Tumori tiroidei: un approccio terapeutico innovativo con lo studio dell’Università di Perugia

ROMA\ aise\ - Un nuovo approccio terapeutico innovativo per i tumori tiroidei che oltre a trattare i pazienti raccoglie la più grande casistica real-life europea e la seconda casistica real-life per numerosità a livello mondiale. È quanto arrivato grazie agli studi di ricercatori e ricercatrici dell’Università degli Studi di Perugia.
Il carcinoma anaplastico della tiroide è infatti una neoplasia estremamente aggressiva, refrattaria ai trattamenti convenzionali. Nelle casistiche storiche la sopravvivenza mediana dal momento della diagnosi non superava 3-6 mesi. Per questo, nonostante la rarità della patologia, vi era impellente necessità di individuare terapie innovative in grado di ribaltare questi drammatici scenari.
L’uso in combinazione dell’inibitore tirosino-chinasico Lenvatinib e dell’immunoterapico Pembrolizumab è supportato da un presupposto pre-clinico che si basa sul particolare profilo immunologico dei carcinomi anaplastici della tiroide. Per questo motivo da diversi anni il gruppo di ricerca per i tumori tiroidei diretto dal Prof. Efisio Puxeddu e composto dai dottori Silvia Morelli, Edoardo Talpacci, Chiara Ingriccini e Antonella Ferrieri, della Sezione di Medicina Interna e Scienze Endocrine e Metaboliche del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia, che opera nell’ambito della Struttura Complessa di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, ha iniziato a trattare pazienti affetti da carcinoma anaplastico della tiroide con la combinazione di inibitori tirosino-chinasici e immunoterapia avvalendosi della legge 648/1996 che consente di erogare un farmaco a carico del Sistema Sanitario Nazionale se vi sono i presupposti per la sua efficacia e non esiste un’alternativa terapeutica valida.
Grazie a questo approccio diversi pazienti affetti da carcinoma anaplastico della tiroide anche avanzato hanno potuto sperimentare regressione della neoplasia e significativi incrementi della sopravvivenza.
I risultati di questa esperienza sono stati recentemente descritti, in collaborazione con colleghi dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’articolo “Real-world efficacy of Lenvatinib/Pembrolizumab combination in anaplastic thyroid carcinoma: case series from two Italian referral centers”, accettato per la pubblicazione dalla rivista scientifica European Thyroid Journal, il giornale ufficiale della Società Europea della Tiroide. (aise)