La voce degli eletti all’estero (2)

ROMA – focus/ aise – Le nuove regole in materia di ingresso nel Regno Unito che entrano in vigore definitivamente oggi, 25 febbraio, “colpiscono duramente i cittadini con doppia cittadinanza italiana e britannica”. È quanto ha sostenuto Toni Ricciardi, deputato Pd eletto in Europa, nell’interrogazione presentata al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, cui chiede di intraprendere “iniziative diplomatiche urgenti” per chiedere una proroga alle autorità britanniche.
Le norme entrate in vigore, ha spiegato il parlamentare eletto all’estero, “impongono alle compagnie di trasporto sanzioni fino a 2.000 sterline per ogni passeggero sprovvisto di documentazione specifica, determinando un inevitabile e rigido inasprimento dei controlli all'imbarco; per i cittadini in possesso di doppia nazionalità si sta delineando un vero e proprio paradosso burocratico, poiché non possono richiedere l'Eta (Electronic travel authorization), in quanto già formalmente cittadini britannici; non possono avvalersi dell'eVisa, poiché lo status Euss (settled o pre-settled status) decade automaticamente con l'acquisizione della cittadinanza britannica; l'unica alternativa al passaporto britannico, il Certificate of entitlement (Coe), presenta costi proibitivi (circa 600 sterline) e procedure farraginose”.
“Di fatto, - ha evidenziato Ricciardi – migliaia di nostri connazionali si trovano nell'impossibilità materiale di viaggiare se non in possesso di passaporto britannico valido. Questa misura colpisce in modo sproporzionato categorie fragili o in fase di transizione: minori nati con doppia cittadinanza privi di documento britannico, persone in attesa della cerimonia di naturalizzazione che perdono il diritto di usare il passaporto UE ma non hanno ancora i tempi tecnici per ottenere quello del Regno Unito, e cittadini con documenti britannici scaduti”.
“Molti connazionali – ha riportato il deputato – sono venuti a conoscenza di tali criticità solo a ridosso della scadenza, evidenziando una grave carenza informativa e l'assenza di un periodo di transizione adeguato; organizzazioni di tutela dei diritti dei migranti fondata dopo il referendum del 2016 per proteggere i diritti delle persone che hanno scelto il Regno Unito come loro casa, come the3million, hanno già formalmente richiesto al Ministero degli interni britannico un rinvio della misura o l'adozione di soluzioni transitorie a costi contenuti”.
Al Ministro, quindi, Ricciardi ha chiesto di sapere “se sia a conoscenza della gravità della situazione descritta, che rischia di ledere il diritto alla mobilità di migliaia di cittadini italiani nel Regno Unito, e quali iniziative diplomatiche urgenti intenda intraprendere presso le autorità britanniche per sollecitare una proroga dell'entrata in vigore delle norme prevista per il 25 febbraio 2026” e “se non ritenga necessario assumere iniziative, anche normative, affinché siano adottate misure transitorie, quali autorizzazioni di viaggio semplificate e a basso costo, e quali azioni di comunicazione istituzionale intenda iniziare tramite la rete consolare per informare e assistere tempestivamente i connazionali coinvolti da questo drastico cambio di paradigma dei controlli di frontiera”.
Potenziare i servizi per il rilascio delle Carte d’Identità Elettroniche ai connazionali residenti all’estero. Questa la richiesta di Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa nonché Presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo, elaborata giorni fa in Commissione Esteri della Camera in vista dell’avvicinarsi della cessazione della validità di calla Carta d’Identità Cartacea, il prossimo 2 agosto.
Al 18 febbraio, ha informato Billi, i cittadini AIRE in Europa con la CIE risultano 833.443, mentre sono ancora 973.084 quelli con la carta d’identità cartacea.
“Ho portato la questione in Commissione Esteri, chiedendo particolare attenzione al rilascio di CIE e passaporti nelle sedi consolari più sotto pressione”, ha spiegato Billi che ha anche assicurato il suo continuo impegno a “seguire il dossier con la Farnesina, per potenziare i servizi ai nostri connazionali e ridurre i tempi di attesa”.
“Siamo tornati per testimoniare la resilienza del popolo ucraino e per ricordare le vittime della guerra”. Ma non solo, anche per “ribadire al popolo ucraino che non è solo” e per “sostenere la sua lotta per la pace e la stabilità”. Così, la deputata di Azione eletta in Europa, Federica Onori, ha parlato da Kyiv, in Ucraina, dove si è recata in occasione del quarto anniversario dell’aggressione russa.
“Domenica notte, mentre noi arrivavamo in Ucraina, c’è stato l’ennesimo attacco contro i civili – ha spiegato -: circa 300 droni e 50 missili hanno colpito la periferia della città, provocando la morte di una persona e il salvataggio di otto, tra cui un bambino, dalle macerie. Negli ultimi mesi gli attacchi alle reti energetiche si sono intensificati, mirando a privare la popolazione di elettricità e a rendere ancora più difficile la vita quotidiana”.
Onori si è recata nella capitale ucraina assieme al leader del suo partito, Carlo Calenda, con il quale ha incontrato numerosi rappresentanti della società civile e del governo ucraino, tra cui il vice ministro degli Esteri Perebynis. Con lui, si è cercato di “comprendere meglio le priorità del Paese ma anche come l’Ucraina stia vivendo questo delicato equilibrio tra la ricerca di normalità e la persistenza del conflitto”. (focus\aise)