Mattarella per il 7 ottobre: fermare la spirale di inaudita violenza

ROMA\ aise\ - “La data odierna segna la tragica ricorrenza dell’ignobile attacco perpetrato da Hamas contro numerosi civili israeliani. Molti giovani, anche di altre nazionalità, vilmente colpiti, tratti in ostaggio o privati della vita mentre si trovavano riuniti per un’occasione di festa. Altri brutalmente uccisi o rapiti nelle loro case, senza nessuna pietà per bambini e anziani. Gli atti di terrorismo non potranno mai essere giustificati né archiviati. Resteranno, per tutti i popoli, un doloroso monito affinché siano per sempre condannate e respinte con fermezza, in Medio Oriente e nel mondo intero, le piaghe barbare e incivili del terrorismo, dell’antisemitismo e di ogni forma di odio su base etnica e religiosa”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel terzo anniversario degli attacchi del 7 ottobre.
“Atti ripugnanti” aggiunge il Capo dello Stato, che “hanno riaperto nella regione una drammatica fase di instabilità e violenze. Alle atroci sofferenze causate si aggiungono quelle che, ancor più da allora, gravano su moltitudini di palestinesi”.
“Le operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità”, afferma Mattarella. “Allo stesso tempo è inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all’Autorità Nazionale Palestinese”.
“La spirale di inaudita violenza va fermata, ricreando invece i presupposti, oggi profondamente compromessi, della convivenza tra israeliani e palestinesi nella prospettiva “Due Popoli, Due Stati”, per poter vivere pacificamente, fianco a fianco. L’Italia – conferma il Presidente – continuerà a sostenere ogni sforzo volto a questo obiettivo”.
Concludendo, Mattarella rinnova “la vicinanza della Repubblica Italiana al popolo di Israele, alle famiglie delle vittime e a coloro che portano ancora le ferite di quella terribile giornata, auspicando che si rafforzi la determinazione di tutta la comunità internazionale a costruire condizioni durature perché vi sia pace e sicurezza per quelle terre e quei popoli martoriati”. (aise)