Sbs Italian/ Da Bologna a Brisbane, in Australia grazie al nuoto pinnato – di Magica Fossati

MELBOURNE\ aise\ - “Cinque anni fa Stefano Zerbini si è trasferito in Australia con la moglie Lucia e i figli. Nuotatore e allenatore di nuoto, si è fatto lentamente strada trovando lavoro nel suo settore”. Ad intervistarlo è stata Magica Fossati per Sbs Italian, lo special broadcasting in onda in italiano in tutta l’Australia.
“Bolognese al cento per cento, Stefano Zerbini è arrivato a Brisbane inizialmente grazie al lavoro trovato dalla moglie, una storica che tuttora insegna all'università.
Stefano poi è riuscito piano piano a inserirsi nel suo settore, grazie al riconoscimento dei suoi brevetti italiani.
"Ho sempre fatto l'allenatore di nuoto, l'ho sempre fatto in Italia e lo faccio anche qua", racconta Stefano. "Far capire quale fosse il mio reale valore è stato più complicato", ammette, ma col tempo ce l'ha fatta, e recentemente è passato a lavorare per la University of Queensland.
La coppia si è rapidamente innamorata dell'Australia e ha deciso di restare, ma la questione visto non è ancora del tutto risolta, spiega Stefano.
"All'epoca mia moglie aveva un contratto di due anni, rinnovabile per un altro anno, non sufficientemente lungo per chiedere la PR una volta arrivati qui", racconta Stefano.
"Siamo andati avanti con rinnovi e via dicendo, poi un paio di anni fa un'amica mi ha parlato di un visto appena uscito, una nuova versione del Distinguished Talent Visa senza limiti di età, e quindi ho potuto fare domanda".
Dopo aver consultato un'agenzia di immigrazione Stefano ha puntato sulla sua specialità.
"Non ho fatto domanda come allenatore di nuoto ma come allenatore di nuoto pinnato", specifica Stefano, "è uno sport semisconosciuto in Australia, molto praticato in Italia e nei Paesi dell'est Europa".
La federazione locale di finswimming, dice Stefano, sostiene la sua domanda di visto e quindi le possibilità sembrano buone. Unico neo i tempi di attesa per conoscere l'esito della application, che purtroppo sono lunghi.
Per ora a Stefano e alla sua famiglia non resta che pazientare in attesa di sapere se la domanda verrà accolta, e se potranno finalmente chiamare a tutti gli effetti "casa" anche l'Australia”. (aise)