Il cittadino canadese/ Il Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi celebra le donne nell’industria dei videogiochi – di Vittorio Giordano

MONTRÉAL\ aise\ - “La festa della donna è tutti i giorni, non solo l’8 marzo. Ma se proprio vanno celebrate, è giusto farlo per tutto il mese. Lo sa bene il Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi, regione Québec, che domenica 29 marzo ha organizzato la sua tradizionale conferenza al Teatro Amelia e Lino Saputo del Centro Leonardo da Vinci. Un appuntamento annuale che, nato nel 2010 e giunto alla sua 15ª edizione, costituisce ormai un’importante occasione per celebrare le donne che contri l’occasione per puntare i riflettori su quattro donne che si sono distinte in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini”. Ne scrive Vittorio Giordano sul “Cittadino canadese”, settimanale che dirige a Montreal.
La platea ed i saluti di Sabrina Marandola.
Circa un centinaio di persone, tra cui molti uomini, hanno occupato i posti in platea, grazie al formidabile lavoro di Francesca Sacerdoti, direttrice generale del Congresso. In prima fila, diverse personalità del mondo istituzionale e comunitario: Patricia Lattanzio, deputata federale di Saint-Léonard/ Saint-Michel; Filomena Rotiroti, deputata provinciale di Jeanne-Mance–Viger; Chantal Rossi, presidente del Consiglio comunale di Montréal; Gemma Marchione, consigliera d’arrondissement a Saint-Léonard; Roberto Colavecchio, ex presidente del Congresso; Claudio Rocchi, direttore generale del CRAIC; Giovanna Giordano, direttrice generale della Casa d’Italia; James Di Sano, presidente della Commissione scolastica Sir-Wilfrid-Laurier; e Paola Pavone, consorte del Console Generale d’Italia a Montréal, Enrico Pavone.
A moderare i lavori Sabrina Marandola, animatrice di CBC Radio One.
Gli interventi introduttivi.
Dopo aver ricordato che il Congresso rappresenta oltre 311.000 italo-canadesi nella Provincia e aver invitato il pubblico a partecipare all’ItalfestMLT, in programma dal 7 al 16 agosto, la presidente del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi, regione Quebec, avv. Maria R. Battaglia, ha ripercorso con lucidità la storia dell’emancipazione femminile.
“All’inizio del Novecento le donne erano proprietà. Nel 1929, per la prima volta, il Privy Council inglese stabilì che la parola ‘persone’ nell’Atto dell’America del Nord britannica includeva anche le donne. In Québec, le donne hanno potuto votare alle elezioni provinciali soltanto nel 1944”. Un monito a non dare per scontate le conquiste ottenute, seguito da un appello diretto: “non lasciate che nessuno vi dica che non siete capaci. Non lasciate che nessuno vi spaventi”.
Ha concluso con una nota intima e commovente: “l’ultima volta che ho visto mia madre era l’8 marzo del 2024. È morta tre giorni dopo. Ero andata a festeggiare la Giornata della Donna con lei e le avevo portato delle rose”.
Il Console Generale d’Italia Enrico Pavone, impossibilitato a presenziare, ha fatto pervenire un messaggio in cui ha sottolineato come il tema scelto riguardi un settore “altamente innovativo e strategico, centrale nell’ecosistema creativo ed economico di Montréal e del Quebec”.
In rappresentanza della sindaca Soraya Martinez-Ferrera, è intervenuta la consigliera Gemma Marchione: “dando voce alle esperte del settore dei videogiochi, il Congresso ci ricorda l’importanza di riconoscere e celebrare i risultati delle donne in ambiti ancora largamente dominati dagli uomini”, ha detto. A chiudere gli interventi è stata Michelina Lavoratore, Presidente del comitato organizzatore: “questa giornata sottolinea i successi delle donne senza distinzioni e ci invita a riflettere sui progressi compiuti e sulle sfide che restano da affrontare”.
Michelina ha reso quindi omaggio alle donne immigrate in Canada che, come sua madre, hanno lasciato la madrepatria per costruire famiglie e futuro in un Paese nuovo: “la loro tenacia, la loro devozione alla famiglia e la loro incredibile capacità di sacrificio resteranno per sempre un esempio da seguire e da tramandare con orgoglio alle generazioni future”.
Le quattro protagoniste.
Al centro della conferenza, le testimonianze di quattro professioniste che hanno saputo affermarsi nell’industria dei videogiochi. Thalita Malagò, collegata in diretta dall’Italia, è Direttrice Generale e CEO di IIDEA, l’associazione che rappresenta l’industria del videogioco nella penisola. Laureata in giurisprudenza con lode all’Università di Trento, ha attraversato Microsoft Italia prima di approdare presso IIDEA nel 2008, scalando posizioni fino alla guida dell’organizzazione. Sotto la sua direzione il videogioco ha ottenuto in Italia il riconoscimento di industria culturale e creativa, con incentivi fiscali per lo sviluppo di giochi e sostegno alla crescita dell’esport. Forbes l’ha inserita tra le donne più influenti d’Italia.
Margherita Seconnino, oggi Production Director presso NBCUniversal, vanta oltre vent’anni di carriera nell’industria, cresciuta dall’assicurazione qualità fino alla guida di team su franchise globali come Assassin’s Creed e Far Cry. Dopo tredici anni in Ubisoft ha guidato il lancio del premiato Season: A Letter to the Future con Scavengers Studio, per poi lavorare come Lead Producer su Aliens: Rogue Incursion, uscito sia in VR che su piattaforme tradizionali.
Barbara Radziwon, nata a Montréal, è Senior Manager per licenze e partenariati presso 2K Games, con un percorso che ha toccato Ubisoft e Gearbox su franchise come Assassin’s Creed e Borderlands. Titolare di un master in comunicazione e nuovi media, ha collaborato con brand quali Sony, Microsoft, NVIDIA, Red Bull, Netflix e Lionsgate. Il filo conduttore del suo lavoro: trasformare l’entusiasmo dei giocatori in esperienze concrete e significative.
Giuliana Cucinelli, professoressa associata in tecnologia educativa all’Università Concordia, ha portato alla conferenza uno sguardo accademico e interdisciplinare. La sua ricerca si muove su due fronti: le pratiche creative come spazio di memoria e trasmissione intergenerazionale tra artisti italo-canadesi, e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella progettazione pedagogica. Entrambi i filoni sono sostenuti da progetti finanziati dal Consiglio di ricerca in scienze umane del Canada (CRSH)”. (aise)