Mattarella: la Costituzione è la promessa mantenuta dalla Repubblica

ROMA\ aise\ - “La Repubblica, spartiacque della storia italiana, compie ottant’anni. È un’occasione importante per riflettere sulle nostre fondamenta e sul nostro futuro, sulla straordinaria crescita civile, economica, sociale che la Repubblica ha favorito, plasmando un modello fondato sulla dignità della persona e l’eguaglianza dei popoli”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente dell'Istituto nazionale Ferruccio Parri, Paolo Corsini, in occasione del Convegno di studi "1946. Repubblica Anno Zero" organizzato insieme al Comune e all’Università di Milano.
“Le radici della Repubblica sono nella lotta di Liberazione, con il suo desiderio di libertà, gli ideali di uguaglianza, il bisogno di pace, la maturata convinzione che la democrazia poteva aprire la strada a maggiori opportunità per tutti in una società più equa e giusta”, sottolinea il Presidente. “Il 2 giugno 1946 ha impresso un’accelerazione nella storia d’Italia, in una direzione nuova, di pienezza democratica raggiunta con il voto femminile, in unità di popolo”.
“Una democrazia sostanziale, non soltanto formale”, rimarca Mattarella: “questo il sogno repubblicano che voleva cancellare l’impronta della dittatura fascista, senza ricadere sulle orme del vecchio Stato liberale. Diritti civili e diritti sociali, facce di una identica medaglia. Sfida che non viene meno con le odierne rivoluzioni tecnologiche, rimanendo ferma la responsabilità di rendere sempre effettiva la centralità e l’inviolabile dignità di ogni persona”.
La Costituzione è la promessa mantenuta dalla Repubblica”, annota il Capo dello Stato. “È stata motore di un progresso impensabile quando il Paese viveva tra le macerie e le sofferenze, eredità della guerra. È motore che fornisce indirizzi nelle sfide che preparano il domani, a cominciare dalla necessaria integrazione dell’Europa, condizione per affermare i valori della nostra civiltà e – conclude – per concorrere a equilibri globali non abbandonati ad aspirazioni neo-imperiali”. (aise)