La voce degli eletti all’estero (3)

ROMA – focus/ aise – “Il sistema sanitario nazionale sembrerebbe non essere adeguatamente strutturato per gestire i casi dei cittadini Aire” che quindi hanno riscontrato “difficoltà nel fruire dei servizi sanitari italiani, nonostante l'esistenza della Team”, soprattutto per le donne che tornano in Italia per il parto. È quanto sostiene Federica Onori, deputata di Azione eletta in Europa, che ha presentato in merito una interrogazione ai Ministri degli affari esteri e della salute, Tajani e Schillaci.
Nella premessa, Onori riporta che “i cittadini italiani residenti all'estero e regolarmente iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, secondo numerose segnalazioni giunte all'interrogante, hanno evidenziato difficoltà nel fruire dei servizi sanitari italiani, nonostante l'esistenza della Team (Tessera europea di assicurazione malattia), che dovrebbe garantire la copertura sanitaria in Italia per i cittadini dell'Unione europea e del Regno Unito, inclusi i diritti relativi alla maternità e alle cure neonatali, come stabilito dalla normativa comunitaria”.
“Il sistema sanitario nazionale – sostiene la deputata – sembrerebbe non essere adeguatamente strutturato per gestire i casi dei cittadini Aire, a causa di difficoltà nella sincronizzazione e nell'aggiornamento dei dati tra i registri Aire e i sistemi sanitari regionali. Questa mancanza di coordinamento genera complesse situazioni amministrative, spesso aggravate dalla scarsa formazione del personale sanitario, con conseguenti incertezze nell'accesso ai servizi sanitari”.
In particolare, segnala Onori, “la registrazione anagrafica dei neonati di cittadini Aire, nati in Italia, risulta problematica in quanto il sistema non prevede una modalità di registrazione per i bambini che non hanno una tessera sanitaria italiana, nonostante la legittimità del loro status di residenti all'estero fin dalla nascita, di fatto lasciandoli scoperti della documentazione essenziale per viaggiare; come conseguenza, anche la gestione delle vaccinazioni per i neonati nati in Italia da genitori Aire appare amministrativamente complessa poiché il sistema non consente la registrazione ufficiale delle vaccinazioni senza il numero della tessera sanitaria italiana. In tal modo si crea un paradosso che potrebbe compromettere l'accesso a cure basilari e obbligatorie per i bambini”.
Mancano, denuncia la parlamentare, “linee guida precise, chiare e facilmente accessibili per il corretto utilizzo della Team, in particolare per le donne italiane che rientrano in Italia per il parto. Quest'ultima rappresenta una situazione per la quale non sono presenti indicazioni specifiche nei siti ufficiali italiani, creando notevoli difficoltà per le famiglie italiane all'estero che desiderano usufruire dei diritti previsti dalla normativa europea”.
Ai due ministri, Onori chiede di sapere “quali iniziative di competenza intendano assumere per modernizzare il sistema sanitario nazionale sotto il profilo informatico e per verificare che il personale amministrativo sia adeguatamente formato affinché sia possibile una gestione fluida dei casi relativi ai cittadini italiani residenti all'estero nonché evitare situazioni di incertezza amministrativa nell'accesso ai servizi sanitari”.
“A Niscemi va il mio pensiero più sincero e addolorato. In momenti come questi non esistono parole che possano davvero colmare il vuoto, ma è dovere delle istituzioni far sentire la propria vicinanza a chi soffre”. Così Francesco Giacobbe, senatore Pd eletto all’estero, nell’esprimere la sua più “profonda solidarietà” alla comunità di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove l’uragano Harry ha provocato una frana attiva di grandi dimensioni che sta interessando il centro abitato e che ha portato finora all’evacuazione di circa 1500 cittadini.
Quale parlamentare eletto all’estero, Giacobbe ha voluto estendere questo messaggio a tutti i siciliani nel mondo, che vivono il dolore con un peso ancora più grande: quello della distanza.
“So bene cosa significa assistere inermi a una tragedia che colpisce la propria terra mentre si è lontani”, afferma il senatore. “L’angoscia di non poter abbracciare, aiutare, stare accanto ai propri cari è un sentimento che accomuna milioni di italiani all’estero. Oggi questo dolore è anche il mio, come siciliano, come italiano, come emigrato, come uomo e come senatore”.
Giacobbe ha quindi ribadito che, anche da lontano, le comunità siciliane nel mondo restano parte viva dell’Italia: “Niscemi non è sola. La Sicilia non è sola. I siciliani all’estero non sono soli. In questi momenti il legame con la nostra terra diventa ancora più forte e più profondo”, ha concluso il senatore assicurando “vicinanza, rispetto e solidarietà” alla popolazione colpita.
Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) rafforza la propria struttura in Sud America con la nomina di Fabio Fasoli a nuovo portavoce per il Brasile.
A prendere la decisione, la coordinatrice nazionale del MAIE in Brasile, Luciana Laspro, con l’ok del presidente del Movimento, Ricardo Merlo. L'annuncio ufficiale è stato dato durante un incontro istituzionale svoltosi nella sede del MAIE a Buenos Aires.
"Un passaggio significativo che conferma l’attenzione del Movimento verso una delle comunità italiane più numerose e dinamiche al mondo", ha commentato il Movimento.
All’incontro erano presenti, oltre a Merlo, Laspro e Fasoli, anche il presidente del Comites di Buenos Aires, Dario Signorini, il coordinatore MAIE CABA, Jorge Sereni, e il coordinatore MAIE per l’America Meridionale, Mariano Gazzola, a testimonianza del forte coordinamento tra i diversi livelli dell’organizzazione.
La nomina di Fasoli si inserisce in una annunciata strategia più ampia di rafforzamento della comunicazione e del dialogo politico con gli italiani residenti in Brasile, Paese definito "chiave" dal MAIE per il suo "ruolo storico e culturale dell’emigrazione italiana".
"Il Brasile è una realtà complessa, vasta e ricca di energie – ha sottolineato Laspro –. Serviva una figura capace di comunicare le nostre proposte - in questo territorio e a livello nazionale - come MAIE BRASILE, con competenza e passione, alle esigenze dei nostri connazionali. Fabio Fasoli rappresenta una scelta di qualità e continuità".
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente Ricardo Merlo: "questo ruolo strategico sarà replicato in ogni paese dove c’è il MAIE. Credo sia fondamentale comunicare, oltre alle proposte di respiro mondiale e regionale, anche le questioni e le proposte locali, che a volte interessano un singolo Paese".
Nel suo primo intervento da portavoce, Fabio Fasoli ha ringraziato la dirigenza del Movimento per la fiducia ricevuta, indicando le priorità del suo mandato: "Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità. Il mio obiettivo è costruire una comunicazione chiara, inclusiva e costante, capace di raccontare il lavoro del MAIE in Brasile e comunicare le decisioni e i progetti che il nostro Movimento porta avanti a livello mondiale, regionale e soprattutto nazionale".
Fasoli ha poi aggiunto in conclusione: "Dare voce alla nostra comunità significa difendere diritti, promuovere partecipazione e rafforzare il legame con l’Italia. Il MAIE è nato per questo e continuerà a essere un ponte concreto tra gli italiani all’estero e le istituzioni". (focus\aise)