Il cittadino canadese/ Montréal celebra il Mese del Patrimonio Italiano - di Vittorio Giordano


MONTRÉAL\ aise\ - “Lunedì 15 giugno, la sala del Consiglio municipale di Montréal si è trasformata in un palcoscenico di orgoglio tricolore, con l’adozione all’unanimità della mozione che riconosce ufficialmente giugno come Mese del Patrimonio Italiano nella metropoli. Protagonista dell’intervento principale, il Sindaco di Saint-Léonard Dominic Perri — unico sindaco di arrondissement di origine italiana — ha illustrato con passione il contributo della Comunità italo-canadese allo sviluppo economico, sociale, culturale e artistico di Montréal”. Ne scrive Vittorio Giordano nel nuovo numero del “Cittadino canadese”, settimanale che dirige a Montreal.
“Nel suo intervento, Perri ha ricordato che oltre 135.000 montréalesi hanno dichiarato origini italiane nel censimento del 2021: quasi l’8% della popolazione cittadina e il 43% delle persone di origine italiana in tutto il Québec. Il Sindaco ha poi ripercorso le tappe fondamentali di questo lungo cammino collettivo: la Festa della Repubblica del 2 giugno; il maggio 2017, giorno in cui la Camera dei Comuni ha adottato all’unanimità la mozione che ha istituito ufficialmente il Mese del Patrimonio Italiano in Canada; il 10 giugno, Giornata della commemorazione dell’internamento di 591 italo-canadesi nel 1940, riconosciuta dal Consiglio municipale di Montréal nel marzo 2013; e le scuse ufficiali del governo federale nel maggio 2021.
La mozione ha tributato un riconoscimento esplicito alle grandi istituzioni comunitarie: la Casa d’Italia, simbolo duraturo della storia italiana a Montréal, al suo 90º anniversario; la Fondazione Comunitaria Italo-Canadese, con oltre 27 milioni di dollari distribuiti a quasi 170 organizzazioni in 50 anni di storia; il Centro Leonardo da Vinci, con il suo Teatro Mirella e Lino Saputo da 533 posti; il Congresso degli Italo-Canadesi; il CRAIC, impegnato nel sostegno agli anziani; e la CIBPA Montréal, fondata nel 1949, attiva nel networking e nello sviluppo della leadership giovanile.
Ha ricordato inoltre la Chiesa Madonna della Difesa, inaugurata nel 1919 e interamente affrescata a mano da Guido Nincheri, cuore spirituale e artistico della Petite Italie. Perri ha concluso con un sentito ringraziamento in italiano, accolto dall’aula con evidente commozione: “Il vostro patrimonio non appartiene solo alla storia italiana: appartiene alla storia di Montréal, alla storia del Canada e al nostro futuro condiviso”.
La mozione è stata appoggiata da Giovanni Rapanà, consigliere di Rivière-des-Prairies–Pointe-aux-Trembles, e da Victor Esposito, consigliere di Saint-Sulpice.
La consigliera Laura Palestini, di LaSalle, ha commosso l’aula con il ricordo dei nonni emigrati dalle Marche: “Nonna e nonno abitavano a poche strade da casa mia. Che gioia poter comunicare con loro in italiano e padroneggiare una terza lingua. Non posso dimenticare il loro costante richiamo ai valori della famiglia, il rispetto verso gli altri, le tradizioni gastronomiche”. Ha poi voluto dedicare un pensiero alla piccola Eva Ciampini, la bambina di LaSalle scomparsa tragicamente il 31 maggio scorso: “a nome dell’intero consiglio di LaSalle e a titolo personale, le nostre più sincere condoglianze alla famiglia”.
Nel suo intervento, Victor Esposito ha parlato con evidente emozione delle proprie radici: “Nato in Italia, mio padre è immigrato direttamente a Montréal, mentre mia madre vi è arrivata dopo aver vissuto in Venezuela. A casa, da piccolo, parlavo solo italiano fino all’età di cinque anni”. Ha poi ricordato gli anni della scuola italiana del sabato all’École Dante, nella Petite Italie, accanto alla chiesa Madonna della Difesa: “Una decisione di cui sono oggi molto grato ai miei genitori”. Esposito ha anche richiamato le pagine più buie della storia comunitaria, l’internamento del 1940, rendendo omaggio alla storica Joyce Pillarella per anni dedicati alla raccolta delle testimonianze delle famiglie colpite. E ha celebrato l’esposizione Le Cucitrici, dedicata alle sarte italiane arrivate nel dopoguerra che hanno contribuito a costruire l’industria tessile del quartiere Chabanel: “La loro storia è parte integrante della storia della nostra città, e i valori che ci hanno trasmesso continuano a ispirare le generazioni che seguono”.
Giovanni Rapanà ha evocato con calore il debito personale verso la Comunità che l’ha formato: “Sono cresciuto al suo fianco. Ho imparato dai suoi valori e ho avuto il privilegio di scoprirne la generosità e il senso dell’impegno”. Ha poi allargato lo sguardo alla dimensione universale del contributo italiano: “Figure come Leonardo da Vinci, Guglielmo Marconi, Antonio Meucci, Enrico Fermi e Luciano Pavarotti illustrano l’immensa eredità italiana al patrimonio dell’umanità. Ma sono soprattutto le migliaia di donne e uomini che hanno lasciato l’Italia, spesso in circostanze difficili nel dopoguerra, a meritare oggi il nostro riconoscimento”. E ha concluso con una convinzione condivisa dall’intera aula: “Montréal non sarebbe la metropoli vibrante, accogliente e prospera che è diventata senza l’apporto inestimabile della comunità italiana. Oggi mi rende molto orgoglioso poterle rendere omaggio in quest’aula, al cuore della nostra democrazia municipale”.
Élise Tanguay, consigliera del Sud-Ovest, ha ricordato la Sala Mazzini, fondata nel 1927 dagli antifascisti del quartiere Villeray, e la parrocchia San Giovanni Bosco, sorta nel 1949: “A tutte le famiglie italiane del mio distretto, grazie mille”.
Jocelyn Pauzé, di Rosemont–La Petite-Patrie, ha invitato tutti i montréalesi a vivere il mese come “un ponte tra le generazioni, tra le culture, tra i quartieri”, citando ItalFest Montréal, giunto nel 2026 alla sua trentaduesima edizione: “Sono i guardiani e le custodi di un patrimonio prezioso, che trasmettono con generosità e orgoglio”.
A presiedere questa seduta storica, Chantal Rossi — prima discendente italiana a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale di Montréal, nominata dall’amministrazione della sindaca Soraya Martinez Ferrada — che nell’annunciare l’approvazione della mozione ha voluto sottolineare la portata simbolica del momento: “Sono eletta da diciassette anni. È la prima volta che non posso alzarmi per leggere, ma come prima discendente di origine italiana a occupare il ruolo di presidente, mi fa davvero piacere dire che la mozione è adottata”.
Presenti in tribuna i rappresentanti delle principali istituzioni comunitarie e numerose personalità del mondo politico, culturale e associativo italo-canadese. Una grande giornata per gli italiani di Montréal”. (aise)