Comites e dintorni

ROMA – focus/ aise – Il 18 aprile si terrà a Wroclaw, Breslavia, presso la Hala Orion, “Festa Nuova”, il più importante festival dedicato alla musica italiana in Polonia.
L’evento, organizzato dal Comites di Varsavia, vedrà la partecipazione di giovani artisti della scena musicale italiana, tra cui Benji & Fede, Daniele Vitale e Cosimo Tartarella, alcuni dei quali si sono esibiti anche sul prestigioso palco del Festival di Sanremo.
Un appuntamento di rilievo per la promozione della cultura musicale italiana e un’occasione di incontro per la comunità italiana in Polonia e per tutti gli appassionati.
La Festa Nuova avrà inizio alle ore 18:00. I biglietti sono disponibili a questo link.
Grande partecipazione e tanta voglia di confronto per l’evento organizzato dal Comites Houston insieme a ISSNAF West South Central Chapter e Italian Women USA Houston. Protagonista Giulio Draetta dell’Orionis Bioscience, che ieri, 8 aprile, è stato ospite della serata dal titolo “Dalla scoperta scientifica all’innovazione terapeutica in oncologia” al Fellini Caffè di Houston.
I presenti hanno potuto ascoltare Giulio Draetta in una conversazione aperta e stimolante su cosa significhi costruire oggi una carriera nella ricerca, tra accademia e industria, e su come trasformare una scoperta scientifica in un impatto concreto per i pazienti. Un dialogo ricco non solo dal punto di vista scientifico, ma anche umano: esperienze, scelte difficili e consigli preziosi per chi sta costruendo il proprio percorso nella scienza.
Nel corso della sua carriera, Draetta ha saputo coniugare eccellenza nella ricerca scientifica e visione strategica, affermandosi come leader sia in ambito accademico sia nel settore biotecnologico. I suoi studi hanno apportato contributi significativi alla comprensione dei meccanismi biologici fondamentali e allo sviluppo di strategie terapeutiche innovative in oncologia, con un impatto concreto sulla pratica clinica e sulla medicina traslazionale.
Durante l’incontro ha condiviso con il Comites e l’ISNAFF non solo la sua esperienza scientifica e manageriale, ma anche la sua visione della leadership nella scienza, le principali sfide affrontate lungo il percorso, offrendo infine consigli pratici a studenti e giovani ricercatori interessati a costruire una carriera solida e dinamica nel mondo della ricerca e dell’innovazione.
Tanti i partecipanti, che hanno contribuito alla buona riuscita della serata con le loro domande, rendendo la discussione ancora più vivace.
“Viviamo in un paese multiculturale, dove le lingue non sono solo uno strumento di comunicazione, ma un ponte tra culture, identità e comunità. Dare importanza alle lingue significa valorizzare le persone, le loro origini e il loro senso di appartenenza. È ciò che rende una società davvero inclusiva: la capacità di accogliere e comprendere le differenze”. Così, in una nota, il Comites di Toronto commenta la decisione del Toronto Catholic District School Board che nei giorni scorsi aveva annunciato la soppressione del Programma di Lingue Internazionali. Ciò a seguito dei tagli annunciati dal ministro dell'Istruzione, Paul Calandra.
“La decisione porterà una fine improvvisa a un programma che serve gli studenti del TCDSB da oltre 50 anni”, sottolinea con rammarico il Comites, ricordando che lo “storico” Programma di Lingue Internazionali “ha offerto agli studenti preziose opportunità di apprendere una terza lingua”, tra cui l’italiano, oltre allo spagnolo, al mandarino, al portoghese e molte altre ancora. “Il programma ha svolto un ruolo cruciale nell'aiutare gli studenti a sviluppare competenze comunicative, consapevolezza culturale e un apprezzamento più profondo per la diversità che definisce il Canada e la comunità globale” e li ha aiutati a “mantenere vive le proprie lingue d’origine”.
“Questi programmi non sono solo corsi, ma veri e propri spazi di integrazione, dove i giovani possono sentirsi visti, ascoltati e rispettati”, prosegue il Comites, ribadendo la propria “profonda” preoccupazione per la sua soppressione a causa della mancanza di fondi. “Tagli di questo tipo non rappresentano solo una perdita educativa, ma anche culturale e sociale”, perché, spiega il Comitato, “quando si riducono gli investimenti nelle lingue, si indebolisce il tessuto stesso della società”.
Non solo. “Le decisioni che riguardano l’educazione dovrebbero essere prese con attenzione, coinvolgendo insegnanti, famiglie e comunità. Tagliare programmi storici senza un confronto aperto rischia di creare divisioni e di far sentire molte persone escluse”, lamenta il Comites.
“Investire nelle lingue significa investire nel futuro. Significa costruire una società più forte, più unita e più consapevole della propria ricchezza culturale. Rinunciare a questo”, conclude il Comites, “è un passo indietro che non possiamo permetterci”. (focus\aise)