La voce di New York/ Wanda, la signora Ferragamo che ha conquistato gli Stati Uniti – di Eva Desiderio

NEW YORK\ aise\ - “Forse è il marchio di moda più “americano” nel mondo, perché è nato qui, quando un sedicenne come Salvatore Ferragamo decide nel bisogno di inventarsi una vita e lasciare il paese natìo Bonito, in Irpinia, per raggiungere i fratelli in America, in particolare uno che a Boston lavorava in una fabbrica di scarpe. Un emigrante povero come tanti altri italiani, ma con un ingegno che lo porterà in pochi anni a diventare il “Calzolaio delle Stelle”, come lo chiamavano le dive e i divi che si servivano dei suoi sandali e dei suoi stivali nell’Hollywood Boot Shop”. Così scrive Eva Desiderio su “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Stefano Vaccara.
“Dalla prima bottega a Santa Barbara alla mecca del cinema, un grande salto per il giovanissimo italiano che al colmo del successo dopo 13 anni da emigrante decide di tornare in Italia e fermarsi per il suo lavoro a Firenze, città dell’alto artigianato che cercava per le sue creazioni, da dove darà vita a un impero del lusso e della bellezza che continua fino ad oggi.
Il mercato americano sarà per sempre la punta di diamante per il brand, calzare Ferragamo è il massimo per uomini e donne, e ancora oggi è così con i tanti negozi e la chiusura ottima del primo trimestre 2022 con un netto +46% delle vendite nel Nord America, come ha comunicato recentemente il nuovo amministratore delegato Marco Gobbetti arrivato a Firenze solo a gennaio scorso, chiamato dal Presidente della Salvatore Ferragamo SpA Leonardo Ferragamo.
Ora si aspetta di vedere il nuovo corso con il debutto a settembre durante Milano Moda Donna della collezione per l’estate 2023, disegnata dal nuovo direttore creativo Maximilian Davis, giovane stilista inglese di origini trinidadiane-giamaicane.
Ma torniamo a tanti anni fa, agli inizi del sogno di diventare un colosso dello stile mondiale.
Salvatore Ferragamo muore nel 1960 lasciando la moglie Wanda di soli 38 anni e i sei figli, il più piccolo dei quali ha 3 anni. Un lutto enorme in ogni famiglia, ma di più nella villa Il Palagio a Maiano dove la famiglia vive, perché Wanda è sola, non si è mai occupata del lavoro del marito e ha badato solo a lui, alla casa e ai figli Fiamma, Giovanna, Ferruccio, Fulvia, Leonardo e Massimo.
Sarà lei a prendere le redini di laboratorio e azienda mettendosi a sedere, quel primo settembre 1960, alla scrivania del marito in Palazzo Spini Feroni, circondata dall’appoggio e dall’impegno degli operai che non la lasceranno sola e dal coraggio e dalla fede che l’hanno accompagnata per tutta la vita.
E se Salvatore ha creato il brand in America e lo ha fatto diventare in pochi anni stellare, se ha calzato dive, regine, re, principi e capi di stato, se ha saputo creare bellezza e innovazione senza fine anche durante l’autarchia tanto che le sue calzature restano ancora oggi le più ammirate e copiate al mondo, è stata Wanda Miletti Ferragamo, quella ragazza di diciotto anni conosciuta quando lui ne aveva 42 proprio a Bonito e subito sposata nel 1940, la vera imprenditrice della maison fiorentina, quella che ha reso il brand internazionale trasformandolo in casa di moda per solo calzature in un’azienda di total look per uomo e per donna. Realizzando così il grande sogno del suo amatissimo Salvatore.
Una storia grande, possente, di forza, determinazione, amore e coraggio, italianissima e internazionale, che nel dopoguerra vede protagonista questa donna straordinaria, lei come alcune altre che cominciavano a tracciare il volto nuovo del nostro Paese, in condizioni non certo facili, tra retaggi e mentalità antiche.
“Non mi ero mai occupata di lavoro, ma Salvatore mi raccontava tutto della fabbrica e degli operai, delle scarpe e del suo sogno di arrivare non solo a calzare ma anche a vestire uomini e donne in tutto il mondo”, raccontava sempre Wanda Miletti Ferragamo, classe 1921, la capitana d’azienda scomparsa nell’ottobre 2018 e mai dimenticata per la sua forza e i suoi valori di donna da tutti coloro che l’hanno amata e conosciuta.
Per primi i figli, Giovanna, Ferruccio, Leonardo e Massimo Ferragamo, tutti insieme pochi giorni fa a Palazzo Spini Feroni per la presentazione della mostra “Donne in Equilibrio: 1955-1965”, a cura della direttrice del Museo Salvatore Ferragamo Stefania Ricci e della storica Enrica Valleri. Commossi e orgogliosi i fratelli Ferragamo di questa mamma meravigliosa, che li ha instradati nel loro percorso aziendale con pugno di ferro e sorriso d’affetto.
Stefania Sandrelli, madrina di questa giornata di presentazione, ha letto alcune frasi molto intense dagli scritti di Wanda Miletti Ferragamo che fino all’ultimo giorno della sua vita operosissima si è seduta alla scrivania del suo studio, quella che era stata del suo amato marito, del quale ha ricordato sempre il genio in famiglia e al mondo intero. “Lei diceva che subito aveva dovuto trovare l’equilibrio tra famiglia e lavoro”, racconta Stefania Ricci che per l’esposizione si è avvalsa di un eccellente comitato scientifico e di importanti prestiti, “questo sì vero miracolo italiano nell’avanzata delle donne nella società italiana”.
Un percorso che si snoda in nove stanze a Palazzo Spini Feroni sede della maison e del Museo Salvatore Ferragamo aperto per volontà della sua Presidente nel 1995: prima stanza quella dello studio della Signora Ferragamo, per una mostra che si apre oggi e che resta aperta fino al 18 aprile 2023, per raccontare come cambia la famiglia, come nascano nuove figure professionali, nell’arte e nelle scienze, dal mondo dei mestieri a quello dei consumi, dal cinema al giornalismo, con l’arrivo travolgente delle teenagers che dalla loro cameretta volevano conquistare il mondo, con la moda che pensa anche alle donne che lavorano lanciando il tailleur, un racconto vivo e attualissimo che deve fare riflettere tutti, specie le donne di oggi.
“Donne in equilibrio deve evocare una serie di posture intellettuali e concettuali, esaltare soprattutto un messaggio per il futuro e le donne di oggi con l’idea di un armonico equilibrio”, spiega Elvira Valleri che ha studiato la storia delle donne in Italia e nel mondo.
Wanda Miletti Ferragamo, modello di family business irraggiungibile, ma anche di donna capace dell’intelligenza dei sentimenti, per i 6 figli e i 23 nipoti, un aspetto che emerge con prepotenza dalle pagine del libro scritto dalla nipote Ginevra Visconti (figlia di Fulvia che non c’è più) “Nel libro rosso di Tà. La vita di Wanda Ferragamo”, con introduzione di Melania Mazzucco, dove Tà è il soprannome datole dal primo nipote Gaetano, figlio di Giovanna, perché non amava esser chiamata nonna.
Ginevra racconta delle lettere e degli insegnamenti di Wanda, racchiusi in libri rossi di pelle che aveva regalato ad ogni nipote, per tramandare valori, affetto, una fede limpida e un credo meraviglioso sulla forza del lavoro e sull’esempio di Salvatore Ferragamo”. (aise)