Bruxelles: gli ufficiali allievi dell’Accademia della Guardia di Finanza ospiti dell’Ambasciatore Favi

BRUXELLES\ aise\ - Una serata nel segno della formazione, della cooperazione internazionale e di una presenza italiana a Bruxelles che, nel corso degli ultimi decenni, ha visto la Guardia di Finanza consolidare progressivamente la propria proiezione europea. È quella che si è svolta presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Belgio, Federica Favi, che ha accolto gli ufficiali allievi del quarto anno dell’Accademia della Guardia di Finanza, in visita nella capitale belga.
Gli allievi erano accompagnati dal Generale di Corpo d’Armata Vito Augelli, Ispettore degli Istituti di Istruzione, e dal Generale di Divisione Cosimo Di Gesù, Comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza.
Particolarmente significativo il saluto dell’Ambasciatore Favi, che ha sottolineato il valore della presenza dei giovani ufficiali a Bruxelles, una sede alla quale il nostro governo, ed in particolare il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, tiene molto, e dell’incontro con una realtà istituzionale e internazionale nella quale la cooperazione tra autorità nazionali ed europee assume un’importanza crescente.
Numerosi e qualificati gli ospiti belgi ed internazionali presenti alla serata. Tra questi, il Direttore generale della Polizia giudiziaria federale belga, Laurent Blondeau, il consigliere per la Sicurezza del Primo Ministro belga, Koen van Steenwickel, e Roraima Andriani, rappresentante di Interpol presso le istituzioni dell’Unione europea, e gli addetti della Polizia federale belga in Italia.
Una presenza che ha dato all’incontro un significato che va oltre quello, pur importante, della visita di istruzione degli allievi: quello del dialogo tra istituzioni e della cooperazione internazionale tra forze di polizia, oggi indispensabile di fronte a fenomeni criminali ed economico-finanziari che non conoscono frontiere.
Alle sentite parole dell’Ambasciatore Favi, sapiente direttore d’orchestra del “sistema Italia” in Belgio, ha fatto seguito l’appassionato intervento del generale Augelli che, con un gesto particolarmente apprezzato dagli ospiti, ha scelto di esprimersi in un ottimo francese, dopo essersi scusato di non poterlo fare anche in neerlandese e tedesco (altre due lingue ufficiali), quale segno di attenzione e rispetto nei loro confronti. Al termine del suo intervento, l’Ispettore degli Istituti di Istruzione ha offerto all’Ambasciatore una statuina in porcellana raffigurante un allievo della Guardia di Finanza in uniforme storica, simbolico omaggio dell’Accademia e del Corpo.
Tra gli invitati salutati pubblicamente dall’Ambasciatore Favi e dal Generale Augelli, anche Alessandro Butticé, generale della Guardia di Finanza in congedo, già dirigente della Commissione europea e oggi giornalista indipendente, nostro opinionista e corrispondente da Bruxelles, presidente onorario della Sezione ANFI Bruxelles-Unione europea e presidente del Comitato internazionale e cofondatore della Fondazione Insigniti OMRI.
“Per me – ci ha raccontato Butticé – è stato un momento particolarmente significativo. Non soltanto perché mi sono tornati alla memoria gli anni trascorsi da allievo dell’Accademia, ma anche perché proprio qui, a Bruxelles, 36 anni fa iniziava un’avventura allora del tutto nuova: quella del primo militare italiano e primo finanziere inserito nelle istituzioni comunitarie”.
Un percorso iniziato nel 1990 e che avrebbe contribuito anche allo sviluppo dei primi rapporti di collaborazione con le autorità di polizia belghe. Nel suo libro Io, l’Italia e l’Europa. Pensieri in libertà di un patriota italiano-europeo, Butticé ricorda infatti di essere stato il primo ufficiale della Guardia di Finanza, nonché il primo militare e appartenente alle forze di polizia italiane, distaccato presso le allora istituzioni comunitarie.
Da quella esperienza pionieristica la presenza delle Fiamme Gialle fuori dai confini nazionali si è progressivamente ampliata, grazie al supporto di Butticé ed alla visione di grandi Generali della Guardia di Finanza come Nicolò Pollari. Come ricorda anche il volume celebrativo del decennale della Sezione ANFI Bruxelles-Unione europea, la proiezione internazionale del Corpo si esprime oggi attraverso esperti economico-finanziari, ufficiali di collegamento e personale presente presso agenzie e strutture dell’Unione e organismi internazionali. Come il Generale Pietro Bianchi, esperto presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Ue, il colonnello Alessandro Ramundo, esperto presso le Ambasciate nei Paesi Bassi ed in Belgio – pure presenti all’incontro, da loro organizzato – ed il Generale Massimiliano Mora, presso la Rappresentanza d’Italia presso la Nato.
Proprio per creare idealmente un ponte tra quella storia e i giovani ufficiali che oggi si preparano ad affrontare le nuove sfide del Corpo, il Generale Butticé ha voluto offrire ai generali Augelli e Di Gesù – entrambi notoriamente sensibili da sempre alla proiezione internazionale della Guardia di Finanza per la tutela degli interessi economico finanziari strategici, oltre che della legalità, del Paese - una copia dei due volumi: Io, l’Italia e l’Europa e la pubblicazione dedicata ai dieci anni della Sezione ANFI Bruxelles-Unione europea, nei quali viene ricostruito e raccontato anche l’inizio dell’avventura europea e internazionale sua e della Guardia di Finanza. La pubblicazione del decennale raccoglie, tra gli altri, i contributi dell’Ambasciatore Favi, dei vertici della Guardia di Finanza dell’ultimo decennio, del Ministro Tajani e di alcuni dei protagonisti della prima proiezione europea e internazionale del Corpo.
“Vedere oggi questi giovani ufficiali a Bruxelles – conclude Butticé – significa poter misurare quanta strada sia stata percorsa. Quella che nel 1990 era un’esperienza pionieristica è diventata una dimensione naturale della Guardia di Finanza moderna. E credo sia particolarmente importante che le nuove generazioni di ufficiali possano conoscere questa storia e, soprattutto, continuare a scriverla”.
Una serata, dunque, capace di unire memoria e futuro, nel segno della Guardia di Finanza, della cooperazione tra Italia e Belgio e di quella dimensione europea e internazionale che costituisce ormai una componente essenziale dell’attività del Corpo. (aise)