Papa Leone: cessi il fragore delle bombe e tacciano le armi

Vatican Media

ROMA\ aise\ - “Cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli”. Papa Leone XIV ha affidato la sua supplica a Maria, affinché “interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e di speranza”. Lo ha fatto al termine dell’Angelus di ieri, 8 marzo, nella terza Domenica di Quaresima e nella Giornata internazionale delle Donne, per cui ha invocato “il riconoscimento della pari dignità”.
“Dall’Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione”, ha osservato il Pontefice affacciato dal suo studio in Piazza San Pietro. “Agli episodi di violenza e devastazione e al diffuso clima di odio e paura si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi e altri Paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità”.
Eppure “l’umanità assetata di verità e di giustizia”, ha osservato Leone rivolgendosi a fedeli e pellegrini raccolti tra le navate della Basilica e “Gesù è la risposta di Dio alla nostra sete”. Lo suggerisce una delle “grandi pagine evangeliche” al centro dell’Angelus di ieri, quella del dialogo fra Gesù e la donna samaritana.
“Come suggerisce alla Samaritana, l’incontro con Lui attiva nel profondo di ciascuno “una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,14)”, ha spiegato il Santo Padre. “Carissimi, non c’è energia spesa meglio di quella che dedichiamo a liberare il cuore. Per questo, la Quaresima è un dono: entriamo nella terza settimana e possiamo ormai intensificare il cammino!”.
“Nel Vangelo è scritto anche che “giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che [Gesù] parlasse con una donna” (Gv 4,27)”, ha proseguito Leone. “Fanno così fatica a sentire come propria la sua missione, che il Maestro li deve provocare: “Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura” (Gv 4,35). Il Signore dice ancora alla sua Chiesa: “Alza gli occhi e riconosci le sorprese di Dio!”. Nei campi, quattro mesi prima della mietitura, non si vede quasi nulla, ma, là dove noi non vediamo nulla, la Grazia è già in azione e i frutti sono pronti da raccogliere. La messe è molta: forse gli operai sono pochi, perché distratti da altre attività. Gesù, invece, è attento. Quella donna samaritana, stando alle consuetudini, avrebbe dovuto semplicemente ignorarla; invece Gesù le parla, la ascolta, le dà credito senza secondi fini e senza disprezzo”.
“Quante persone cercano nella Chiesa questa stessa delicatezza, questa disponibilità!”, ha osservato il Papa. “E come è bello quando perdiamo il senso del tempo per dare attenzione a chi incontriamo, così com’è. Gesù dimenticava persino di mangiare, tanto lo nutriva la volontà di Dio di raggiungere tutti nel profondo (cfr Gv 4,34). Così la Samaritana diventa la prima di tante evangelizzatrici. Dal suo villaggio di disprezzati e reietti, molti, per la sua testimonianza, vengono incontro a Gesù e anche in loro la fede sgorga come acqua pura”.
Infine, rivolgendosi ancora una volta a “Maria, Madre della Chiesa”, Papa leone ha chiesto “di poter servire, con Gesù e come Gesù, l’umanità assetata di verità e di giustizia. Non è il tempo delle contrapposizioni tra un tempio e l’altro, tra “noi” e gli “altri”: gli adoratori che Dio cerca sono uomini e donne di pace, che lo adorano in Spirito e verità (cfr Gv 4,23-24)”, ha concluso. (m.avilloni\aise)