La voce di New York/ Il Kairos Italy Theater porta in scena le voci degli immigrati alla Casa Italiana di NYU – di Federica Farina

Credit: Casa Italiana NYU

NEW YORK\ aise\ - “Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, per una sera, ha riportato il suo pubblico indietro alla Little Italy di inizio Novecento. Con la regia di Laura Caparrotti, direttrice artistica della compagnia teatrale Kairos Italy Theater, è andata in scena la prima rappresentazione di un pezzo corale ispirato da Tutti In Scena (2021)”. Ne scrive Federica Farina su “La voce di new York”, quotidiano online diretto da Giampaolo Pioli.
“Lo spettacolo, recitato in lingua inglese dalla stessa Caparrotti, Elisabetta D’Avenia, Andrea Galatà, Alice Lussiana Parente, Mario Merone, Elena Sartor, Clara Bocchino e Massimo Zordan, ha offerto uno spaccato vero della vita dei primi immigrati italiani, utilizzando come sceneggiatura i testi teatrali scritti proprio da chi in quegli anni viveva nella Little Italy newyorkese.
La Voce di New York ha intervistato Caparrotti in seguito all’evento.
D. Quali sono le figure già significative dello spettacolo e caratteristiche della Little Italy del secolo scorso?
R. Citerei quelle che abbiamo presentato: Alessandro Sisca, autore de Il Pezzente, un testo di una grande forza che veniva recitato in tutti gli Stati Uniti; Eduardo Migliaccio detto Farfariello, che con le sue macchiette coloniali ha lasciato ai posteri un quadro dettagliato della Little Italy dell’epoca; Franco Ricciardi, il Pulcinella di NY, i cui pochi testi rimasti raccontano di un Pulcinella nella Grande Mela alle prese con i problemi degli italiani appena arrivati; e Antonio Maiori, che citiamo appena, ma che era il Divo del teatro italiano dell’epoca”.
D. Per quanto tempo ha lavorato a questo progetto?
R. Questo progetto nasce molti anni fa, prima con l’incontro con alcuni di questi testi e poi nel 2020 quando iniziai a lavorare al mio documentario Tutti in Scena, uscito nel 2021. Il successo di questo primo servizio mi ha convinto a creare uno spettacolo con i testi più significativi. Da un lato, il teatro ha una forza che lo schermo non ha e, dall’altro, se il documentario è più storico, la performance teatrale può essere davvero sola e unicamente la voce degli artisti e degli immigrati italiani di più di un secolo fa. Il teatro italiano nato negli Stati Uniti a fine ‘800 è un tema poco trattato, ma qualcosa si è mosso negli ultimi anni”.
D. Quali sono i prossimi appuntamenti?
R. In autunno vorrei presentare una versione più completa, spero all’interno di Little Italy dove questi artisti lavoravano e in parte vivevano all’epoca”. (aise)