Il cittadino canadese/ A Saint-Léonard il parco Ermanno-La Riccia – di Vittorio Giordano

MONTRÉAL\ aise\ - “Il 29 giugno scorso, 2 anni dopo la scelta del comitato di toponomastica e del consiglio comunale sul nome proposto dal consigliere Dominic Perri, l’arrondissement di Saint-Léonard ha inaugurato il parco Ermanno-La Riccia (“Uno dei personaggi più celebri della Comunità italiana di Saint-Léonard”), alla presenza dei figli Liana, Michelangelo e Orazio (e delle rispettive famiglie). A fare gli onori di casa è stata la Sindaca supplente e consigliera Angela Gentile, accompagnata dai colleghi Dominic Perri, Suzanne De Larochellière e Arij El Korbi”. Ne scrive Vittorio Giordano per il “Cittadino canadese”, settimanale che dirige a Montreal.
““La natura, la campagna, il fazzoletto di terra e tutto ciò che lo compone, fino agli ultimi giorni di vita, sono stati per lui sacri, inviolabili, perché non solo mezzo di sopravvivenza, ma la natura era anche fondamento di fede e di dignità umana”. Lo ha ricordato così la figlia Liana, che poi ha aggiunto: “Ecco perché consegnare la memoria di Ermanno La Riccia nei prati di questo parco, tra fiori di campo, uccelli e farfalle, rende un grande omaggio non solo alla nostra famiglia, ma soprattutto rende omaggio alla Natura”.
“In quanto scrittore e poeta – ha sottolineato – la natura ha sempre fatto parte di Ermanno La Riccia, una natura pura ed esile tramite la quale, un giorno, trovò persino la fede. A tal proposito, vi cito un breve passaggio di una poesia dal titolo: Dio. E un giorno, mentre al calar del sole, me ne andavo, solo, su per l’erto viottolo della mia vigna antica e le fratte di vitacchi, e le querce e le betulle facean ala al mio cammino, udii un lieve mormorio: rivolsi cercando una visione; vidi un fiore e conobbi Dio”.
“Emigrare, per lui – ha concluso Liana - ha voluto significare ricominciare, re-imparare (…), lottare per essere capito e rispettato, trovare un lavoro qualsiasi pur di poter sostenere la famiglia di origine che aveva lasciato dietro, e soprattutto, imparare ad amare il dolore. Quale dolore? Come risponderebbero tutti quelli che sono emigrati con lui, si tratta del dolore del distacco, di quel doloroso distacco che gli avrebbe permesso di costruirsi un futuro migliore”.
Il nuovo spazio verde si trova in una zona naturale del Domaine Chartier, a nord di boulevard des Grandes-Prairies ed a sud della rue J.-B.-Martineau, tra boulevard Viau e rue de Toulon. L'idea è stata quella di farne un luogo di sensibilizzazione sulla biodiversità. Dal punto di vista della flora e della fauna, infatti, il parco Ermanno-La Riccia permette di osservare diverse specie di uccelli, tra cui la rondine e il passero dei prati, specie "in via di estinzione o vulnerabili", come la farfalla monarca e il serpente bruno, insetti impollinatori, oltre a piante e arbusti autoctoni. Ci sono percorsi pedonali e piste ciclabili, oltre a passerelle che conducono ad una piattaforma di osservazione. Il progetto è stato finanziato dal Comune, il Servizio dei Grandi Parchi, del Mont-Royal e degli Sport del Comune di Montreal e Hydro-Quebec.
Nato a Larino, in provincia di Campobasso, nel 1928, diplomato perito industriale, Ermando La Riccia, scomparso nel 2014, è emigrato in Canada nel ’52. Laureato in ingegneria a Montréal, parallelamente all’esercizio della sua professione di ingegnere aerospaziale presso la Canadair Ltd. e Pratt & Whitney of Canada Ltd, La Riccia è stato direttore di scuola del PICAI (di cui è stato cofondatore), insegnante di lingua italiana, prolifico giornalista, scrittore e poeta per passione. Ha collaborato con diverse testate, tra cui Insieme, Il Cittadino Canadese e Il Corriere Italiano in Canada, così come il Corriere della Sera e il Messaggero di Sant’Antonio in Italia.
Ha scritto i libri “Terra mia”, “Viaggio in Paradiso”, “Amore Infinito”, “La Padrona” e “La Voce delle Pietre”. Nei suoi racconti e poesie, ha narrato i sacrifici dell’emigrazione, l’esperienza della nave, del duro lavoro, la disillusione verso il paese natale e quello d’accoglienza. Figlio di contadini, ha sempre mantenuto un forte attaccamento verso il mondo povero e autentico della società rurale.
“Le opere di Ermanno – ha concluso nel suo intervento il consigliere Perri, diventato amico di La Riccia dopo un battibecco su un contatore d’acqua - si leggono facilmente come dei romanzi per ragazzi, ma tutti i suoi personaggi diventano dei simboli che catturano nel profondo gli emigranti di qualsiasi paese del mondo. Ermanno si è sempre ispirato all’onestà, alla sensibilità ed all’autenticità, valori che condivido e che oggi sono sempre più confusi con il politically correct. Il miglior paese è quello dove si trova la propria famiglia: questo è il messaggio-chiave di Ermanno”.
Un messaggio che è un po’ il manifesto della sua opera, il testamento della sua vita, un patrimonio per tutti quanti noi, ma soprattutto per le generazioni future”. (aise)