L'ambiente al primo posto

ROMA – focus/ aise – È stato firmato il Memorandum di Cooperazione (MoC) tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e il National Research Institute for Earth Science and Disaster Resilience (NIED) con sede in Giappone. L’accordo è stato sottoscritto dal Presidente dell’INGV, Fabio Florindo, e dal Presidente del NIED, Kaoru Takara, alla presenza dei direttori dei dipartimenti e delle sezioni di monitoraggio dell’INGV, dei vertici del NIED, e dei rappresentanti, per l’Italia, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e, per il Giappone, del Ministry of Education, Culture, Sports, Science and Technology (MEXT).
L’accordo è volto a promuovere lo scambio di informazioni e lo sviluppo di attività di ricerca congiunte nei settori della sismologia, della vulcanologia e degli studi ambientali, attraverso la condivisione di dati e di competenze, la realizzazione di esperimenti di laboratorio, lo scambio e la formazione del personale. Obiettivo del MoC è quello di sviluppare e diffondere teorie e tecnologie che contribuiscano alla mitigazione dei disastri naturali e allo sviluppo sostenibile dell’ambiente terrestre.
Il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo, ha espresso “grande soddisfazione” per la firma del Memorandum di Cooperazione. Secondo lui “questa partnership consolida un approccio sinergico nelle importanti attività di scambio e di condivisione nell’ambito delle geoscienze, rafforzando una significativa collaborazione scientifica tra Italia e Giappone”.
L’accordo, spiega l’INGV, conferma dunque l’impegno dei due Istituti a valorizzare la ricerca scientifica come strumento fondamentale per la riduzione del rischio da disastri naturali, al fine di tutelare sempre più le comunità e i territori che le ospitano.
ENEA sta mettendo a punto nell’ambito del progetto FREDMANS combustibili nucleari pronti per il riutilizzo, così da ridurre la quantità dei rifiuti da gestire e dare applicazione concreta ai principi dell’economia circolare anche in questo settore.
Si tratta di combustibili di ultima generazione, come i nitruri, in grado di migliorare sicurezza, sostenibilità e costi dell’energia nucleare; attualmente presso il Centro Ricerche ENEA di Bologna è in corso l’ideazione degli impianti di fabbricazione di questi combustibili, elemento cardine del funzionamento di un impianto nucleare, e nelle varie attività di education & training per formare le nuove generazioni di ricercatori europei.
“L’obiettivo più ampio è creare un contesto sinergico di ricerca teorica e sperimentale per reimmaginare l’attuale processo (fabbricazione, riprocessamento e rifabbricazione) e far sì che il combustibile venga già prodotto tramite tecniche e tecnologie avanzate, come la manifattura additiva e la stampa 3D, che possano poi facilitarne il recupero e la gestione”, spiega il responsabile del progetto per ENEA Francesco Lodi, ricercatore del Dipartimento Nucleare. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con la start-up svedese Blykalla - aggiunge - per definire il layout di un impianto per la fabbricazione industriale di nitruri sulla base di tecnologie e metodologie innovative”.
ENEA ha contribuito in modo significativo anche alla realizzazione di iniziative formative, come scuole dedicate e training sul campo, mettendo a disposizione la storica esperienza nella progettazione di reattori nucleari avanzati e nel combustibile.
I risultati del progetto FREDMANS, sia documentali che sperimentali, mirano a creare una filiera nucleare europea più efficiente nell’uso delle risorse, sia attraverso l’innovazione tecnologica sia mediante la formazione di nuove generazioni di ricercatori. “La sicurezza del nucleare del futuro – conclude Lodi - si basa su professionalità preparate che saranno sempre più consapevoli dell’importanza dell’integrazione della sostenibilità nel sistema nucleare”. (focus\aise)