Conclusa a Tunisi l’esercitazione Phoenix Express: l’Ambasciatore Prunas riceve il contrammiraglio Da Pozzo

TUNISI\ aise\ - Si è conclusa presso la base navale di La Goulette, in Tunisia, la ventunesima edizione della Phoenix Express 2026, una delle più importanti esercitazioni navali multinazionali nel Mediterraneo. A margine della cerimonia conclusiva dello scorso 18 settembre, l’Ambasciatore d’Italia a Tunisi, Alessandro Prunas, ha ricevuto in visita il contrammiraglio Davide Da Pozzo, Comandante della Quarta Divisione Navale della Marina Militare, accompagnato dal capitano di vascello Emiliano Pezzin, Addetto per la Difesa in Tunisia.
La partecipazione del contrammiraglio Da Pozzo – che ha preso parte alle fasi conclusive in rappresentanza del Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Aurelio De Carolis – riafferma il ruolo di primo piano e la centralità strategica che l'Italia attribuisce al coordinamento internazionale nel "Mare Nostrum", come spiega dall’Ambasciata in un post sulle sue pagine social.
Nata nel 2004 e giunta quest'anno alla sua 21ª edizione, la Phoenix Express è promossa dal Comando del Dipartimento della Difesa statunitense per l'Africa (US Africom) e condotta operativamente dalla Sesta Flotta dell'US Navy, con il supporto organizzativo e logistico della Marina tunisina. L'addestramento, durato dodici giorni, ha visto cooperare fianco a fianco forze navali ed aeree provenienti da Nord Africa, Europa e Stati Uniti.
Storicamente focalizzata sul rafforzamento della cooperazione regionale e sulla Maritime Domain Awareness (la conoscenza del dominio marittimo), l'esercitazione si è evoluta nel tempo per rispondere in modo sempre più efficace alle minacce transnazionali. Tra i pilastri storici e operativi delle attività figurano le simulazioni di ricerca e soccorso (SAR), le manovre congiunte di interdizione marittima e l'addestramento dei team specializzati nelle operazioni di visita, controllo e sequestro di unità navali sospette (VBSS). Scenari complessi che mirano a colpire i flussi di traffici illeciti, la proliferazione di armi e i rischi legati alla sicurezza delle rotte commerciali in un bacino in cui transita circa un terzo del commercio marittimo globale.
La forte sinergia tra le nazioni partecipanti conferma l’efficacia di un modello cooperativo indispensabile per tutelare gli interessi strategici ed economici condivisi nel Mediterraneo centro-meridionale. (aise)