ItaliachiamaItalia.it/ Falso che la nuova legge elettorale non permetterà di eleggere parlamentari di Nord America o Australia – di Ricky Filosa


ROMA\ aise\ - “La riforma della legge elettorale è stata finalmente approvata dal Senato. Per gli italiani all’estero ci saranno alcuni cambiamenti. Ma su questa riforma, in queste ore, stanno circolando anche interpretazioni che rischiano di generare una grande confusione. Una, in particolare, va chiarita subito: non è vero che con la nuova legge sarà impossibile eleggere un italiano residente in Nord America o in Australia”. A sostenerlo è Ricky Filosa su “ItaliachiamaItalia.it”.
“La nuova legge modifica il meccanismo della Circoscrizione Estero, ma non stabilisce che gli eletti debbano necessariamente provenire dalle aree del mondo dove risiedono più italiani. Questa differenza è fondamentale.
La novità più importante riguarda il Senato. I quattro senatori oggi eletti nelle quattro ripartizioni della Circoscrizione Estero non saranno più legati a un singolo territorio. La nuova disciplina prevede infatti che siano eletti nell’intera Circoscrizione Estero, trasformata di fatto in un unico collegio. Per la Camera, invece, le ripartizioni scendono da quattro a due.
Oggi, insomma, un italiano residente negli Stati Uniti sa che esiste un seggio senatoriale collegato alla propria ripartizione. Domani non sarà più così. Ma attenzione: questo non significa che il senatore dovrà necessariamente arrivare dall’Europa o dal Sud America.
Facciamo un esempio
Immaginiamo che un partito decida di fare eleggere un rappresentante del Nord America. L’operazione diventa molto facile. Semplicemente, mentre alla Camera presenta candidati di Europa e Sud America, al Senato invece può presentare una lista con tutti candidati di Nord e Centro America (o anche solo dell’Australia, se quella diventa la decisione politica).
Con questo basta, perché all’estero nel centrodestra e nel centrosinistra prevale IL VOTO DI OPINIONE, cioè il voto di lista. Non sono i candidati, con le loro preferenze, a spingere il trionfo della lista (di fatto in USA ci sono eletti con circa 5mila preferenze e tutti ci ricordiamo, per esempio, Antonio Razzi, eletto in Europa con l’Idv con meno di 2mila preferenze), ma il voto di opinione a favore dei partiti.
Con questo sistema destra e sinistra si assicurano un senatore solo col voto di opinione. L’area geografica in cui farlo eleggere diventa una scelta strategica in ogni forza politica.
Anche alla Camera i partiti avranno margini importanti per realizzare questa operazione con questo nuovo sistema.
Il perché di questo cambiamento
Con la legge precedente, se prendiamo il 2022 come esempio, al Senato il Centrosinistra ha preso all’estero 370.549 voti di lista, il Centrodestra 295.467 e il MAIE 138.337. Risultato che ha portato a Roma tre Senatori del PD (uno con solo 4.000 preferenze) e uno del MAIE. Da qui si capisce il perché di questa mossa e questo cambiamento proposto dal governo Meloni.
Ma quali candidati si beneficiano con questa nuova legge?
I candidati più beneficiati evidentemente saranno quelli dell’Europa, essendo la più numerosa (più di 2.700.000 elettori) e avendo 4 candidati da distribuire alla Camera e, dipendendo dai partiti, potrebbero avere un grande vantaggio nei voti di preferenza per la quantità di elettori ivi residenti al Senato.
Comunque saranno sempre i partiti a decidere da quale paese o zona geografica verranno gli eletti.
Alcune forze politiche dovranno uscire dalla loro zona di comfort, come per esempio il MAIE, che dovrà guardare oltre il Sud America per conquistare voti in Australia, Nord e Centro America; anche alcuni candidati dovranno uscire a conquistare voti in regioni dove non dovevano farlo fino a questo cambio.
Le domande da fare
Ci sono dei paesi al mondo che, pur avendo una quantità significativa di italiani residenti, non hanno mai avuto un rappresentante locale. Ma ci sono alcune domande per fare un dibattito serio e senza nessun condimento demagogico.
Cosa cambierebbe per un italiano residente in Sudafrica o Cina il fatto di avere un rappresentante in Australia o Brasile? Cosa cambierebbe per un residente a Panama il fatto di avere un rappresentante in Canada o Venezuela?
Era giusto che un Deputato della Repubblica italiana rappresentante di Asia, Africa, Oceania e Antartide venisse eletto con solo 3.600 preferenze?
Razzi – che è un amico di ItaliaChiamaItalia e che citiamo solo a titolo di esempio -, eletto con esattamente 1918 voti personali, era davvero rappresentativo per i milioni di connazionali AIRE in Europa? Quale era la base legittima della rappresentatività di questi parlamentari?
Oltre alle urla demagogiche in Parlamento e ai falsi argomenti, la palla per decidere da dove proverranno i prossimi eletti all’estero sarà tutta in mano alle forze politiche italiane. Un grande potere nelle mani delle segreterie dei partiti”. (aise)