Italiani nel mondo e dove trovarli (2)

ROMA – focus/ aise – Nasce in Spagna il Premio Letterario Menéndez Pelayo. Un concorso letterario che vuole trasformare la distanza in materia viva di racconto e la lingua italiana in un luogo di riconoscimento, di elezione e di ritorno. Tema per questa prima edizione, promossa da Amici Miei – para la promoción de Italia, dall’Associazione Latium e dall’Associazione CASA ABRUZZO – La Casa degli Abruzzesi in Spagna, “Lontano da casa”. Un tema che vuole essere, come spiegato dagli organizzatori, una “dichiarazione di poetica, un orizzonte simbolico che abbraccia l’esperienza profonda di chi vive tra due mondi, tra radici che chiamano e orizzonti che attraggono”. Termine ultimo per inviare le opere, 15 marzo.
Il Premio si rivolge a chi vive in Spagna e sceglie l’italiano come lingua di espressione, sia essa lingua madre o lingua appresa. Per gli organizzatori, infatti, “l’attenzione riservata agli autori che scrivono in italiano come lingua straniera non è un dettaglio organizzativo, ma una dichiarazione di valore: l’italiano come lingua che accoglie, che si lascia abitare, che diventa casa anche per chi casa l’ha dovuta reinventare altrove”.
Il contest letterario gode della collaborazione de La Voce d’Italia e del patrocinio morale del Comites di Madrid. Inoltre, vede tra i patrocinatori la Real Sociedad Menéndez Pelayo di Santander, istituzione di assoluto rilievo nel panorama culturale europeo, e la casa editrice indipendente Ali Ribelli Edizioni, che darà al premio una dimensione editoriale pubblicando le antologie dedicate ai testi finalisti e meritevoli.
Il premio si divide in due categorie, narrativa e poetica. Entrambe, poi, vedranno concorrere da un lato autori e autrici madrelingua italiani, e dall’altro chi usa l’italiano come lingua straniera. È prevista una quota di partecipazione di 10 euro. Le opere devono essere inviate all’indiritto premioliterariompelayo@gmail.com entro il 15 marzo. Per partecipare è necessario inviare, oltre all’opera in formato word, anche la ricevuta di pagamento e il modulo di iscrizione compilato e firmato. La cerimonia di premiazione è prevista a Santander il prossimo 17 aprile.
Il bando completo a questo link.
Il Circolo di Budapest dell'Associazione Giuliani nel mondo (AGM) ha celebrato il 10 febbraio il Giorno del Ricordo in memoria delle Vittime delle Foibe, dell’Esodo Istriano, Fiumano, Giuliano e Dalmata e delle vicende del confine orientale.
La ricorrenza, istituita con legge 30 marzo 2004, rappresenta un momento di riflessione e silenzio su una delle tragedie del Novecento.
Nel corso di una affollata riunione dei soci e amici del Circolo di Budapest, il presidente il presidente Giuliano Dallaporta Xydias ha ricordato cosa sono le foibe, “cavità carsiche in cui, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, centinaia di italiani, esclusivamente perché italiani, furono gettati vivi o morti, vittime di violenze brutali da parte dei partigiani titini jugoslavi”. Alla fine del conflitto, a causa del cambiamento dei confini, ha proseguito Dallaporta, “centinaia di migliaia di persone furono costrette a lasciare le loro terre, fuggendo dalla violenza, e a intraprendere un lungo e doloroso esodo verso l’Italia”.
“Oggi ricordiamo il dolore, la sofferenza e la speranza di chi ha vissuto questo dramma, affinché la memoria di queste atrocità non venga mai dimenticata”, ha detto ancora il presidente del Circolo, parlando di “un gesto che non solo onora le vittime, ma ci invita a riflettere sulla pace e sull’importanza della convivenza tra i popoli”.
È poi intervenuto Alessandro Stricca, fondatore del Circolo AGM di Budapest e referente organizzativo. “Il ricordo, la memoria della persecuzione e delle tragedie devono farci riflettere”, ha detto. Oggi, grazie alla comune appartenenza all’Unione Europea, non vi sono più barriere o frontiere, ma strade e ponti; ma per poter progredire nella pace e nella cooperazione bisogna affrontare le ferite del passato con coraggio e obiettività. Per questo “Io Ricordo” deve diventare lo slogan di tutti, ha aggiunto Stricca, “in quanto senza memoria storica anche di pagine dolorose come questa non si potranno porre le basi di nuove pagine di relazioni tra comunità che coabitano e interagiscono nei territori confinanti”.
L’EFASCE (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) - Pordenonesi nel Mondo piange la scomparsa Nerina Mogentale Profizi, scienziata di fama internazionale, venuta a mancare il 9 febbraio a Toulon in Francia dove era presidente del locale Segretariato EFASCE.
Era nata a Pravisdomini il 20 giugno 1938 da Giuseppe Mogentale e Marcella Pitton: ancora bambina aveva seguito i genitori emigrati a Marsiglia, senza mai tuttavia perdere il rapporto e l'amore per il Friuli e la terra pordenonese.
“Una carriera, la sua”, commenta il presidente di EFASCE Angioletto Tubaro, “di grande importanza nel campo delle ricerche sul Dna. Per questo come Ente insieme alla Provincia di Pordenone nel luglio 2012 le avevamo conferito il Premio Odorico da Pordenone nel corso del nostro Incontro con i corregionali all'Estero a Fiume Veneto. Era una presenza attiva nella vita di EFASCE a Tolone e in Francia, fiera delle sue origini italiane e friulane in particolare. Ai suoi famigliari, in particolare al fratello René Mogentale e nipote Jean-Marie, il nostro più sentito cordoglio”.
Nerina Mogentale Profizi si era laureata in farmacia e medicina diventando poi docente universitaria e assistente degli ospedali di Marsiglia. Quindi è stata a capo del Servizio di Laboratorio di Biologia Medica del Centro Ospedaliero di Toulon-La Seyne e professore di Ematologia all’Università di Tolone. Ha istituito un laboratorio di biologia molecolare competente nello studio del Dna e grazie al suo contributo questi laboratori sono diventati centri di ricerca e di riferimento per tutti gli ospedali di Francia per lo studio dell’Hiv, delle epatiti C e B e di molti altri virus.
É stata autrice di libri, di molte pubblicazioni scientifiche e di numerosi interventi in congressi internazionali. Ha realizzato inoltre una ricerca sul Dna della popolazione del Friuli Venezia Giulia e del Veneto che è stata pubblicata sulla stampa specialistica internazionale, diventando studio di riferimento per la genetica delle popolazioni.
Ha ottenuto molti riconoscimenti e onorificenze, tra le quali quelle di Cavaliere dell’Ordine nazionale delle Palme Accademiche, rilasciata dal ministro dell’Educazione Nazionale francese, e di Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana, concessa dal presidente della Repubblica italiana. (focus\aise)