Conclusa a Pechino la Settimana Cina-Italia della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione

PECHINO\ aise\ - Si è conclusa oggi, 30 novembre, a Pechino la Settimana Cina-Italia della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, l’evento annuale promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca italiano e il Ministero della Scienza e della Tecnologia cinese finalizzato a valorizzare i sistemi nazionali di istruzione accademica, di ricerca e dell’innovazione.
L’evento, giunto alla sua XII edizione, è stato inaugurato dal ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e dal vice ministro cinese della Scienza e della tecnologia, Zhang Guangjun.
Durante la cerimonia inaugurale è stato firmato dall’ambasciatore d’Italia a Pechino, Massimo Ambrosetti, il rinnovo del protocollo esecutivo tra il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano e il Ministero della Scienza e tecnologia cinese per gli anni 2024-25. Il Protocollo esecutivo si inserisce all’interno del partenariato strategico globale firmato nel 2004 che ne costituisce la cornice di riferimento come confermato e rafforzato, in accordo con la controparte cinese, in occasione della riunione del 4 settembre del Comitato governativo Italia-Cina presieduto dai Ministri degli Esteri, Antonio Tajani e Wang Yi.
Con la firma del Protocollo esecutivo saranno avviati nei prossimi mesi progetti di ricerca congiunti di durata biennale, finanziati sia da parte italiana (con fondi Maeci e contributo del MUR) che cinese. I progetti selezionati sono stati 10, divisi in 5 aree tematiche: agricoltura e scienze dell’alimentazione (2); intelligenza artificiale applicata al patrimonio culturale; fisica e astrofisica (2); green energy (3); biomedicina (2). Il finanziamento da parte italiana ammonta a 1,4 milioni per il biennio 2024/25.
Durante la missione in Cina, il ministro Bernini ha incontrato sia il vice ministro Guangjuan sia il ministro dell’Educazione Huai Jinpeng. Durante i due incontri è emersa la volontà di mantenere e promuovere la cooperazione scientifica e universitaria in settori di interesse comune, come il cambiamento climatico, le scienze polari, la biodiversità, la salute, il design urbano e le tecnologie per gli sport invernali, la salvaguardia dei mari e degli oceani. Inoltre, il ministro Bernini ha evidenziato l’impegno dell’Italia per una cooperazione scientifica e accademica tra i due Paesi sempre più trasparente e basata su principi di reciproco vantaggio. Elementi emersi anche durante l’incontro tra il ministro e la comunità scientifica italiana in Cina. La presenza di docenti e ricercatori italiani in Cina è stato considerato un valore aggiunto poiché questi possono rappresentare un canale di comunicazione privilegiato, così come lo scambio di studenti.
“Le relazioni scientifiche bilaterali tra Italia e Cina sono alimentate da validi schemi di cooperazione a livello governativo e da numerose attività congiunte avviate dai rispettivi enti di ricerca ed atenei. Questi consolidati meccanismi di cooperazione risulteranno utili tanto ad avviare nuove iniziative congiunte, quanto ad affrontare le sfide globali che ci attendono. Oggi più che mai, infatti, la cooperazione scientifica internazionale e la diplomazia scientifica rappresentano strumenti fondamentali per affrontare al meglio le grandi sfide dei nostri tempi che, per natura e dimensione, necessitano di risposte decise, condivise e di ampia portata”, ha detto Bernini durante la missione in Cina.
La collaborazione accademica vede ad oggi 1.016 accordi tra Università e 115 accordi tra le Afam, le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (conservatori e accademie). Gli studenti cinesi immatricolati in Università italiane sono 914 (1.120 nell’anno accademico 21/22; 1.279 nel 20/21; 1.128 nel 19/20). Nelle Afam la presenza di studenti cinesi è di circa 7.500 unità, un numero costante negli ultimi anni.
Come detto, l’Italia può vantare una significativa presenza di ricercatori e professori universitari in Cina. L’obiettivo è di aumentare anche la presenza di studenti e dottorandi in un’ottica di maggiore interscambio sempre all’insegna della trasparenza e della reciprocità. (aise)