I progressi della ricerca italiana

ROMA – focus/ aise – Un risultato definito "straordinario" per il Cnr-Itd: il progetto di realtà aumentata ARIES (Augmented and Immersive Reality for Improved Education in Schools in Europe) ha ottenuto il punteggio massimo di 100/100 nella valutazione della Commissione Europea, ricevendo la prestigiosa etichetta di "buona pratica" sulla piattaforma ufficiale Erasmus+ Project Results Platform.
"Il riconoscimento premia mesi di lavoro di squadra, rigore scientifico e visione innovativa, con l'obiettivo di rendere la Realtà Aumentata e Immersiva uno strumento concreto e accessibile nella scuola secondaria di secondo grado", ha commentato il Consiglio nazionale delle ricerche.
Il progetto ha sviluppato e diffuso moduli di apprendimento flessibili, semplici e a basso costo, pensati per supportare i docenti delle scuole medie superiori nell'acquisizione delle competenze necessarie a progettare attività didattiche basate su tecnologie A&IR. Sono stati inoltre promossi approcci pedagogici innovativi e soluzioni tecnologiche open-source, con l'obiettivo di costruire un patrimonio condiviso di buone pratiche replicabili in tutta Europa.
ARIES è finanziato dall'Unione Europea con il programma Erasmus+ Azione KA220-SCH Partenariati di cooperazione.
L’ecosistema spaziale italiano rafforza il proprio ruolo nel panorama europeo dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. Tre start-up supportate dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) sono state selezionate nell’ultima call dell’European Innovation Council (EIC) Accelerator, il programma promosso dalla Commissione Europea.
L’EIC Accelerator sostiene PMI e start-up che sviluppano tecnologie innovative con concrete prospettive di crescita sul mercato. Il programma prevede sia contributi a fondo perduto sia investimenti nel capitale delle aziende, accompagnandole nella fase di espansione a livello europeo e internazionale.
Le start-up premiate sono Involve Space (sviluppo e gestione di palloni stratosferici dotati di IA), Adaptronics (sviluppo di soluzioni robotiche di presa basate sull'elettroadesione) e Fluid Wire Robotics (progettazione di robot manipolatori per ambienti estremi: nucleare, spazio, subacqueo), tutte realtà innovative seguite e sostenute dall’ASI nel loro percorso di crescita, attraverso i vari strumenti di supporto a start-up che l’Agenzia promuove e finanzia. Il risultato assume particolare rilievo alla luce dell’elevata competitività del bando: a fronte di quasi 1.000 candidature provenienti da tutta Europa, solo 61 imprese sono state ammesse al finanziamento.
Un traguardo che rafforza il posizionamento dell’Italia nel panorama dell’innovazione spaziale europea e testimonia l’efficacia dell’azione di accompagnamento e supporto promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana a favore dell’ecosistema nazionale delle start-up space-tech.
Uno studio internazionale ha rivelato un collegamento sorprendente tra la fisica quantistica e i modelli teorici alla base dell’intelligenza artificiale. La ricerca, frutto della collaborazione tra l’Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec), l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e la Sapienza Università di Roma, insieme ad istituzioni di ricerca internazionali, è stata pubblicata sulla rivista Physical Review Letters.
I risultati mostrano che fotoni identici che si propagano all’interno di circuiti ottici si comportano spontaneamente come una Rete di Hopfield, uno dei modelli matematici più noti per descrivere i meccanismi di memoria associativa del cervello umano.
“Invece di utilizzare chip elettronici tradizionali, abbiamo sfruttato l’interferenza quantistica, il fenomeno che si manifesta nei chip fotonici quando le particelle di luce si sovrappongono e interagiscono tra loro per codificare e recuperare informazioni”, spiega Marco Leonetti, coordinatore e corresponding author dello studio, primo ricercatore del Cnr-Nanotec e affiliato al Center for Life Nano- and Neuro-Science dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). “In questo sistema, i fotoni non sono semplici portatori di dati, ma diventano essi stessi i ‘neuroni’ di una memoria associativa”.
Lo studio evidenzia, inoltre, l’esistenza di un limite fondamentale della capacità di memoria, analogo a quello osservato nei sistemi biologici.
“Quando il numero di informazioni memorizzate è limitato, il sistema riesce a recuperarle correttamente grazie alla coerenza quantistica”, aggiunge Gennaro Zanfardino, attualmente borsista di ricerca dell’Università del Salento e primo autore dello studio. “All’aumentare dei dati, però, emerge una transizione verso una fase di black-out della memoria, in cui il sistema entra in uno stato di disordine, tecnicamente definito vetro di spin, perdendo la capacità di recupero”.
“Questi risultati aprono nuove prospettive per l’impiego dell’ottica quantistica e della fotonica integrata nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale”, sottolinea Luca Leuzzi, co-autore della ricerca, dirigente di ricerca Cnr-Nanotec e associato alla Sapienza Università di Roma. “Dispositivi di questo tipo potrebbero garantire elevate prestazioni con un consumo energetico drasticamente inferiore rispetto agli attuali data center”.
Le implicazioni dello studio vanno oltre l’ambito dell’intelligenza artificiale. La piattaforma fotonica sviluppata consente infatti di simulare e investigare sistemi fisici complessi e disordinati, difficilmente trattabili con i computer convenzionali. In questo contesto, il lavoro si inserisce nella tradizione della fisica teorica dei sistemi complessi e stabilisce un ponte concettuale con gli studi sui vetri di spin che hanno valso il Premio Nobel per la Fisica 2021 a Giorgio Parisi. Non a caso, la scoperta è maturata nello stesso ambiente scientifico in cui Parisi ha sviluppato le sue teorie.
“Con questo studio, di cui siamo particolarmente orgogliosi, dimostriamo che le leggi del disordine osservate nei sistemi classici emergono anche nei circuiti quantistici fotonici”, conclude Fabrizio Illuminati, direttore del Cnr-Nanotec e co-autore della ricerca. “La luce diventa così un vero e proprio laboratorio in miniatura, capace di esplorare i fenomeni complessi che governano sistemi naturali e artificiali, dal clima alle reti biologiche”. (focus\aise)