La scomparsa di David Maria Sassoli, presidente del Parlamento europeo e uomo del dialogo – di Sira Miori

ROMA\ aise\ - La scomparsa improvvisa del presidente del Parlamento europeo David Maria Sassoli addolora profondamente tutti coloro che credono nella realizzazione e nel consolidamento del progetto dell'Europa unita, pensato dai Padri fondatori dopo i massacri e gli orrori delle due guerre mondiali, da Alcide De Gasperi, a Robert Schuman, a Konrad Adenauer, a Jean Monnet ad Altiero Spinelli.
Giornalista attento e rigoroso, poi politico appassionato e uomo del dialogo, ha saputo nutrire con la sua cultura e il suo impegno, un'iniziativa politica europea al servizio delle persone e delle istituzioni per la ricerca del bene comune, sostenendo la necessità di una politica autorevole e solidale, più vicina ai cittadini e ai loro bisogni, accompagnata da un'azione incisiva europea di contrasto ai cambiamenti climatici, di tutela dell'ambiente e della salute, sostenendo un adeguamento del Trattato UE a queste esigenze urgenti e non più rinviabili.
Ha operato con fermezza e costanza per il rafforzamento della democrazia parlamentare e per la promozione dei valori fondanti dell'Europa dei diritti, delle libertà e delle diversità, rendendo il Parlamento europeo protagonista autorevole del dibattito politico in una fase molto delicata, come l'attuale, sostenendo la necessità di una svolta decisiva per il futuro dell'Europa, nel segno dell'apertura al confronto e alla solidarietà, contro i muri dei nazionalismi.
Ha, fra l'altro, contribuito con forza a far progredire il dialogo con i Paesi del Mediterraneo, affinché diventi “un mare di pace”, aperto alla democrazia, alla libertà e alla solidarietà con il continente africano.
Ha particolarmente appoggiato l'allargamento dell'Unione europea ai Paesi dei Balcani occidentali nel “cammino verso un futuro europeo comune”, promuovendo e sottoscrivendo a Bruxelles, il 28 giugno scorso, la “dichiarazione comune” con i Presidenti dei parlamenti degli Stati di questa regione geografica, nella convinzione che “la prospettiva europea e un processo di adesione dei Paesi dei Balcani occidentali all'Unione europea” possa realizzarsi “nell'interesse politico, economico e di sicurezza dell'Unione” come “un investimento geostrategico in un'Europa stabile, forte e unita”.
Questo appello di David Maria Sassoli presidente del Parlamento europeo è stato ribadito, da ultimo, lo scorso 6 ottobre, con un accorato e formale messaggio al vertice UE-Balcani occidentali di Brdo pri Kranju in Slovenia, evidenziando un ruolo diventato “ancora più importante alla luce della pandemia”, ricordando “gli atti di solidarietà e di cooperazione tra l'Ue e i Balcani occidentali nella lotta al Covid 19” e confermando l'impegno del Parlamento europeo nel cammino dei Balcani occidentali “verso un futuro europeo comune”, nella ferma convinzione che “avere un continente pacifico, stabile e prospero andrebbe a beneficio di tutti i cittadini europei”.
La sua morte apre un vuoto nelle file di coloro che sostengono il consolidamento di un'Europa di pace, di democrazia, di solidarietà, di giustizia, di sviluppo, di uguaglianza, di tutela e promozione della conoscenza, della cultura e dei diritti umani, al servizio dei cittadini.
Personalmente conservo il prezioso ricordo di una lunga e cordiale conversazione, avvenuta il 3 giugno 2010, in occasione dell'inaugurazione, al CIVA di Bruxelles, della mostra “Pier Luigi Nervi, l'architettura come sfida”, organizzata con la collaborazione dell'Istituto Italiano di Cultura di cui avevo ripreso la direzione il precedente 9 aprile.
Indimenticabili i successivi incontri a Bruxelles, a Roma e a Trento, la mia città, e in particolare l'ultimo in ordine di tempo, quello del 16 luglio scorso, con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per il conferimento della laurea magistrale a titolo d'onore in Studi europei e internazionali a Antonio Megalizzi, il giovane giornalista trentino-calabrese ucciso nell'attentato di Strasburgo dell'11 dicembre 2018.
Da giornalista di razza, David Maria Sassoli continuava infatti a portare avanti il suo impegno per l'autonomia dei giornalisti e la libertà di stampa, per una stampa indipendente e per la corretta informazione dei cittadini, sostenendo in particolare i giovani giornalisti, come quelli delle radio universitarie europee dei progetti Euphonica e RadUni, e con essi, le idee e i valori dei Padri fondatori dell'Europa unita con la formazione e la partecipazione attiva e critica delle giovani generazioni alle istituzioni europee, per l'Europa di domani.
Ai suoi familiari un'affettuosa vicinanza in questo momento di grande dolore. (sira miori*\aise)
* già Direttrice degli Istituti Italiani di Cultura a Bruxelles e a Belgrado e Coordinatrice d'area (IIC regione geografica Balcani occidentali, danubiana e Albania)