un avvenire comune per gli europei. Dopo decenni, milioni di persone vedono ancora nell'Europa una promessa - anche in paesi lontani come il Canada. Eppure dimentichiamo spesso fino a che punto questa promessa rimanga potente”.
Nel 2027 “celebreremo il 70° anniversario storico del trattato di Roma” e in quella occasione verrà convocato “un nuovo Congresso dell'Europa. Abbiamo bisogno delle menti più brillanti, provenienti da tutta l'Unione e da tutto il grande continente europeo. Insieme disegneranno una visione in grado di ispirare la nuova generazione di europei. In grado di riconquistare l'immaginario europeo. Affinché la prossima generazione possa scrivere la propria storia”.
“Non dimentichiamo mai com'è nata l'Unione. Popoli che per tanto tempo si erano combattuti si sono uniti per costruire un destino comune. Un destino di pace e di prosperità, di democrazia e di libertà. Non hanno mai scritto fin dove avrebbe dovuto condurci questo destino. Ma ogni generazione ha costruito basandosi sull'eredità della precedente. Passo dopo passo. Pietra su pietra. Certo, le nostre imperfezioni, le nostre diversità e le nostre differenze non sono scomparse. Ma è proprio questo che fa dell'Europa la nostra Europa. La nostra casa comune. Allora, - ha concluso - riprendiamo ancora una volta in mano il nostro avvenire”. (aise)