La voce degli eletti all’estero (3)

ROMA – focus/ aise – "Nella legge di bilancio il Partito Democratico ha ottenuto risultati concreti e misurabili a favore degli italiani all’estero, nonostante una manovra finanziaria priva di visione complessiva da parte del governo Meloni". Così Christian Di Sanzo, deputato Pd eletto in Nord e Centro America, nel suo intervento alla Camera alle 4 di notte di martedì 30 dicembre, durante la maratona di approvazione della legge di bilancio.
"Grazie al nostro impegno parlamentare sono stati ottenuti importanti e significativi interventi a favore delle comunità all'estero”, ha evidenziato. “Sono stati stanziati 500 mila euro annui per il 2026 e il 2027 per rafforzare la rete dei consoli onorari, che spesso sono il primo presidio dello stato per tanti connazionali e la cui rete riceve pochissimi fondi. Sono state incrementate di 500 mila euro annui per il 2026 e il 2027 le risorse per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo con fondi aggiuntivi agli enti gestori, ed è stato garantito 1,5 milione di euro annuo in più per ciascuno degli anni 2026 e 2027 a sostegno delle scuole paritarie italiane all’estero perché la lingua e la cultura rimangono uno dei più grandi strumenti di soft power dell'Italia nel mondo e hanno bisogno di un adeguato supporto. Inoltre – ha aggiunto Di Sanzo – abbiamo rinnovato l'impegno per la rappresentanza degli italiani all'estero: 500 mila euro per il 2026 a favore del Consiglio generale degli italiani all’estero e 700 mila euro per il 2026 per i Comitati degli italiani all’estero (i Comites), che senza questo finanziamento avrebbero visto decrescere i propri fondi a un livello più basso del 2025, anno nel quale erano stati aumentati grazie a un emendamento a mia prima firma. Inoltre, un aumento di 1 milione di euro per il 2026 del finanziamento per le Camere di commercio italiane all’estero perché non si può parlare di Made in Italy senza supportare chi promuove il Made in Italy nel mondo ogni giorno. Infine, abbiamo ottenuto l'eliminazione della tassa di 250 euro per registrare la nascita alla quale erano sottoposti i nuovi nati da genitori che non hanno vissuto in Italia e i minori al momento dell'approvazione della nuova legge; noi avevamo proposto di rimuoverla per i nuovi nati e per i minori, ma il governo ha accettato di rimuoverla solo per i nuovi nati - in ogni caso un passo avanti”.
“Questi risultati – ha concluso Di Sanzo – dimostrano che il Pd, come in ogni legge di bilancio, difende con serietà i diritti e i servizi per gli italiani nel mondo, trasformando le parole in risorse concrete. Noi per gli italiani nel mondo ci saremo sempre!”.
Il 2025 è stato "un anno intenso", fatto di "partecipazione, iniziative, confronto politico e presenza nei momenti che contano". Così, la segreteria del Circolo Pd Bruxelles ha chiuso il 2025 e aperto il 2026 in cui "non ci rassegniamo alla perdita di valori e punti di riferimento che attraversa l’Europa e il mondo".
Nel 2025, primo anno di lavoo della segreteria con Mattia Ceracchi e Sara Bellucci, il Circolo Pd della capitale belga "ha scelto da che parte stare: con l’impegno a dare voce alla nuova migrazione italiana, costretta a lasciare il Paese in cerca di futuro, lavoro e diritti; con il sostegno alla causa palestinese e la denuncia del genocidio; con le battaglie a difesa dei diritti e della dignità di tutte e tutti".
"Siamo una comunità viva e plurale, che in questo anno è cresciuta grazie all’attivismo politico, alle campagne sul territorio e alla capacità di creare spazi di incontro, divertimento e condivisione - ha aggiunto ancora il Pd -. Dalla Festa dell’Unità al Primo Maggio, dai momenti di mobilitazione a quelli di socialità, abbiamo cercato di rendere il nostro Circolo un luogo sempre più aperto e accogliente".
Nel 2026 dunque, "non ci rassegniamo alla perdita di valori e punti di riferimento che attraversa l’Europa e il mondo. Con il Partito Democratico continuiamo a credere e a lottare per una società più giusta e più umana, che metta al centro le persone, il lavoro, la pace e l’uguaglianza. Affrontiamo il 2026 con ancora più determinazione, pronte e pronti a costruire insieme le prossime sfide e il percorso che ci porterà alle elezioni italiane del 2027".
"Le voci che si rincorrevano da alcune settimane hanno trovato conferma: l'intenzione del Governo è quella di cancellare con un colpo di mano il voto postale, obbligando chi vuole votare a recarsi fisicamente presso i seggi allestiti dai Consolati in pochi grandi centri urbani". Così, il comitato estero del Partito Liberaldemocratico si è schierato a difesa del diritto di voto degli oltre 5 milioni di italiani all’estero, denunciando la possibile cancellazione del voto postale da parte del Governo Meloni già a partire dal referendum costituzionale sulla riforma del sistema giudiziario previsto nella primavera di quest'anno.
Attualmente, ha spiegato il Partito Liberaldemocratico, i cittadini italiani che vivono all'estero votano da casa dopo aver ricevuto per posta le schede, senza doversi spostare. Questo sistema era stato introdotto nel 2003 per garantire il diritto di voto a tutti gli italiani all'estero, anche a chi vive lontano dalle grandi città.
Lo scorso 30 dicembre, però, la maggioranza in Parlamento ha impegnato il Governo a considerare di cambiare la modalità di voto già a partire dall'imminente referendum.
"Per molti cittadini italiani all'estero - ha aggiunto il Comitato estero del Partito - questo significherebbe dover percorrere decine o centinaia di Km, o addirittura rinunciare a votare".
Per il Partito Liberaldemocratico estero, tale scelta comporterebbe immancabilmente una forte riduzione della partecipazione al voto proprio a chi per ragioni geografiche incontra già maggiori ostacoli a partecipare alla vita democratica del Paese. A molti cittadini verrebbe così impedito di svolgere il proprio fondamentale esercizio di democrazia: il diritto-dovere di voto.
In una fase storica in cui l'affluenza alle urne continua a declinare a ogni tornata elettorale, la partecipazione al voto secondo il comitato estero del Partito andrebbe "incentivata anziché ostacolata". Facendo un esempio, il Partito ha spiegato la necessità di adottare nuove tecnologie come il voto elettronico, particolarmente rilevante per le comunità di italiani all'estero, disperse ancorché in continua crescita.
Il comitato estero del Partito Liberaldemocratico, che è schierato per il "Sì" al referendum costituzionale del 2026, ha dunque affermato che continuerà a monitorare l'evoluzione dell'iniziativa governativa sulla cancellazione del voto postale. (focus\aise)