Il Gran Sasso e l’Abruzzo protagonisti al Festival della Montagna a Bruxelles

BRUXELLES\ aise\ - La montagna abruzzese sarà la protagonista principale del Festival della Montagna, manifestazione organizzata ogni anno dal Trentino-Alto Adige nella sede di Bruxelles del Parlamento europeo. Sul palcoscenico europeo l’Abruzzo presenta la montagna simbolo della regione ma anche dell’intera catena appenninica: il Gran Sasso d’Italia. E lo farà questa sera, alle ore 18.30, con la proiezione di un docufilm del regista aquilano, Luca Cococcetta, dal titolo “Monte Corno – I thought I was flying”, che racconta la prima ascesa documentata nella storia dell’alpinismo di Francesco De Marchi che nel 1573, a 69 anni, arrivò sul Corno Grande alla testa di una mini di spedizione di cinque scalatori.
“La scelta di presentare a Bruxelles la montagna abruzzese è frutto di una strategia che guarda alla montagna come motore di sviluppo e di ricchezza in grado di superare le barriere nazionali e regionali – ha spiegato l’assessore Roberto Santangelo –. Il Gran Sasso è una montagna famosa in tutto il mondo, ma quello che affascina è il racconto che c’è intorno ad essa e l’opera del regista aquilano Luca Cococcetta sintetizza al meglio una narrazione che merita essere patrimonio di tutti. C’è poi il discorso legato alla promozione e l’opera di Luca Cococcetta – conclude l’assessore - esalta la bellezza dei luoghi e mette in evidenza la specificità di un territorio unico”.
“Al Festival abbiamo invitato tutte le associazioni abruzzesi presenti a Bruxelles – ha aggiunto ancora l’assessore Santangelo – perché stare all’interno del Parlamento europeo significa parlare ad un mondo che di solito noi non intercettiamo, da qui l’idea di investire 30 mila euro per la partecipazione al festival perché si ritiene che sia un modo diverso di raccontare i nostri territori”.
Il film di Cococcetta è stato presentato per la prima volta al Trento Film Festival del 2024, vincendo il premio del pubblico e poi distribuito in cento sale dove, per stessa ammissione del regista aquilano, “ha trovato un’accoglienza inaspettata e un grande successo, confermato anche dall’interesse mostrato dalla Rai e dalle grandi rete televisive europee”. Ma l’idea di raccontare la storia di De Marchi nasce dall’interesse e dalla voglia di indagare del regista. “Conoscevo la storia di Francesco De Marchi – aggiunge il regista – poi ho approfondito, ho letto gli atti del convegno del Cai dai quali viene fuori un personaggio eclettico che ha compiuto un’impresa unica rimasta nascosta fino al 1895 quando fu ripresa e rivalorizzata dallo storico sulmonese Antonio Pansa”. (aise)