Le forme del Made in Italy

ROMA – focus/ aise – Torna a Veronafiere dal 1° a 3 marzo “SOL Expo”, la tre-giorni interamente dedicata alla filiera dell’olio e dell’olivo made in Italy. La seconda edizione, presentata ieri alla stampa in un evento online con gli interventi, tra gli altri, del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, del presidente di ITA-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas, e del direttore esecutivo del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), Jaime Lillo López, conta sulla presenza di oltre 200 aziende da Italia, Slovenia, Spagna e Ungheria, e delle principali associazioni di settore, in rappresentanza dell’intero comparto produttivo tricolore.
Alla presentazione sono intervenuti anche il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, il direttore generale vicario di Veronafiere, Gianni Bruno, l’assessora ai Servizi Zerosei del Comune di Verona, Elisa La Paglia, il presidente di Confesercenti-FIESA, Daniele Erasmi, e il vicepresidente vicario di FIPE, Aldo Mario Cursano.
“SOL Expo manifesta la capacità dell’olio di affermarsi come un prodotto unico, strategico anche in termini di un principio di sostenibilità che non guarda solo all’ambiente, ma anche al territorio e all’economia – ha detto il ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida –. Come Governo abbiamo disegnato una strategia per un’azione sistemica su tre punti: la protezione, la promozione e la produzione. Sulla prima stiamo lavorando molto bene, i controlli sono stati moltiplicati sulla base dell’analisi del rischio, intervenendo sulle criticità che possono essere previste e intercettate. Sul fronte della promozione, in particolare all’interno del Coltiva Italia, vogliamo intervenire strutturalmente, per valorizzare una qualità che solo l’Italia può esprimere, garantendo la giusta remunerazione a chi produce”. Lollobrigida ha quindi affermato di aver stanziato 300milioni di euro per “contrastare e prevenire le fitopatie”, ma ha anche spiegato di voler intervenire anche “su tecnologia e macchine, per produrre di più e meglio. Dopo il vino, vogliamo lanciare infine una campagna promozionale a sostegno anche dell’olio, che dev’essere raccontato per incentivarne conoscenza e consumo di qualità”.
“Con 15 regioni produttrici presenti in quartiere, SOL Expo rappresenta un unicum tra gli appuntamenti italiani dedicati all’olio di oliva – ha spiegato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. L’obiettivo è quello di dare uno spazio di espressione corale per uno straordinario protagonista della cucina made in Italy offrendo opportunità e spunti per produttori e operatori professionali, ma anche per consumatori o semplici appassionati. Si tratta di un format ibrido che consente da un lato di esplorare le possibilità di business per un settore cruciale dell’agroalimentare italiano e, allo stesso tempo, di creare un anello di congiunzione con i consumatori attraverso la formazione e la cucina italiana, grande protagonista di questa edizione”.
Non mancano infatti le iniziative dei protagonisti della ristorazione e della distribuzione, da FIPE Confcommercio a FIEPET e FIESA Confesercenti e da AIRO Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio a FIC, la Federazione Italiana Cuochi che proprio a SOL Expo svelerà il suo “Piatto Unesco”, dedicato al riconoscimento della Cucina italiana come Patrimonio immateriale dell’umanità. Un’attenzione, quella riservata alla tavola, che si concretizza anche nelle proposte al pubblico, tra show cooking, degustazioni guidate e masterclass.
Sul fronte dell’internazionalizzazione, il piano di incoming congiunto con ITA-Italian Trade Agency porterà in fiera a Verona oltre 80 top buyer da 25 Paesi (Stati Uniti, Giappone, Cina, Germania, Danimarca, Francia, Belgio, Ungheria, Qatar, Israele, Bosnia Erzegovina, Azerbaigian, Finlandia, Svizzera, Canada, Paesi Bassi, Kazakistan, Marocco, Arabia Saudita, Singapore, Corea del Sud, Croazia, Austria, Serbia ed Estonia).
“L’olio d’oliva rappresenta un elemento rilevante della nostra filiera agroalimentare, simbolo della qualità del Made in Italy e della Cucina italiana nel mondo, di recente riconosciuta dall’Unesco Patrimonio immateriale dell’Umanità – ha spiegato il presidente di ITA-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas –. Dopo un 2024 di grande crescita del comparto oleario, con 2,6 miliardi di euro di export (+43,9% rispetto al 2023), il 2025 ha visto un rallentamento (2,1 miliardi nei primi undici mesi) dovuto più al valore che ai volumi. Si conferma quindi strategica l’azione dell’ICE che, insieme al Sistema Paese e nel solco della Diplomazia della crescita promossa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, sostiene gli imprenditori italiani nelle loro attività di internazionalizzazione offrendo strumenti concreti per rafforzare la presenza del Made in Italy nel mondo. Grazie al supporto dell’Agenzia, a SOL Expo saranno presenti 24 operatori esteri che, insieme ad altri buyer selezionati, porteranno in fiera circa 80 top buyer provenienti da 25 Paesi tra cui Stati Uniti, Giappone, Cina, Germania, Francia e Arabia Saudita a testimonianza dell’attenzione internazionale per la qualità dei nostri prodotti”.
