DOPO L’OFFESA DI CRISTINA AGLI ITALIANI ARRIVA L’ENCOMIO DI ALBERTO

DOPO L’OFFESA DI CRISTINA AGLI ITALIANI ARRIVA L’ENCOMIO DI ALBERTO

BUENOS AIRES\ aise\ - “Il governo argentino si conferma Giano bifronte. Dopo le offensive espressioni della vicepresidente Cristina Fernández nei riguardi degli italiani, fatte a Cuba, il presidente Alberto Fernandez corre ai ripari e in un tweet per ringraziare l’ambasciatore Giuseppe Manzo per la collaborazione nel recente viaggio in Italia del presidente argentino, coglie l’occasione per sottolineare il contributo della comunità italiana allo sviluppo dell’Argentina”. È quanto si legge sulla “Tribuna italiana” diretta a Buenos Aires da Marco Basti.
“In una conferenza presentando un suo libro a Cuba (dove si reca regolarmente per visitare la figlia ricoverata a L’Avana), Cristina Fernandez de Kirchner aveva detto, accusando Mauricio Macri per le sue disavventure giudiziarie, operando sui giudici: “…debe ser ese componente mafioso, los ancestros de quien fuera … como denunció un conocido periodista en el diario de Pagina 12 cuando habló de la “draghetta” italiana, deben ser esos ancestros…” (dev’essere quella componente mafiosa, gli antenati di chi è stato ... come ha denunciato un noto giornalista sul quotidiano Pagina 12 parlando della ndrangheta italiana, devono essere tali antenati...”).
L’ex “presidenta” dell’Argentina affronta una decina di processi, otto dei quali per corruzione, mazzette, associazione a delinquere e riciclaggio.
Le dichiarazioni dell’ex presidente e attuale vicepresidente dell’Argentina durante la conferenza a l’Avana hanno provocato la reazione di dirigenti politici e sociali, di esponenti della collettività e della gente che si è manifestata nelle reti sociali.
Come detto, due giorni dopo, il Presidente dell’Argentina, insediatosi lo scorso 10 dicembre, che pochi giorni fa è ritornato da un giro di incontri in Europa (dove tra gli altri ha incontrato in Italia il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte) ha twittato: “Alberto Fernández @alferdez. Junto al embajador de talia @beppemanzo compartimos los logros de la visita a Roma. Hablamos de inversiones productivas y de cooperación científica y tecnológica. También destacamos el aporte de la comunidad italiana y sus valores para el desarrollo de la Argentina” (“Alberto Fernández @alferdez, con l’ambasciatore d’Italia @beppemanzo condividiamo i risultati positivi della visita a Roma. Abbiamo discusso di investimenti produttivi e di cooperazione scientifica e tecnologica. Inoltre abbiamo sottolineato il contributo della comunità italiana e i suoi valori nello sviluppo dell’Argentina”).
Non è la prima volta che Alberto Fernández cerca di sganciarsi dalle parole o dagli atteggiamenti della sua vicepresidente e socia politica, da quando Cristina annunciò che lo aveva nominato candidato a Presidente nella formula che ha vinto le elezioni di ottobre in Argentina, completata da lei come candidata a vicepresidente (che diventa di diritto presidente del Senato argentino). Così è stato durante la campagna elettorale e successo anche durante i primi due mesi del nuovo governo argentino.
Non è nemmeno la prima volta che Cristina offende gli italiani. Oltre alle parole, anche i gesti, a cominciare dalla sua decisione di togliere il monumento a Cristoforo Colombo dalla piazza antistante la Casa Rosada dove si trovava l’opera fino al 2013. Una storia nota e mai dimenticata. Perché, come fu fatto notare allora, al di là del significato di un monumento al grande genovese come esponente del genio italiano del Rinascimento, si trattava di un dono della comunità italiana all’Argentina, pagata dagli immigrati italiani, espressione di gratitudine e di amicizia nei confronti di questa terra profondamente permeata dal lavoro e dal genio degli italiani.
Evidentemente non conosciuti o non apprezzati da Cristina, che non ha mai detto una parola di encomio sulla presenza italiana. Ci furono manifestazioni, proteste e azioni legali per tentere di mantenere Colombo al suo posto. Ma non ci fu verso. Oggi il monumento a Colombo si trova nella sua nuova postazione, davanti al rio de la Plata, all’uscita dell’aeroporto Jorge Newbery.
Un bellissimo posto, ma il fondo della questione è stato l’indifferenza sul significato dell’insediamento del monumento alle porte della Casa Rosada e la superbia con la quale Cristina decise di togliere l’opera donata dalla comunità italiana.
Ora una nuova espressione dei suoi sentimenti nei confronti della comunità italiana. Le sue dichiarazioni reazionarie e razziste fatte a l’Avana, più che di un alfiere del progressismo latinoamericano, quale lei si considera, sembrano proprie di una mentalità fascista.
Va sottolineato il gesto amichevole del Presidente Fernández. Ma il nuovo affronto di Cristina agli italiani in Argentina non potrà essere dimenticato”. (aise) 

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