Venezuela: l’Ambasciatore De Vita consegna un carico umanitario all’Ospedale San José di Maiquetía

MAIQUETÍA\ aise\ - Nei momenti in cui la terra trema e l'incertezza minaccia di spezzare lo spirito, i legami storici e la vera fratellanza tra le nazioni emergono come il rifugio più sicuro. Nel corso di una cerimonia svoltasi venerdì scorso davanti all'Ospedale San José, a La Guaira, Maiquetía, l'Ambasciatore d'Italia in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, ha consegnato ufficialmente un importante carico di assistenza umanitaria, ribadendo che la distanza geografica si annulla completamente quando si tratta di alleviare le sofferenze di un popolo fratello.
All'evento, oltre all’Ambasciatore italiano, hanno preso parte il Viceministro degli Affari Esteri del Venezuela, Oliver Blanco, il presidente della Croce Rossa Venezuelana, Luis Manuel Farías, il responsabile dell'équipe medica delle cinque regioni italiane, Alessandro Borgese, e Suor Iraida Mora Sánchez delle Piccole Suore dei Poveri e direttrice dell'Ospedale San José; nonché rappresentanti dell'Associazione Venezuelana dei Servizi Sanitari di Orientamento Cristiano (Avessoc) e diverse autorità di soccorso che hanno lavorato instancabilmente sin dall’inizio dell’emergenza.
Il doppio terremoto che ha scosso il territorio venezuelano lo scorso 24 giugno 2026 ha lasciato profonde ferite nelle infrastrutture e nella popolazione. L'Ospedale San José di Maiquetía, pilastro sanitario con 138 anni di servizio nella regione, ha visto la propria struttura gravemente compromessa e resa inagibile. E per questo l'aiuto internazionale non è tardato ad arrivare: nell'ambito del Meccanismo di Protezione Civile dell'Unione Europea, l'Italia ha infatti inviato un contingente di oltre cento soccorritori, vigili del fuoco, tecnici e medici provenienti da cinque regioni italiane. Alessandro Borgese, responsabile dell'équipe medica italiana, ha illustrato la portata dell'intervento: “abbiamo allestito diversi moduli di assistenza qui, fuori dall'Ospedale San José, e i medici italiani giunti dalle cinque regioni hanno lavorato ogni giorno prestando assistenza a oltre 100 persone al giorno. Continuiamo a lavorare tuttora e doneremo 34 tende e tutte le stazioni sanitarie qui dispiegate alla Croce Rossa Venezuelana, affinché prosegua il lavoro che noi abbiamo iniziato”.
L'Ambasciatore De Vito ha poi ribadito che, al di là dei protocolli, il nucleo di questa mobilitazione è umanitario. Il diplomatico ha riaffermato l'impegno del Governo italiano, che ha approvato un fondo complessivo di 8 milioni di euro (3 milioni per l'emergenza iniziale e 5 milioni per l'assistenza umanitaria, veicolati attraverso la Croce Rossa, il Programma Alimentare Mondiale e altre storiche organizzazioni civili presenti nel Paese). “Siamo qui con le squadre di medici e della Protezione Civile italiana che stanno aiutando la popolazione venezuelana dopo due eventi catastrofici – ha spiegato -. Credo che la cosa più importante sia la solidarietà umana e aiutare il popolo fratello venezuelano a risollevarsi”.
Il Viceministro Oliver Blanco, da parte sua, ha ringraziato per la risposta internazionale e ribadito i legami bilaterali: “Grazie al popolo italiano per la sua solidarietà. Subito dopo i terremoti, già il giorno 26 erano presenti squadre di soccorso, medici italiani, che hanno affiancato tutti i gruppi venezuelani e quelli di oltre 34 Paesi. E oggi l'aiuto umanitario, la cooperazione con diverse organizzazioni che nei prossimi mesi continueranno ad assistere le comunità vulnerabili, è immensamente apprezzato dalle autorità venezuelane e dal popolo venezuelano, e rafforza i legami tra i nostri due Paesi”.
A questo sforzo istituzionale si è aggiunto anche quella di un gruppo di medici italo-venezuelani dell'associazione "Venezuela – La Piccola Venezia". Un contingente che gestisce un presidio civile presso l'ambulatorio San José di Maiquetía e un altro a Caraballeda, con i quali riesce ad assistere tra i 190 e i 210 pazienti al giorno. La dottoressa Luz Pisani, componente del gruppo, ha descritto la duplicità di tornare nella propria terra natale in condizioni così critiche: “È un'emozione tornare, ma anche una tristezza molto profonda per il motivo per cui mi trovo qui. Sono tanti i sentimenti contrastanti, ma alla fine c'è una gratitudine infinita verso quanti hanno reso tutto questo possibile, perché poter servire il nostro popolo come medici è una sensazione indescrivibile”.
Durante la cerimonia di consegna degli aiuti è stata infatti ribadita l’importanza della diaspora italo-venezuelana, rappresentata in questo caso dall'associazione "Venezuela – La Piccola Venezia", il cui ritorno nel Paese incarna il profondo legame umano e culturale che unisce i due popoli. L’Ambasciatore De Vito ha quindi ribadito come di fronte a contingenze di portata inedita come il terremoto di fine giugno, la diplomazia si deve occupare principalmente della solidarietà umana e sull'impegno etico a sostegno di “popoli fratelli”. A Maiquetía, dunque, “la cooperazione bilaterale tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Bolivariana del Venezuela non solo offre una risposta efficace a un'emergenza, ma ribadisce la vigenza di legami storici e istituzionali immutabili di fronte alle difficoltà”, ha concluso il diplomatico. (aise)