Asilo: dal Parlamento Ue via libera alle nuove norme sui paesi terzi e paesi di origine sicuri

STRASBURGO\ aise\ - Il Parlamento europeo ha approvato oggi, 10 febbraio, in via definitiva le modifiche al regolamento sulle procedure di asilo dell’Ue per consentire un esame più rapido delle domande di asilo. Con 408 voti a favore, 184 contrari e 60 astensioni, è stata approvata la creazione di un elenco UE dei paesi di origine sicuri. Via libera - con 396 voti a favore, 226 contrari e 30 astensioni - anche al regolamento relativo all’applicazione del concetto di paese terzo sicuro.
In base alle modifiche, Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia saranno considerati sicuri per i propri cittadini, mentre i paesi candidati all’adesione all’Ue saranno “presunti sicuri”. Gli stati membri potranno concludere accordi con paesi terzi nei quali esaminare le domande di protezione. Infine, vengono previste nuove condizioni per consentire ai paesi Ue di determinare se un paese terzo è sicuro per i richiedenti asilo che non ne sono cittadini.
PAESI DI ORIGINE SICURI
Il nuovo elenco UE dei paesi di origine sicuri consentirà di accelerare l’esame delle domande di asilo presentate da cittadini di Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia. In base alle nuove norme, spetterà al singolo richiedente dimostrare che tale disposizione non dovrebbe applicarsi nel suo caso, a causa di un fondato timore di persecuzione o del rischio di subire gravi danni in caso di rimpatrio.
PAESI CANDIDATI
Anche i paesi candidati all’adesione all’Ue saranno considerati paesi di origine sicuri, salvo circostanze pertinenti, quali violenze indiscriminate nel contesto di un conflitto armato, un tasso di riconoscimento delle domande di asilo a livello Ue superiore al 20% o sanzioni economiche dovute ad azioni che incidono sui diritti e sulle libertà fondamentali.
SOSPENSIONE ED ELENCHI NAZIONALI
La Commissione europea monitorerà la situazione nei paesi inclusi nell’elenco e interverrà qualora le circostanze cambino. Potrà decidere temporaneamente che un paese non è più considerato sicuro o proporne la rimozione permanente dall’elenco. I paesi Ue potranno inoltre designare ulteriori paesi di origine sicuri a livello nazionale, ad eccezione di quelli rimossi dall’elenco Ue. La lista potrà essere ampliata attraverso la procedura legislativa ordinaria.
APPLICAZIONE DEL CONCETTO DI PAESE TERZO SICURO
Gli Stati membri potranno applicare il concetto di paese terzo sicuro a un richiedente asilo che non sia cittadino di quel determinato paese, e quindi dichiarare la sua domanda di protezione a livello Ue inammissibile. Per poterlo fare, deve essere soddisfatta una di queste tre condizioni: l’esistenza di un legame tra il richiedente e un paese terzo, come la presenza di familiari, una precedente permanenza nel paese o legami linguistici, culturali o simili; il fatto che il richiedente sia transitato da un paese terzo prima di arrivare nell’UE dove avrebbe potuto richiedere una protezione effettiva; l’esistenza di un accordo o intesa con un paese terzo, a livello bilaterale, multilaterale o dell’UE, per l’ammissione dei richiedenti asilo, ad eccezione dei minori non accompagnati.
Tali accordi conclusi dall’Ue o dai suoi Stati membri con un paese terzo per applicare il concetto di paese terzo sicuro devono includere una disposizione che obblighi il paese terzo a esaminare nel merito qualsiasi richiesta di protezione effettiva presentata dalle persone interessate.
Inoltre, il ricorso contro una decisione di inammissibilità di una domanda di protezione non sospenderà automaticamente una decisione di rimpatrio.
APPLICAZIONE ANTICIPATA DI ALCUNE DISPOSIZIONI
La designazione di un paese terzo come sicuro, sia a livello Ue che nazionale, potrà avvenire anche con eccezioni per specifiche parti del territorio o per categorie chiaramente identificabili di persone. Questa disposizione e quelle relative alle procedure accelerate di frontiera per i richiedenti la cui nazionalità presenta un tasso di riconoscimento dell’asilo inferiore al 20%, potranno applicarsi prima dell’entrata in applicazione della legislazione UE sull’asilo, prevista per giugno 2026.
PROSSIME TAPPE
I due regolamenti devono ora essere formalmente adottati dal Consiglio. Entrambe le norme riguardano il trattamento delle domande di asilo e modificano il Patto su migrazione e asilo, adottato dal Parlamento ad aprile 2024, che entrerà in vigore a giugno di quest’anno. (aise)