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ROMA – focus/ aise – Dopo le tappe organizzate a Città del Capo dal Consolato d’Italia, l'Italian Investor Visa Roadshow continuerà nel 2026 a puntare sugli investimenti tra Italia e Sudafrica con gli eventi organizzati dall'Ambasciata d'Italia a Johannesburg. Le iniziative saranno organizzate in collaborazione con Henley & Partners e con la Camera di Commercio Italo-Sudafricana e offriranno una piattaforma unica per investitori e high-net-worth individuals interessati a esplorare le opportunità di investimento e residenza in Italia.
La prima tappa si è svolta tra i vigneti di Stellenbosch (31 marzo–1 aprile), seguita da un secondo appuntamento nel cuore di Città del Capo (2–3 aprile). Questi format hanno favorito un dialogo diretto tra investitori sudafricani e rappresentanti del mondo istituzionale e imprenditoriale italiano.
Dopo l’entusiasmo registrato nel Western Cape, è già in preparazione la tappa di Gauteng, organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Pretoria sempre insieme a Henley & Partners, Intesa Sanpaolo e la Camera di Commercio Italo-Sudafricana. Nel 2026 sono inoltre previsti il Dolce Vita Golf Trophy e due seminari di alto livello a Johannesburg e Pretoria.
L’attrattività dell’Italia come destinazione d’investimento è rafforzata da solidi fondamentali economici: secondo tasso di crescita del PIL pro capite tra i Paesi G7 (2014–2023), surplus commerciale, stabilità macroeconomica e basso livello di indebitamento di famiglie e imprese. Parallelamente, il Sudafrica – Paese G20 con la più grande comunità italiana in Africa – rappresenta un partner naturale grazie a un’ampia fascia di popolazione ad alto reddito, una forte propensione al lifestyle premium e al golf, e un posizionamento globale (6° per emigrazione di milionari).
Per Ambasciata e CCI sudafricane, l’Italian Investor Visa Roadshow si riconfermerà nel 2026 come una pietra miliare della diplomazia economica italiana in Sudafrica, aprendo nuove prospettive di investimento, partnership e relazioni di lungo periodo.
L'Ambasciata d'Italia a Sarajevo ha pubblicato nei giorni scorsi, in collaborazione con l’Associazione delle Imprese italiane in BiH, la prima edizione della guida "Diplomazia della crescita: destinazione Bosnia-Erzegovina".
Lo strumento, presentato nei giorni scorsi durante la Conferenza Nazionale dell’Export e dell’Internazionalizzazione delle Imprese a Milano, si propone di rafforzare la presenza economica italiana in Bosnia-Erzegovina, facilitando l’accesso delle imprese e degli investitori italiani al mercato locale e promuovendo nuove partnership strategiche.
Secondo l'Ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Eti Castellani, “il mercato locale offre significative opportunità di affari e investimento per il nostro sistema economico e produttivo. La guida, in tal senso, intende fornire una panoramica completa, ma pratica e di agile lettura, che possa orientare le nostre imprese nell’affacciarsi alla BiH”.
Le relazioni economico-commerciali tra Italia e Bosnia-Erzegovina sono solide e in costante sviluppo: la presenza italiana nel Paese è ben visibile, ad esempio, nei settori dell’industria meccanica, del tessile e dell’agroalimentare.
L’Italia è inoltre il secondo partner commerciale ed il primo fornitore della BiH, con un interscambio che nel 2024, ha superato 1,7 miliardi USD. L’export italiano, concentrato soprattutto nei settori delle apparecchiature elettriche, dei prodotti chimici, dei materiali per l’edilizia e l’arredo, del tessile tecnico e dei derivati energetici, registra da anni una costante traiettoria di crescita (crescita media annua di oltre il 6% nell’ultimo quinquennio).
La guida offre una panoramica delle opportunità per le aziende e per gli investitori italiani, includendo approfondimenti sulla normativa fiscale, sul sistema fieristico locale, nonché sui passi necessari per stabilire un’attività nel Paese. Vengono inoltre proposte analisi specifiche su settori strategici come energie rinnovabili e infrastrutture, oltre che sul comparto dei beni di consumo, in particolare prodotti alimentari e legno/arredo.
L’Immigration & Checkpoints Authority (ICA) di Singapore introdurrà a partire dal prossimo 30 gennaio una nuova procedura di No-Boarding Directive (NBD) rivolta alle compagnie aeree operanti negli aeroporti di Changi e Seletar.
A darne notizia è stata l’Ambasciata d’Italia a Singapore che ha anche spiegato che la direttiva consentirà all’ICA di impedire che i viaggiatori identificati come “proibiti” o “indesiderabili” possano imbarcarsi su un volo diretto a Singapore.
ICA potrà inoltre emettere NBD nei confronti dei viaggiatori che non soddisfano i requisiti di ingresso a Singapore, ad esempio coloro che non possiedono un visto valido o un documento di viaggio con almeno sei mesi di validità.
La sede diplomatica italiana ha anche informato che i viaggiatori ai quali verrà negato l’imbarco e che desiderino comunque recarsi a Singapore dovranno contattare l’ICA tramite l’ICA Feedback Channel per richiedere l’autorizzazione prima di prenotare un nuovo volo. (focus\aise)