Le vie del commercio estero

ROMA – focus/ aise – “L’accordo commerciale tra Unione Europea e India rappresenta, a nostro giudizio, una notizia positiva e un’importante opportunità per avviare e rafforzare gli scambi con un Paese di quasi un miliardo di persone, vale a dire un mercato dalle potenzialità enormi. In prospettiva, ci troviamo dunque di fronte a un’intesa incoraggiante, sulla quale attendiamo ora maggiori dettagli, in particolare per quanto riguarda le condizioni riservate al settore primario, che dovranno essere tali da non penalizzare i piccoli e medi agricoltori italiani ed europei”. Così, in una nota, Andrea Tiso, Presidente nazionale Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei.
“Siamo fiduciosi anche alla luce del fatto che, per evitare le criticità già emerse con l’accordo Mercosur nel comparto agricolo, sembrerebbero essere esclusi dalla liberalizzazione alcuni prodotti sensibili, tra cui carne bovina, zucchero, riso, pollame e miele”, continua Tiso, che aggiunge: “al contempo, potrebbero aprirsi significative opportunità per il settore vitivinicolo, da sempre punta di diamante del Made in Italy e dell’agroalimentare europeo”.
“Confidiamo che questo trattato non presenti le stesse basi dell’accordo Ue-Mercosur - rispetto al quale Confeuro ha sempre espresso la propria contrarietà - dove l’agricoltura è stata sacrificata a favore di altri comparti produttivi. Restiamo pertanto in attesa degli sviluppi, - conclude – con un atteggiamento al tempo stesso ottimista e vigile”.
A dicembre l’export verso i paesi extra Ue27 è in aumento su base mensile e torna a crescere su base annua, sostenuto dalle maggiori vendite di beni intermedi e beni strumentali. L’incremento congiunturale dell’import si deve soprattutto all’aumento degli acquisti di beni intermedi; la sua flessione tendenziale, principalmente alle minori importazioni di energia. È quanto emerge dai dati sul commercio estero con i Paesi extra Ue ufficiali pubblicati oggi dall’Istat.
Nel complesso del 2025, la crescita dell’export verso i paesi extra Ue si attesta a +2,3% (dal +1,3% del 2024), trainata dalle maggiori vendite di beni di consumo non durevoli e beni intermedi. L’import registra una crescita del +3,4% (era -3,1% nel 2024), determinata in particolare dal deciso aumento degli acquisti di beni di consumo non durevoli che più che compensa l’ampia riduzione degli acquisti di energia. Il 2025 si chiude con un avanzo commerciale verso i paesi extra Ue pari a +56,1 miliardi di euro (era +57,6 miliardi nel 2024).
I DATI
A dicembre 2025 si stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+4,3%) rispetto alle esportazioni (+1,5%).
L’incremento su base mensile dell’export si deve principalmente alle maggiori vendite di beni strumentali (+3,7%); aumentano anche le vendite di energia (+11,0%), beni intermedi e beni di consumo durevoli (per entrambi +2,4%) mentre si riducono quelle di beni di consumo non durevoli (-2,2%). Dal lato dell’import, a esclusione di beni di consumo non durevoli (-0,1%), si rilevano aumenti congiunturali diffusi, il più marcato per beni intermedi (+9,8%).
Nel quarto trimestre 2025, rispetto al precedente, l’export si riduce dello 0,8%; a contribuire alla flessione sono le minori vendite di energia (-25,5%), beni strumentali (-6,2%) e beni di consumo durevoli (-1,1%), mentre crescono le esportazioni di beni intermedi (+6,5%) e beni di consumo non durevoli (+1,4%). Nello stesso periodo, l’import segna una riduzione congiunturale dell’1,8%, che riguarda tutti i raggruppamenti, tranne i beni intermedi (+10,1%).
A dicembre 2025 l’export cresce su base annua del 4,6% (era -2,8% a novembre). La crescita tendenziale dell’export verso i mercati extra Ue si deve all’aumento delle vendite di beni intermedi (+18,2%) e beni strumentali (+8,2%). L’import registra una flessione tendenziale dell’1,2%, cui contribuiscono soprattutto le minori importazioni di energia (-32,0%) e beni strumentali (-10,3%), che più che compensano l’aumento degli acquisti di beni di consumo non durevoli (+26,7%) e beni intermedi (+23,7%).
A dicembre 2025 l’avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è pari a +8.385 milioni di euro (+6.923 milioni nello stesso mese del 2024). Il deficit energetico si riduce da -5.080 milioni di dicembre 2024 a -3.513 milioni di dicembre 2025. L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici si attesta a +11.899 milioni da +12.003 milioni dell’anno prima.
A dicembre 2025 si rilevano marcati aumenti su base annua delle esportazioni verso paesi ASEAN (+47,8%) e Svizzera (+41,6%). Crescono anche le vendite verso Cina (+7,8%) e paesi OPEC (+4,8%). Si riduce l’export verso Turchia (-17,7%), Regno Unito (-10,5%), paesi MERCOSUR (-9,6%) e Giappone (-7,3%); modesta la riduzione delle vendite verso gli Stati Uniti (-0,4%).
Le importazioni dai paesi OPEC (-36,5%) registrano la contrazione tendenziale più ampia; diminuiscono anche gli acquisti da Svizzera (-20,1%), paesi ASEAN (-5,9%) e Turchia (-1,8%). Per contro, crescono in misura marcata le importazioni da Stati Uniti (+61,1%) e paesi MERCOSUR (+45,4%). (focus\aise)