Celebrata a Oslo la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo 2026

OSLO\ aise\ -Migrations and migrants: Lives in motion” è il titolo del seminario ibrido con cui l’Ambasciata d’Italia a Oslo ha celebrato il 16 aprile presso l’Università di Oslo (UiO) la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo 2026.
Aperto dall’ambasciatore Stefano Nicoletti e dal pro-rettore di UiO Bjørn Jamtveit, davanti ad un pubblico di docenti, ricercatori e studenti italiani e stranieri presenti in sala e collegati in streaming, l’evento, animato da quattro docenti donne, ha voluto affrontare, sotto diverse angolazioni, una tematica di scottante attualità come i flussi migratori transnazionali e le loro implicazioni politiche, sociali e relazionali.
Nel suo intervento introduttivo, Elisabetta Cassina Wolff, docente di storia moderna e contemporanea presso UiO, ha fornito un’analisi tesa ad evidenziare la correlazione tra ondate migratorie e l’ascesa di formazioni e movimenti razzisti e antisemiti. Lucia Carminati, esperta di storia delle migrazioni presso il medesimo ateneo, ha concentrato il suo intervento sulle dinamiche relazionali in contesti urbani multi-etnici; mentre Monica Miscali, docente di storia moderna presso la Norwegian University of Science and Technology (NTNU) di Trondheim, ha fornito un’analisi sulle dinamiche migratorie degli ultimi anni dei cittadini italiani in Scandinavia. Cristina Archetti, docente di comunicazione politica e giornalismo presso UiO, si è infine soffermata sul ruolo dei media nell’influenzare la percezione dell’opinione pubblica su temi come identità nazionale e integrazione.
“Come in occasione delle precedenti edizioni della Giornata della Ricerca, abbiamo deciso anche quest’anno di scegliere un argomento trasversale, capace di catalizzare l’attenzione sia degli esperti del settore che di coloro che desiderano acquisire maggiore consapevolezza su un tema, come le migrazioni, di straordinaria delicatezza e complessità”, ha sottolineato l’ambasciatore Nicoletti a margine dell’evento. “Desidero ringraziare l’Università di Oslo”, ha aggiunto, “per l’ospitalità e la collaborazione fornita nell’organizzazione del seminario e le docenti che hanno animato l’evento con i loro interventi, dimostrando una volta di più l’elevata qualità della ricerca condotta dai nostri studiosi e studiose in Norvegia e in Islanda”.
Sulla base di un censimento operato su fonti aperte dall’Ambasciata d’Italia a Oslo, aggiornato all’inizio di quest’anno, operano oggi in Norvegia (inclusi i visiting scholar) quasi 700 ricercatori e docenti italiani, con una sostanziale parità di genere. La loro presenza è capillare sull’intero Paese, da Oslo fino a Tromsø, abbracciando un totale di 44 tra Università ed enti di ricerca. Buona parte della comunità scientifica italiana si concentra tuttavia nei maggiori enti e poli universitari norvegesi: più di un terzo è infatti impiegato presso il Politecnico NTNU di Trondheim e presso l’Università di Oslo, mentre altri maggiori centri di aggregazione sono il centro di ricerca SINTEF e le Università di Bergen e Tromsø. La comunità scientifica in Islanda è invece composta da 43 studiosi. (aise)