Medio Oriente: più di 11mila gli europei rimpatriati dall’Ue

BRUXELLES\ aise\ - È atterrato ieri a Bucarest, in Romania, il quinto volo di soccorso ed evacuazione dal Medio Oriente pienamente coordinato e finanziato dalla Commissione europea. L’operazione ha consentito il rimpatrio sicuro di 134 cittadini europei, in seguito a una richiesta delle autorità rumene.
Partito dall’Oman, il volo ha trasportato 96 cittadini rumeni e 38 cittadini di altri paesi europei rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti. L’Ue ha inoltre coperto fino al 75% dei costi del trasporto stradale sostenuti dai passeggeri per raggiungere l’Oman.
Dall’inizio dell’escalation nella regione fino alla fine di febbraio, il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’UE ha sostenuto quasi 90 voli, permettendo il rientro di quasi 11.000 cittadini europei in Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania, Slovacchia e Svezia.
“Nel contesto dell’escalation in Medio Oriente, l’Unione europea ha dimostrato che, quando le crisi superano le capacità nazionali, è in grado di intervenire”, ha commentato la Commissaria per la Preparazione e la gestione delle crisi, Lahbib. “Ancora una volta l’UE dimostra di essere presente: oggi sostiene oltre 11 000 europei e non si fermerà qui. La solidarietà europea non conosce limiti né frontiere e offre sostegno non solo ai cittadini dell’UE, ma anche a quelli degli Stati che partecipano al meccanismo di protezione civile dell’UE”.
Sul fronte degli aiuti umanitari, la Commissione europea ha confermato lo stanziamento di 450 milioni di euro destinati alla Palestina, al Libano, alla Siria e alla Giordania nel 2026.
In Siria, 210 milioni di finanziamenti umanitari dell’UE sosterranno la risposta di emergenza e la protezione salvavita in tutto il paese. In Palestina, 124 milioni finanzieranno assistenza alimentare, servizi sanitari, protezione, alloggio e istruzione, forniti da partner che operano in condizioni estremamente difficili. In Libano, 100 milioni saranno destinati all’assistenza sanitaria di emergenza, al sostegno di base per le famiglie rimaste senza nulla, ai servizi di protezione, all’alloggio e all’istruzione per i bambini che non frequentano la scuola.
Nel frattempo, i voli del ponte aereo umanitario dell’UE stanno già consegnando sul campo forniture mediche e materiali di soccorso. In Giordania, un totale di 15,5 milioni sosterrà servizi essenziali come sanità e protezione, oltre a rispondere alle esigenze dei rifugiati sia all’interno che all’esterno dei campi. Infine, in Egitto, 8 milioni finanzieranno assistenza multisettoriale destinata alle persone più vulnerabili.
“In un Medio Oriente dilaniato dalla guerra, l’Unione europea sta intensificando il proprio impegno, mentre altri fanno un passo indietro. Siamo ora il principale donatore che continua a fornire aiuti umanitari in alcune delle crisi più gravi del mondo, sostenendo persone che stanno vivendo i momenti più bui della loro vita”, ha evidenziato Lahbib. “Dobbiamo restare al loro fianco. Esiste un diritto internazionale umanitario per proteggerle e l’Europa lo difenderà. Continueremo a fornire aiuti salvavita per tutto il tempo necessario”. (aise)