In Usa si spreca il doppio del cibo rispetto all’Italia: la Rappresentanza italiana all’Onu presenta l’indagine Waste Watcher

NEW YORK\ aise\ - Nelle case dei cittadini statunitensi lo spreco alimentare arriva quasi a doppiare lo spreco che si registra fra i consumatori italiani: la pattumiera a stelle e strisce registra infatti 775,7 grammi di cibo gettati pro capite ogni settimana, contro i 493,7 grammi sprecati nelle case italiane. A pochi giorni dal World Food Day, Giornata mondiale dell’Alimentazione (16 ottobre) i dati della nuova indagine dell’Osservatorio Waste Watcher International saranno presentati alle Nazioni Unite dal direttore scientifico Andrea Segrè nella giornata di domani, giovedì 8 ottobre, alle ore 13.30 nella Conference Room. A introdurre l’evento, il Rappresentante Permanente presso le Nazioni Unite a New York l'Ambasciatore Giorgio Marrapodi, che racconterà insieme agli ospiti le strategie messe in atto in Italia in tema di prevenzione e contrasto dello spreco alimentare.
L’evento è co-promosso dalle Missioni Permanenti dell’Italia e della Repubblica Dominicana alle Nazioni Unite e dalla FAO. Dopo la presentazione del report, seguirà la Tavola Rotonda sul tema “Dalla consapevolezza all'azione: ridurre lo spreco alimentare nei diversi contesti”, e sempre domani verrà conferito il premio “Spreco Zero Mediterranean Initiative”.
Analizzando verticalmente la popolazione statunitense, si scopre che negli Stati Uniti sprecano soprattutto i cittadini di origine italiana, perché dichiarano episodi di spreco più frequenti rispetto alla media statunitense, e toccano quota 994 grammi settimanali pro capite di cibo gettato. Da un punto di vista generazionale, negli Stati Uniti dichiara di buttare cibo almeno una volta alla settimana il 46% della Gen Z e il 41% dei Millennials, contro l’11% dei Boomers: anche in Italia le generazioni più giovani risultano più esposte rispetto a quelle più anziane. E sul piano etnico, la popolazione afroamericana e quella latina sprecano molto più cibo della popolazione asiatica: 1065 e 893 grammi settimanali contro 688 grammi di cibo gettato ogni settimana.
Nei prossimi giorni, il tema del diritto al cibo diventerà filo rosso speciale fra Italia e Stati Uniti, fra Bologna e New York: venerdì prossimo, 9 ottobre, infatti, è in agenda l’incontro che metterà a confronto le esperienze delle Città Metropolitane di New York e Bologna in tema di politiche alimentari. Verrà poi attribuito al sindaco di New York, Zhoran Mandami, il Turrita d'Oro 2026, il più alto riconoscimento della città di Bologna.
Il confronto, programmato venerdì, alle 9.30 a Reade Street (Madison Square Park Conference Room), permetterà di scambiare le proprie esperienze di contrasto alla povertà e allo spreco alimentare e di raccontare, a New York, progetti di riferimento nati a Bologna, come l’inserimento del Diritto al cibo (Ius cibi) nel proprio Statuto, recentemente approvato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna, con l’adozione conseguente di specifiche misure di politiche alimentari per contrastare la povertà alimentare e gli sprechi.
Sempre venerdì 9 ottobre, a New York il prof. Segrè sarà alle 11.30 alla Columbia University, negli spazi della Italian Academy Library, per l’incontro “Il valore del cibo ai tempi del cambiamento climatico: dal riconoscimento UNESCO della cucina italiana alla prevenzione dello spreco alimentare e ai sistemi alimentari sostenibili”. Dialogherà con il Docente di Scienze Climatiche della Columbia University Michael J. Puma, Direttore del Center for Climate Systems Research, e con la chef Lidia Bastianich e conduttrice televisiva vincitrice di un Emmy Award e Premio internazionale Pellegrino Artusi 2019. L’evento partirà dal recente riconoscimento UNESCO della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell'umanità, per esplorare poi come la cultura alimentare possa diventare un motore di sostenibilità, economia circolare e responsabilità climatica. (aise)