LETTERA APERTA AI SENATORI E DEPUTATI DELLA CIRCOSCRIZIONE “ESTERO” DEL PARLAMENTO ITALIANO – DI SANTE CERVELLIN

LETTERA APERTA AI SENATORI E DEPUTATI DELLA CIRCOSCRIZIONE “ESTERO” DEL PARLAMENTO ITALIANO – di Sante Cervellin

BUENOS AIRES\ aise\ - “Mi rivolgo a voi, Senatori e Deputati, eletti democraticamente dagli italiani di nascita o dagli oriundi italiani aventi diritto, che ci rappresentate nelle discussioni parlamentari o quando veniamo tirati in causa in Senato; siamo più che convinti che siate stati eletti per tutelare gli interessi dei connazionali sparsi nelle quattro circoscrizioni: Europa, America del Nord e Centrale, America Meridionale e Asia-Australia-Africa e Antartide”. Si apre così la lettera aperta di Sante Cervellin, direttore del giornale di Buenos Aires Voce d’Italia”, ai parlamentari eletti all’estero, che riportiamo di seguito.
“Ancora non sappiamo come andrà a finire la riduzione dei componenti la Camera dei Deputati e dei Senatori con le riforme che sono in atto; solo possiamo dire che, se i nostri senatori verranno ridotti a 4, rivestiranno una valenza ancora maggiore perché saranno la voce non di trecento o quattrocentomila votanti ma addirittura di circa un milione o un milione e mezzo di riconosciuti figli della madre patria.
Per non continuare a sottolineare questi diritti ugualitari con i residenti nella nazione di origine, vorrei che scendessimo a casi pratici che ci interpellano in questi ultimi mesi; sono due: Brexit e gli italiani del Venezuela. Sono due problemi che potremmo mettere sotto due denominatori: uno del primo mondo (Brexit: Bretagna fuori dall’Europa) e uno del cosiddetto terzo mondo (America Latina).
Qualcuno potrà dirci che con la presenza del senatore Ricardo Merlo, sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri, già sta facendo abbastanza per noi che viviamo all’estero, perché in quest’anno si sono riaperti Consolati e Agenzie Consolari che erano state chiuse nel passato, sono stati resi di nuovo validi titoli professionali o accademici, si sono risolti casi disperati, sono stati elargiti piccoli contributi per l’educazione, ecc, ecc. In poche parole, i tre o quattro eletti nel parlamento italiano e facenti capo al gruppo di Merlo stanno facendo quello che possono con il loro peso specifico però i loro voti valgono per 3 o 4 solamente.
Credo che saremmo tutti d’accordo sul fatto che, se le 18 persone tirassero tutte per la stessa strada, potrebbero ottenere anche risultati migliori… e qui mi fermo.
Riprendo il caso, prima, del Venezuela dove si sta vivendo il pericolo che i nostri connazionali debbano abbandonare la “terra di grazia“ (come è stata chiamata questa parte del continente), ribattezzata con il nome di “piccola Venezia“ (dalle palafitte che gli scopritori videro nel lago di Maracaibo); ripeto, c’è il pericolo che perdano tutto e facciano ritorno in patria con una mano davanti e una di dietro, peggio di quando sono partiti.
Di misure di emergenza si parla in caso di terremoti, di nubifragi, di incendi di grandi estensioni o di slittamenti di terra; ebbene, attualmente il Venezuela è stato catalogato come “terra disastrata“ per i nostri connazionali che stanno vivendo casi analoghi a quanti sono riusciti, anni addietro, a ritornarsene da alcune regioni dell’Africa.
Perché voi 18 non fate un fronte comune per sottolineare il momento critico dei circa 200.000 connazionali che chiedono oltre alle medicine anche aiuti economici di emergenza per sopravvivere.
Quanto all’Inghilterra che abbandona l’Unione Europea, non possiamo assegnarvi una responsabilità in questa materia, però non dovete far passare in silenzio la situazione degli emigranti italiani e delle persone arrivate da poco in questa nazione; secondo le ultime statistiche sono oltre 300.000 gli italiani coinvolti in questa problematica; voi, senatori e deputati della circoscrizione Estero, questi contrattempi che si danno nel “primo” mondo li conoscete meglio di noi che viviamo a 15.000 km da Londra.
Anche in questo caso vorremmo conoscere e sentire la vostra voce, il vostro intervento come gruppo dei 18, come un tempo si esprimevano quelli della ”Volkspartei“ quando si toccava il tasto del Trentino Alto Adige.
Cari amici, vi siete frastagliati in tanti partitini e partitoni, però in certe circostanze fate silenzio o girate lo sguardo dall’altra parte.
Sappiamo tutti che non sarete solo voi a prendere parte alla soluzione di questi problemi, però il vostro gruppo compatto potrebbe far propendere più facilmente l’ago della bilancia verso una determinata soluzione.
Per ripicca, ora, non metteteci addosso l’etichetta di “sentimentaloidi”, “romantici“ o “nostalgici“ perché riconosciamo a tutti il diritto e il rispetto per le proprie ideologie; vogliamo restare fuori dai partiti o dai circoli; vogliamo formare ed essere considerati come “21ª regione italiana“, come “lavoratori italiani nel mondo“ o come “italiani nel mondo“”. (aise)


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