La voce di New York/ Trump torna alla carica contro lo ius soli: “La Corte Suprema riesamini il caso” – di Emanuele La Prova

NEW YORK\ aise\ - “Mercoledì, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che chiederà alla Corte Suprema di riesaminare il caso che contesta la cittadinanza per diritto di nascita, dopo che a fine giugno, con una maggioranza di 6 a 3, i giudici hanno respinto il suo tentativo di limitare lo ius soli negli Stati Uniti. Il presidente ha definito la sentenza, approvata e redatta dal magistrato capo conservatore John Roberts, come un “errore giudiziario””. Ne scrive Emanuele La Prova su “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Giampaolo Pioli.
Le parole di Trump
“LA CITTADINANZA AMERICANA NON È IN VENDITA! Anzi, venderla è un crimine, e quindi la sentenza della Corte Suprema è sbagliata”, ha scritto Trump sul suo profilo Truth. “Chiederò IMMEDIATAMENTE una nuova udienza alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Questo errore giudiziario distruggerà l’America se non cambieranno la loro decisione assolutamente folle”.
Le norme dell’Alta Corte consentono alla parte soccombente di presentare formalmente una richiesta di riesame entro 25 giorni. La concessione del riesame deve essere approvata dalla maggioranza dei nove magistrati. L’ultima volta che un caso è stato riesaminato risale a circa 60 anni fa.
Nel suo primo giorno alla Casa Bianca, nel gennaio dello scorso anno, Trump, che ha ripetutamente messo alla prova i limiti del proprio potere, ha emanato un ordine esecutivo per porre fine alla cittadinanza per diritto di nascita, nell’ambito di una serie di politiche volte a reprimere l’immigrazione legale e illegale.
La decisione dei giudici
La sentenza del 30 giugno a favore dello ius soli ha rappresentato una battuta d’arresto per il programma sull’immigrazione del presidente.
Con la loro sentenza i giudici hanno stabilito che i bambini nati negli Stati Uniti “da genitori presenti illegalmente o temporaneamente” sono “cittadini dalla nascita” ai sensi del 14° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.
Trump aveva cercato di limitare tale diritto attraverso il suo ordine esecutivo, sostenendo che i figli di immigrati senza documenti e di alcuni visitatori temporanei non avevano diritto alla cittadinanza statunitense.
Cinque giudici, incluso il Presidente della Corte Suprema Roberts, hanno concordato sul fatto che l’ordine esecutivo di Trump violi il 14° emendamento della Costituzione. Il giudice Brett Kavanaugh ha invece affermato separatamente che l’ordine del presidente violi la legge federale.
Intanto alla Camera, lo Speaker Mike Johnson valuta un provvedimento per colpire il cosiddetto “turismo delle nascite”, cioè l’ingresso legale di donne incinte negli Stati Uniti per far ottenere la cittadinanza ai figli. La misura avrebbe valore soprattutto simbolico, perché difficilmente supererebbe il Senato, ma servirebbe a placare l’ala più dura del Partito repubblicano”. (aise)