Corriere della Sera/ “Colonialista”: 25 Stati cancellano il Columbus Day – di Giuseppe Sarcina

Foto di Terry W. Sanders

MILANO\ aise\ - “In bilico tra storia e scontro politico. Tra i conquistadores del Cinquecento e il movimento Black Lives Matter. Il Columbus Day è la festa più controversa d'America. Sempre più Stati decidono semplicemente di ignorarla. Oggi sono 25, dalla California al Minnesota; dall'Alaska alla Louisiana. In altri territori, come il South Dakota, il 12 ottobre (o dintorni) è diventato l'“Indigenous Day”, il giorno dedicato alla memoria dei nativi sterminati dagli esploratori europei”. Ne scrive Giuseppe Sarcina per la versione online del “Corriere della sera”.
“Joe Biden prova a mediare, a tenere insieme la grande impresa del navigatore genovese e il revisionismo promosso non solo dalle comunità di indigeni e dalle tribù. Nel 2020 il movimento di protesta per l'uccisione dell'afroamericano George Floyd guidò la “strage delle statue”, abbattendo in diverse città, specie nel Sud, i simboli del passato schiavista.
La contestazione si allargò anche alle origini “dell'oppressione coloniale”. Una catena che inizia, secondo questa logica, con Cristoforo Colombo. A oggi sono 33 i suoi busti o i suoi monumenti distrutti, da Boston a Richmond in Virginia. Oppure rimossi dai comuni come a Columbus in Ohio o, ancora, “impacchettati” come accade a Philadelphia.
Ecco perché la “proclamazione” di Biden, diffusa l'8 ottobre, è soprattutto un esercizio di equilibrio: “Colombo è stato il primo di molti esploratori italiani ad arrivare in queste terre, il 12 ottobre del 1492, che saranno conosciute come Le Americhe. Molti italiani seguiranno il suo percorso nei secoli successivi, rischiando la povertà, la fame, la morte. Oggi milioni di italo-americani...danno un grande contributo al Paese. ...Oggi, vogliamo anche ricordare la storia dolorosa dei misfatti e delle atrocità che molti europei hanno inflitto alle Tribù e alle comunità indigene”.
La conclusione è in puro stile Biden: “Facciamo in modo che sia un giorno di riflessione, sullo spirito americano di esplorazione, sul coraggio e il contributo degli italo-americani attraverso le generazioni, sulla dignità e la capacità di reazione delle tribù dei nativi e delle comunità indigene, sul lavoro che ci resta da fare per realizzare la promessa di una Nazione per tutti”.
Il messaggio della Casa Bianca allude anche alla genesi e al significato profondo del Columbus Day. Nel 1892 il presidente Benjamin Harrison decise di celebrare l'anniversario come un'occasione per ricucire lo strappo diplomatico con il governo italiano, l'anno dopo che a New Orleans erano stati linciati 11 italo-americani ingiustamente accusati di aver partecipato all'omicidio del capo della polizia David Hennessy.
Erano gli anni, come ha raccontato il giornalista e scrittore Brent Staples, in cui “gli immigrati italiani cominciarono a diventare bianchi”. L'8 giugno del 1912 il presidente repubblicano William Taft inaugurò il monumento tuttora più importante: “la Columbus Fountain”, la prima cosa che un viaggiatore vede uscendo dalla Union Station di Washington dc.
Nel 1934, infine, Franklin Delano Roosevelt istituì formalmente il Columbus Day a livello federale. Le organizzazioni degli italo-americani, riuniti nella “Conference of presidents” hanno protestato, ricordando l'eccidio di New Orleans e sottolineando come la storia degli Stati Uniti sia segnata dalla schiavitù degli afroamericani e dal confinamento dei nativi nelle Riserve.
Ieri, comunque, le celebrazioni sono filate via lisce. Una delegazione dell'Ambasciata italiana ha deposto una corona alla Columbus Fountain nella capitale; a New York nessun problema nella tradizionale parata, di nuovo per le strade dopo la pandemia”. (aise)