“Come accade per il vino, con il cui comparto è possibile sviluppare importanti collaborazioni – ha aggiunto ancora Zoppas -, l’olio fa parte di quell’insieme di eccellenze che ci permettono di raccontare in modo emblematico la cultura, la storia e il valore aggiunto della nostra offerta rispetto ai concorrenti esteri dandoci la possibilità di raggiungere l’obiettivo dei 700 miliardi di export entro la fine della legislatura. Obiettivo cui contribuisce in maniera rilevante l’intero settore agroalimentare che nel 2025 ha toccato il record dei 72,4 miliardi di esportazioni come risultato di un’intensa attività sviluppata sotto il coordinamento del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida”.
“La fiera si conferma un momento di networking, formazione e informazione – ha aggiunto il direttore generale vicario di Veronafiere, Gianni Bruno –, con contenuti che spaziano verticalmente e trasversalmente, dagli approfondimenti tecnici e analisi di mercato, a partire dai contributi dell’Osservatorio SOL Expo realizzato in collaborazione con Nomisma, che proprio durante l’evento presenterà la nuova indagine sull’evoluzione del rapporto tra olio EVO e consumatore italiano”.
“L’India sarà uno dei mercati su cui investiremo con maggiore decisione dal prossimo anno. Alcune aziende sono già presenti, ma il Consorzio ha il dovere di accompagnare questo percorso e spiegare che cos’è oggi il Chianti, per questo stiamo organizzando una missione ad hoc”. Questo l’annuncio fatta da Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, a margine dell’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino in corso alla Fortezza da Basso, a Firenze.
“L’instabilità politica ed economica internazionale e le incertezze legate ai dazi USA - spiega Busi - non aiutano i mercati. Proprio per questo dobbiamo reagire, cercando nuovi sbocchi commerciali: la vendemmia arriva ogni anno, il vino si produce ogni anno e quel prodotto deve trovare spazio nel mondo”.
Busi ha anche spiegato di star lavorando anche in altre parti del mondo: “a gennaio siamo stati per la prima volta in Nigeria, continuiamo a investire in Sud America e nell’area Mercosur, guardiamo con attenzione al Brasile e ai Paesi asiatici come Cina, Vietnam, Thailandia e Giappone. In questo senso l’India rappresenta oggi una tappa strategica di questo percorso di crescita e diversificazione”.
Per Busi, l’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino rappresenta anche una “dimostrazione della forza qualitativa della denominazione: il Chianti 2025 è un’annata fresca, equilibrata, con uve arrivate a piena maturazione anche grazie alle piogge estive; la Riserva 2023 ha avuto volumi più bassi ma una qualità molto alta. Presentiamo due annate che parlano di identità e solidità. Ora dobbiamo trasformare questa qualità in nuove opportunità commerciali”, ha concluso il Presidente del Consorzio Vino Chianti.
L’Italia protagonista alla f.re.e di Monaco di Baviera, una delle principali fiere B2C del turismo leisure in Germania, punto di riferimento per viaggi, outdoor e vacanze attive.
ENIT alla fiera partecipa con uno stand istituzionale di 295 mq, dove accoglie Visit Abruzzo, Lamialiguria, Marche Tourism, VisitPiemonte, Visit Sicily, Visit Tuscany, e il Comune di Napoli. Una presenza corale che riunisce circa 40 operatori, tra realtà regionali e privati, insieme a 3 operatori turistici italiani.
La forte affluenza e l’interesse del pubblico confermano ancora una volta la centralità del mercato tedesco per la promozione dell’offerta turistica italiana e per la valorizzazione delle nostre destinazioni, dalle più rinomate alle meno conosciute.
“Un passo importante nel rafforzare il dialogo con un mercato maturo, curioso e sempre più orientato a esperienze autentiche, sostenibili e all’aria aperta”, ha aggiunto in conclusione l’ENIT. “L’Italia continua a ispirare viaggiatori da tutto il mondo”. (focus\aise)