I progetti del Governo italiano per la costa del Kenya

MALINDI\ aise\ - “Blue Economy, l’Italia è sempre più in prima linea per i progetti di potenziamento dell’economia legata all’oceano e alla costa del Kenya”. Come si legge in un articolo oggi in primo piano sul portale Malindikenya.net, diretto nel Paese africano da Freddie del Curatolo, “il nostro Governo, attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, dal 2019 si è unito al Programma “Go Blue”, promosso dall’Unione Europea e da due agenzie delle Nazioni Unite in partenariato con il Governo del Kenya.
L’Italia, insieme agli altri tre Stati membri, Germania, Francia e Portogallo, coordinerà i progetti UE che nei prossimi quattro anni prevedono un investimento di 25 milioni di euro per lo sviluppo economico, della sicurezza marittima e dell’ambiente delle sei contee costiere (Mombasa, Kwale, Kilifi, Tana River, Lamu e Taita Taveta) riunite commercialmente nel blocco JKP “Jumuiya Ya Kaunti Za Pwani” (Gruppo delle Contee della Costa).
L’impegno italiano per rafforzare l’economia blu è già iniziato nel 2019 in partenariato con l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari e JKP, per creare opportunità di lavoro. Ora è in partenza un’iniziativa nel Distretto di Malindi che prevede il potenziamento e miglioramento delle infrastrutture per la pesca.
In totale il programma UE prevede di poter dare lavoro ad oltre 3000 tra donne e giovani.
Secondo stime ufficiali, la blue economy in Kenya contribuirebbe per 375 milioni di Euro al Pil, se le potenzialità offerte da questi settori venissero sfruttate a dovere.
I maggiori nemici dello sviluppo sono i cambiamenti climatici, l’inquinamento e lo sfruttamento non controllato delle risorse. Per questo oltre alla creazione di posti di lavoro e di opportunità di crescita, l’AICS è coinvolta anche nello sviluppo delle filiere della cassava (manioca) e della pesca. Si tratta di due settori trainanti per l’economia locale: la cassava ha un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza alimentare e il sostentamento delle comunità, dal momento che la sua radice viene preparata e cucinata in diversi modi ed è un alimento essenziale nella dieta locale.
Attraverso la formazione e l’assistenza di micro-aziende agricole, il progetto vuole favorire l’accesso dei coltivatori e produttori al mercato, migliorando qualità e distribuzione per creare nuove e maggiori opportunità di guadagno sulla costa.
Così per il settore della pesca, dove Aics assicurerà attività di formazione a 1.000 pescatori, predisponendo infrastrutture ed equipaggiamenti e sostenendo le Beach Management Units, le organizzazioni comunitarie che gestiscono l’attività peschiera a livello territoriale.
“L’Italia è stata uno dei primi partner a manifestare la volontà di collaborare con l’Unione Europea in questo settore”, ha ammesso Hubert Perr, capo cooperazione Ue in Kenya, durante l’evento di lancio virtuale di Go Blue realizzato lo scorso 25 marzo.
Durante l’evento, il titolare della sede AICS di Nairobi Fabio Melloni si è detto sicuro che la collaborazione tra tutti partner coinvolti potrà dare un contributo essenziale per lo sviluppo della regione costiera e per gli amici keniani”. (aise)