Italoamericano.org/ An apple a day: le meraviglie del linguaggio nel libro di Michela Tartaglia - di Rita Cipalla

SAN FRANCISCO\ aise\ - “Il linguaggio, con tutte le sue peculiarità e il suo fascino, è alla base stessa dell’essere umano. Ci aiuta a entrare in contatto con gli altri, offre spunti di riflessione su culture e tradizioni individuali e plasma il nostro modo di pensare al mondo. Alcune espressioni sono così radicate che le usiamo senza problemi, senza interrogarci sulla loro origine. Ma se ci pensiamo bene, perché non dovremmo guardare in bocca a un cavallo donato? Cosa succederebbe se cantassimo vittoria prima di averla ottenuta?”. A chiederselo è Rita Cipalla che ha intervistato Michela Tartaglia, autrice di “An Apple A Day: 25 Surprisingly Universal Idioms and Their Origins”, per il magazine italoamericano.org diretto da Simone Schiavinato.
“Ora, grazie a un nuovo libro di Michela Tartaglia, linguista e chef-proprietaria del ristorante Pasta Casalinga nel Pike Place Market di Seattle, non solo conosciamo le storie di 25 espressioni comuni e culturalmente specifiche in inglese, ma anche le loro controparti in italiano, spagnolo e francese. Il risultato è uno sguardo giocoso e affascinante sulle bizzarrie del linguaggio e sulle somiglianze – o differenze – tra le culture.
Il libro, “An Apple A Day: 25 Surprisingly Universal Idioms and Their Origins” (Una mela al giorno: 25 modi di dire sorprendentemente universali e le loro origini), mescola lingua, curiosità e cultura mondiale. Prima dell’uscita dell’edizione inglese a gennaio per Sasquatch Books, Nomos Edizioni aveva pubblicato la versione italiana con il titolo “Una Mela Al Giorno”, e qualche anno dopo l’editore tedesco Dumont ne aveva acquistato i diritti per la Germania.
Tartaglia, originaria del Piemonte, vive a Seattle dal 2006, dove cresce due figlie. L’idea per il libro le è venuta circa dieci anni fa. “Stavo cenando con degli amici americani”, ha raccontato. “A un certo punto della conversazione, ho usato un’espressione comune in Italia, che ho parafrasato in italiano come: ‘Non si può bere il vino e avere anche la botte piena’. La frase italiana esatta è: ‘Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca’. I miei amici mi hanno guardato sbalorditi. Ho ripetuto la frase diverse volte, ma erano ancora confusi”.
Dopo cena, Tartaglia è tornata a casa e ha iniziato a riflettere su quanto accaduto quella sera. “Non riuscivo a capire perché non mi capissero”, ha detto. “Ma dopo qualche ricerca, ho capito che un madrelingua inglese avrebbe detto: You can’t have your cake and eat it too. L’idea generale è la stessa, ma la versione italiana usa un linguaggio completamente diverso”.
Tartaglia ha iniziato a prestare maggiore attenzione alle espressioni di uso quotidiano e ai modi di dire popolari, e a come differissero nelle diverse culture. Ben presto ha raccolto centinaia di frasi, che ha suddiviso in categorie come cibo, meteo o animali. Da lì è nata l’idea di un libro, che avrebbe sfruttato le sue competenze di insegnante di italiano e linguista.
“Parlo anche spagnolo e un po’ di francese, quindi ho fatto ricerche sulle stesse frasi anche in queste lingue”, ha detto. “La mia idea era di divertirmi con la lingua, non solo di essere curiosa di un’espressione idiomatica, ma di essere disposta ad approfondire la storia di certe frasi”.
“An Apple a Day” raggiunge questi obiettivi in un libro di piccolo formato di 132 pagine, riccamente illustrato da Daniele Simonelli, illustratore romano. Ogni espressione idiomatica viene confrontata e messa a confronto nelle quattro lingue, accompagnata da uno dei coloratissimi disegni di Simonelli.
Alcune espressioni rimangono identiche da una lingua all’altra, mentre altre mostrano come ogni lingua offra un modo unico di vedere il mondo. Ad esempio, quando chi parla inglese vuole esprimere la necessità di procedere con cautela, potrebbe dire: “Don’t count your chickens before they’re hatched” (Non contare i polli prima che si schiudano le uova).
In italiano, l’espressione è: “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Tartaglia spiega che l’espressione probabilmente ha origine nelle fattorie, dove un gatto timido e imprevedibile può facilmente sfuggire alla cattura se non viene intrappolato in modo sicuro.
Al contrario, in spagnolo l’espressione è l’equivalente di: “Non cavalcare il cavallo prima di averlo sellato”. Un francofono userebbe una frase tratta da una favola di Esopo, popolare nel Medioevo ma oggi decisamente fuori luogo: “Non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso”.
D’altra parte, il proverbio “Una mela al giorno toglie il medico di torno” è lo stesso in tutte e quattro le lingue romanze. Per coincidenza, ogni lingua usa anche una coppia di parole in rima quando comunica questa frase – ad esempio, l’inglese usa “a day” e “away” – per renderla facile da ricordare e divertente da pronunciare.
Allo stesso modo, l’idioma “Le cose buone arrivano in piccoli pacchetti” rimane lo stesso in inglese, spagnolo e francese. Solo gli italiani gli danno una connotazione legata al vino: “Nella botte piccola c’è il vino buono”.
An Apple a Day è il secondo progetto di Tartaglia con Sasquatch Books. Nel 2023 ha pubblicato Pasta for All Seasons, un libro di cucina basato su alcune delle ricette utilizzate nel suo ristorante al Pike Place Market. Le 50 ricette, divise per stagione, combinano i sapori classici dell’Italia con ingredienti che mettono in risalto il Pacifico nord-occidentale, come ortiche, felci e frutti di mare freschi. Tartaglia crede che il suo nuovo libro sia perfetto per gli amanti e gli studenti di lingue, i viaggiatori del mondo e gli esploratori da poltrona. “Imparare una nuova lingua è un atto di grande potere”, ha affermato. “Il linguaggio non solo celebra la nostra diversità, ma anche le nostre somiglianze”.
Quindi, la prossima volta che sarete tentati di dire: “It’s raining cats and dogs”, pensateci. Potreste scoprire che in Italiano si dice “piove a catinelle”, ovvero “catini”, il che implica una grande quantità d’acqua capovolta. Il che è decisamente meglio che in Spagna, dove “piovono rane e serpenti”. Non un pensiero piacevole per chi soffre di erpetofobia, ovvero paura dei rettili!”. (aise)