I passi della cooperazione

ROMA – focus/ aise – Nel 2025 l'Università di Padova ha lavorato alla definizione della nuova “Strategia Africa”, che per la prima volta offre una cornice istituzionale unitaria e trasversale alle molte iniziative già in atto – e a quelle che l’Ateneo intende sviluppare – nei campi della didattica, della ricerca e della terza missione.
Il documento, spiega l’ateneo, nasce da un’analisi approfondita delle collaborazioni esistenti con istituzioni africane, dei flussi di mobilità e delle opportunità offerte dai principali programmi europei e nazionali. Sulla base di queste evidenze, la strategia definisce linee di sviluppo chiare e coordinate per i prossimi anni.
La strategia si articola in otto obiettivi che coprono l’intero spettro della missione universitaria: dal reclutamento studenti alla mobilità, dalla costruzione di nuove partnership alla promozione della ricerca congiunta, fino alla cooperazione per lo sviluppo e terza missione. Tra gli obiettivi chiave figurano l’aumento delle studentesse e degli studenti internazionali provenienti dai Paesi africani, il rafforzamento della mobilità reciproca, l’attivazione di progetti con partner selezionati e l’avvio di programmi di formazione e mentoring per giovani ricercatrici e ricercatori africani.
Creare un legame duraturo e rilanciare il senso di comunità anche dopo la fine degli studi. Questo lo spirito dietro la convenzione fra l’Università Nazionale di Mar del Plata, in Argentina, e la Libera Università di Bolzano.
L'accordo, come riporta Luciano Fantini su "La Prima Voce", è stato siglato dal coordinatore della Facoltà di Scienze Economiche dell'Università di Bolzano, Prof. Mirco Tonin, e dal Prof. Gustavo Velis dell'Università di Mar del Plata, e ha compreso diversi fronti tra cui l'orcanizzazione di un programma accademico comune. Sarà inoltre istituito un tavolo di lavoro per l’Economia Politica e la Sostenibilità.
I vari ambiti di mutuo impegno comprendono inoltre "Galileo", un software di autogestione per la raccolta dei dati per la redazione dei report di sostenibilità per aziende e organizzazioni. Il sistema ha l’obiettivo di contribuire alla elaborazione di bilanci di sostenibilità autogestiti, seguendo le normative nazionali ed internazionali.
Il “Sistema Galileo” si basa sul rispetto delle principali normative in materia di sostenibilità (Normativa Internazionale e Nazionale). La Direttiva dell’Unione europea (UE) 2022/2464 del Parlamento Europeo, regola i report di sostenibilità, GRI (Global Reporting Initiative) dei Paesi Bassi, risponde alle normative internazionali su standard e criteri riconosciuti a livello globale per lo sviluppo di report di sostenibilità. Soprattutto l’Agenda 2030 e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Linee guida sulla dovuta diligenza, le linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali, e i 10 principi del Patto Globale delle Nazioni Unite.
Tra le attività c'è l'incoraggiamento alle aziende, in particolare le grandi aziende e le società transnazionali, ad adottare pratiche sostenibili e incorporare informazioni sulla sostenibilità nel loro ciclo di rendicontazione”.
Inoltre, sarà sempre importante consolidare la collaborazione per costruire un'identità e un senso di comunità forti che durino nel tempo, al di là degli anni di studio in Italia come in Argentina. A sottolinearlo il rettore uscente, Alfredo Lazzeretti: "da questo punto di vista gli studenti possono giocare un ruolo strategico su più ambiti, all’inserimento del mondo del lavoro dei nostri laureati e laureate, alla loro crescita professionale, ma anche al settore del fund raising sino a reti attive sul territorio capaci di coinvolgere più soggetti”.
L’Italia ha aderito al “Piano di Risposta” all’Uragano Melissa, coordinato dal Sistema delle Nazioni Unite a Cuba insieme ai principali partner internazionali, mobilitando risorse attraverso il Fondo Bilaterale di Emergenza e AICS per interventi urgenti nelle province più colpite e per il ripristino delle capacità produttive locali.
Come ricordato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il passaggio di Melissa – tra i tre uragani più intensi mai registrati nella regione atlantica – ha colpito duramente le province orientali di Santiago de Cuba, Granma, Holguín e Guantánamo, lasciando oltre 1,7 milioni di persone con danni alle abitazioni, un milione senza beni essenziali e più di 117.000 tuttora prive di accesso all’acqua potabile. Le stime indicano livelli di distruzione particolarmente gravi, con infrastrutture danneggiate, comunità isolate e sistemi idrici e sanitari compromessi.
In questo quadro, l’Italia ha confermato la propria collaborazione con Cuba e con il sistema multilaterale, mettendo a disposizione 200.000 euro per sostenere gli interventi più urgenti del “Piano di Risposta”, che richiede complessivamente 74,2 milioni di dollari. Tale contributo – spiega l’Aics – si inserisce in un rapporto di cooperazione bilaterale attivo da oltre dieci anni nelle regioni orientali del Paese, volto a rafforzare lo sviluppo sostenibile e locale, la sicurezza alimentare, la resilienza territoriale al cambiamento climatico. (focus\aise)