L’arte come strumento di diplomazia: il Sistema Italia fa squadra tra Belgio e NATO – di Alessandro Butticè

BRUXELLES\ aise\ – L’arte come linguaggio universale capace di costruire ponti, favorire il dialogo e rafforzare le relazioni internazionali è stata al centro dell’iniziativa culturale ospitata presso la Residenza dell’ambasciatrice d’Italia in Belgio, Federica Favi. Protagonista una selezione di opere di Michelangelo Pistoletto e Pier Paolo Calzolari, due figure emblematiche dell’arte contemporanea italiana e protagonisti storici dell’Arte Povera, allestite nelle sale di rappresentanza della Residenza.
Nel suo intervento inaugurale, la sera del 21 gennaio, l’ambasciatrice Favi ha sottolineato il valore della diplomazia culturale quale componente essenziale dell’azione esterna italiana, evidenziando come l’arte sappia raccontare l’identità del Paese in modo immediato, inclusivo e trasversale. Le residenze diplomatiche, ha osservato, diventano così spazi di incontro e dialogo, capaci di accogliere iniziative culturali di alto profilo e di favorire la conoscenza reciproca.
A ribadire il ruolo strategico della cultura è intervenuto anche il rappresentante permanente d’Italia presso la NATO, ambasciatore Alessandro Azzoni, che ha richiamato l’importanza di affiancare all’azione politica e multilaterale strumenti capaci di parlare un linguaggio universale. In questo senso, l’arte rappresenta una forma di diplomazia capace di creare relazioni durature e di rafforzare la cooperazione anche nei contesti internazionali più complessi.
La mostra ha proposto opere di Michelangelo Pistoletto, tra i massimi protagonisti dell’arte contemporanea a livello internazionale. Dai celebri Quadri specchianti, che introducono lo spettatore all’interno dell’opera, fino ai lavori legati al Terzo Paradiso, Pistoletto ha costruito una ricerca che mette in relazione arte, società e responsabilità collettiva. Vincitore, tra l’altro, del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia e del Praemium Imperiale, l’artista ha posto al centro della sua riflessione il ruolo attivo dell’arte nella trasformazione del tessuto sociale.
Accanto a Pistoletto, le opere di Pier Paolo Calzolari, figura centrale dell’Arte Povera, hanno raccontato una ricerca fondata sulla trasformazione della materia, sull’uso di elementi naturali e sulla dimensione poetica e teatrale dell’opera. Attraverso pitture, sculture, installazioni e performance, Calzolari ha sviluppato nel tempo un linguaggio profondamente anticonvenzionale, esposto nei principali musei e istituzioni internazionali, dal Guggenheim di New York al Centre Pompidou di Parigi.
L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Repetto Gallery, storico progetto familiare fondato nel 1967 da Aurelio Repetto e oggi portato avanti dai figli Carlo, Paolo e Saverio. Da oltre cinquantacinque anni, la galleria è impegnata nella diffusione dell’arte moderna e contemporanea, nella promozione degli artisti italiani all’estero e nello sviluppo di progetti culturali di alta qualità, con particolare attenzione ai protagonisti dei movimenti dall’Arte Povera alla Land Art e alle più rilevanti ricerche internazionali.
L’evento ha rappresentato anche un esempio concreto dell’eccellente collaborazione del Sistema Italia a Bruxelles, frutto di un costante gioco di squadra tra le rappresentanze diplomatiche italiane. In questa prospettiva, è stato annunciato che, dopo la Residenza dell’ambasciatrice Favi, la mostra proseguirà presso la Residenza del rappresentante permanente Azzoni, rafforzando simbolicamente la continuità e la sinergia tra le diverse sedi diplomatiche italiane.
Ancora una volta, l’arte si conferma così una vera e propria ambasciatrice dell’Italia, capace di creare ponti, stimolare il dialogo e contribuire in modo significativo all’azione diplomatica e culturale del Paese nel cuore dell’Europa. (alessandro butticè\aise)